05/08/2026
Ciao, sono Angelo Lucchese, Guida Ufficiale del Parco Nazionale del Pollino. La mia missione è accompagnarvi alla scoperta della natura, con un amore particolare per l’etnobotanica e il mondo delle piante officinali. Il 28 maggio, a Santa Maria del Cedro, ho partecipato con gioia all'evento 'Cammina con la Salute': una bellissima manifestazione che mi ha permesso di raccontare le proprietà delle nostre piante e l'importanza di un ritorno consapevole verso ciò che la natura, generosamente, ci offre.
Ho fatto questa presentazione:
L'Iperico (Hypericum perforatum), universalmente noto come Erba di San Giovanni, è una pianta dalle proprietà straordinarie, profondamente radicata sia nella fitoterapia scientifica che nella tradizione popolare.
L'efficacia dell'iperico è legata principalmente ai suoi fiori giallo oro, ricchi di principi attivi come ipericina e iperforina.
Benessere Mentale ed Emotivo:
È celebre per la sua azione sul tono dell'umore. Viene utilizzato come supporto naturale in caso di stati depressivi lievi o moderati, ansia, stress e disturbi del sonno. Agisce favorendo l'equilibrio della serotonina nel sistema nervoso centrale.
Azione sulla Pelle: Grazie alle proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie, antisettiche e lenitive, l'olio di iperico è un classico rimedio casalingo per trattare piccole ferite, irritazioni, scottature e per favorire la rigenerazione cutanea.
Altri Usi: Tradizionalmente è impiegato anche per favorire la digestione (grazie a tannini e flavonoidi) e per supportare il benessere nervoso.
Avvertenze importanti: L'iperico può interferire con l'efficacia di molti farmaci (inclusi contraccettivi, antidepressivi e anticoagulanti). Consulta sempre un medico prima di assumerlo. Inoltre, essendo una sostanza fotosensibilizzante, è necessario evitare l'esposizione diretta al sole dopo l'applicazione dell'olio sulla pelle per prevenire macchie o irritazioni.
L'alloro ( Laurus Nobilis)simboleggia la gloria e la vittoria. È un riferimento storico alla tradizione classica, riprendendo l'antica usanza romana di incoronare i vincitori, a sottolineare il prestigio e l'onore.La leggenda di Apollo e Dafne è uno dei miti più celebri e struggenti della mitologia greca.
Tutto ha inizio con la superbia di Apollo, il dio del Sole e della musica, che, dopo aver ucciso il serpente Pitone, si vantò della sua abilità con l'arco prendendo in giro Eros (Cupido), il dio dell'amore. Offeso, Eros decise di vendicarsi.
Eros scagliò due frecce:
Una freccia d'oro, che infonde un amore bruciante e irresistibile, colpì Apollo.
Una freccia di piombo, che genera repulsione e rifiuto per l'amore, colpì Dafne, una ninfa dei boschi, figlia del dio fluviale Peneo.
Apollo, follemente innamorato, iniziò a inseguire Dafne per tutta la valle. Lei, terrorizzata e votata alla castità (come la dea Artemide), correva disperata, implorando suo padre Peneo di aiutarla.
Quando Apollo fu ormai vicino, sentendo il respiro del dio sul collo, Dafne giunse sulle rive del fiume Peneo e lanciò un grido d'aiuto estremo: «Padre, aiutami! Se le acque hanno potere, trasforma questa bellezza che mi è stata fatale!»
Non appena ebbe finito di parlare, un torpore improvviso le invase le membra:
I suoi piedi si fissarono al suolo, trasformandosi in radici.
Il suo corpo si coprì di una corteccia ruvida.
Le sue braccia si allungarono, mutando in rami pieni di foglie.
I suoi capelli divennero chioma di alloro.
Apollo, giunto sul posto, non trovò la sua amata, ma un albero di alloro (daphne in greco significa proprio alloro).
Distrutto dal dolore, il dio abbracciò il tronco, ma sentì il cuore di Dafne ba***re ancora sotto la corteccia. Apollo decise allora che, poiché non poteva averla come sposa, la ninfa sarebbe diventata il suo simbolo sacro: incoronò la sua testa con le foglie di quell'albero e dichiarò che, da quel momento, l'alloro sarebbe stato sempre verde, simbolo di trionfo e gloria per poeti, atleti e