21/05/2026
Il Paese che Vorrei non parteciperà con una propria lista alle prossime elezioni comunali ma continuerà ad esercitare il suo ruolo di azione, proposta politica e spazio di coesione all'interno della sinistra.
Il dibattito elettorale ripropone temi da anni al centro della proposta del PcV, tra cui la tutela del paesaggio, del verde pubblico e privato (parchi, giardini e verde urbano), su cui Italia Nostra ha giustamente chiesto un confronto tra candidati Sindaco presso la libreria Filo di Sofia, che ripropongono l’urgenza di una variante generale all’attuale Piano Regolatore. Da tutti ritenuto obsoleto, persino dall’uscente sindaco Tidei, il Piano Regolatore attualmente in vigore non solo non tiene conto del Piano paesaggistico Regionale (con cui confligge) ma nemmeno dell’assetto idrogeologico, visti i numerosi fossi che attraversano longitudinalmente il tessuto urbano della città. Si è costruitocome se i fossi non esistessero, dando vita alle problematiche idrauliche che ben conosciamo. Una nuova pianificazione urbana dovrebbe quindi fare proprio il Piano d’assetto idrogeologo, il Piano Paesaggistico Regionale, un nuovo Regolamento del verde (tutela ville storiche, censimento giardini privati di pregio, dei luoghi della memoria, censimento boschi e macchia, cura verde urbano), e i PEBA, in base alle norme di legge. Bisognerebbe ultimare le grandi opere idraulichetuttora incompiute a Castelsecco e Ponton del Castrato, istituire alla foce di Castelsecco un parco urbano, battersi per un regolamento per il Monumento Naturale di Pirgy, ripensare la Zona Quartaccia coerentemente al piano paesaggistico regionale, ripensare la viabilità a Valdambrini e nella zona Centro, attuare un’edilizia di recupero e di risanamento di immobili abbandonati e dei quartieri degradati per case popolari e diritto all’abitare anziché consumare altro suolo in zona agricola con nuove ”zone 167”. Andrebbe ripensato il Piano Utilizzo Arenili implementando le spiagge libere e garantendo a ciascuna di esse raggiungibilità, segnaletica, balneabilità agevole, accesso anche a bambini, anziani e disabili, servizi e sicurezza a mare. Non si può affermare di aver lasciato il 50% del litorale “a spiaggia libera” quando questa in molti tratti è totalmente inaccessibile, non balneabile sia per la pericolosità del fondale che la prossimità alla foce dei fossi (dove vige il divieto di balneazione). I varchi debbono essere aperti, visibili, sicuri e chiaramente segnalati su tutta la costa. Anche alle concessioni balneari va reso chiaro che l’accesso alla battigia deve essere consentito e non vietato. Sul Castello di S. Severa il PcV si è sempre battuto per la difesa del Polo Museale Civico e per una destagionalizzazione della fruizione del Castello in cui iniziative culturali e artistiche possono attirare pubblico tutto l’anno, mentre la chiusura delle botteghe artigiane da parte della Regione Lazio si è rivelata un vero e proprio boomerang. Il PcV ha contribuito agli ottimi risultati ottenuti dal Comitato in difesa della passeggiata mentre instancabile è stata la denuncia per lo scempio dell’affaccio e accesso al mare di Via Giuliani.
Il PcV si è in questi anni battuto in difesa dei beni comuni, dei servizi pubblici (farmacie, passeggiata, cimitero, parcheggi, viabilità, spiagge libere) e contro i project financing dell’ex Fungo, della Passeggiata, del Cimitero. Il PcV è anche tra i maggiori sostenitori della Comunità energetica “A tutto Sole”, un esempio virtuoso di incentivo verso l’uso di energia rinnovabile che dovrebbe vedere privato e pubblico collaborare su obiettivi comuni.
Gli associati al PcV, presenti sia nella lista Uniti con Manuelli che nella lista AvS per Renda, sono impegnati affinché tali proposte non rimangano vane promesse elettorali. Il PcV continuerà la sua azione per l’unità di tutta sinistra mobilitata sul territorio in difesa dei beni comuni, paesaggio, ambiente, diritti civili e sociali, per una politica orientata al benessere anche economico di tutti i cittadini piuttosto che all'arricchimento di pochi. .
Il Paese che Vorrei