02/09/2026
💭 LA BALDINI RICORDA
"Rina era una donna molto intelligente, precisa, energica. Tra noi ci si intendeva bene. Era perfetta come aiuto regista": con queste parole di Liliana Cavani vogliamo ricordare Rina Macrelli, nata il 2 settembre del 1929 a Rimini.
Il suo contributo alla televisione e al cinema italiani degli anni ’50, ’60 e ‘70 è solo una parte dell’attività culturale di Rina Macrelli, animatrice tra l’altro del “Circal de' giudéizi", oltre che scrittrice, conduttrice televisiva e attivista femminista.
Risale al 1956 il primo lavoro per il cinema, come assistente italiana di Renè Clèment per il film “La diga sul Pacifico”, mentre all’inizio degli anni ’60 comincia a lavorare per la televisione, diventando collaboratrice e aiuto regista di Alessandro Blasetti per il docu-film “La lunga strada del ritorno” (1962).
Con Liliana Cavani collabora alla realizzazione per conto della Rai dell’inchiesta “La casa in Italia” (1964) e del documentario “La donna nella Resistenza” (1965), il primo a mettere in luce il contributo femminile nella lotta al nazifascismo, anche grazie allo scrupoloso lavoro di ricerca realizzato da Macrelli.
Rina affianca la regista anche nei suoi primi due film, “Francesco d’Assisi” (1966) – richiamato peraltro nella recente edizione della Conferenza del Solstizio d’estate dedicata al santo – e “Galileo” (1968), rivestendo poi lo stesso ruolo anche per “Zabriskie Point” di Michelangelo Antonioni (1970).
Fondamentale il suo contributo alla riscoperta e valorizzazione del dialetto santarcangiolese: Rina Macrelli organizza infatti il seminario su Tonino Guerra e la poesia romagnola del 1973, fa pubblicare le poesie di Giuliana Rocchi e cura la prima raccolta di Gianni Fucci.
Il saggio femminista “L’indegna schiavitù. Anna Maria Mozzoni e la lotta contro la prostituzione di stato” (1980) vi aspetta sui nostri scaffali insieme alle opere che la riguardano o alle quali ha contributo: http://bit.ly/45NqiMG