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SARNO Libera Page SARNO Libera si occuperà di dare voce a tutti i cittadini stanchi di subire in silenzio e stanchi di assistere al declino città.

La pagina Sarno libera nasce dall'esigenza di avere voci libere in un contesto politico sociale dettato anzi bloccato dai vetusti della politica. Una politica obsoleta ignara delle vere esigenze è ignara dei problemi che i cittadini sarnesi quotidianamente sono costretti a sopportare. La pagina Sarno libera vuole dare voce a tutti quei cittadini che non si rispecchiano più nella vecchia politica n

è in quella che si definisce giovane ma che viene ancora gestita dai vecchi politicanti. Sarno libera si batterà per avere una Città Nuova. Sarno libera si basa sui principi della famiglia,del rispetto delle proprie tradizioni e delle proprie origini, la pagina vuole raccogliere il malcontento dei cittadini sarnesi delusi e amareggiati da chi oggi pratica politica per se stessi e non per la città. Ci attiveremo in difesa dell'ambiente, della salute, della legalità, dei diritti. Chiunque voglia unirsi e il benvenuto la città di Sarno merita il meglio, merita di ritornare ad essere un orgoglio per i Sarnesi. Le nostre idee per il rilancio della città sono le seguenti:
Più cittadini ci hanno chiesto di metterci la faccia, noi preferiamo metterci le idee. L’essenziale è invisibile agli occhi. Non chiedeteci chi siamo ma cosa offriamo. Il punto centrale del nostro gruppo è questo: noi crediamo nei sarnesi. La Sarno che vogliamo non è brillante soltanto al centro, e abbandonata a se stessa nelle periferie. Il nostro obiettivo è ricucire il tessuto urbano garantendo la qualità delle strutture e dei servizi in ogni parte della città, e consentendo ai sarnesi di riappropriarsene in condizione di comfort e sicurezza. La Sarno che vogliamo non è una città in cui il Comune pensa di avere il monopolio delle buone idee: è una città in cui il Comune attiva i contributi dei sarnesi, non per “ascoltarli” in modo ipocrita, ma per lasciare spazio alle loro iniziative e alla loro creatività. Non vogliamo un Comune solista: ma un Comune che valorizza e mette a fattor comune competenze e capacità diffuse nella città. Nonostante l’elevata disaffezione mostrata più volte dai cittadini cercheremo di riavvicinare i cittadini e , soprattutto i giovani alla vita politica. Cercheremo di migliorare le prestazioni sanitarie progettando prestazioni assistenziali a favore di patologie emergenti che avanzano sul nostro territorio. Riprogettazione del sistema dei servizi sociali a favore della popolazione debole. Progettazione di un efficiente ed efficace piano rifiuti volto alla salvaguardia dell’ambiente. Controllo e riduzione dei fattori inquinanti, con la presenza sul territorio di ditte specializzate nella rimozione di materiale pericoloso alla salute e all'ambiente. Potenziamento forze dell’ordine e potenziamento rete di videosorveglianza nelle aree sensibili del territorio. Potenziare il piano illuminazione al fine di garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Messa in sicurezza degli edifici scolastici. Predisposizione borse di studio per studenti meritevoli. Sostegno per l’organizzazione di scambi culturali con istituti scolastici europei. Erogazione di servizi ed agevolazioni per rilanciare il commercio del paese. Snellire e agevolare le pratiche burocratiche. Ridurre gli attriti nel rapporto fra privati cittadini e pubblica amministrazione, per restituire tempo e libertà ai sarnesi. Meno carta e meno passaggi per un Comune che sa fare e sa far fare. La semplificazione è il primo servizio che dobbiamo a tutti cittadini: alle imprese, ai giovani desiderosi di avviare un’attività. Riduzione degli sprechi dell’apparato amministrativo. Dare opportunità a chi le desidera e chi le chiede. Il patrimonio immobiliare del Comune può essere in parte dismesso: ma in parte può essere messo a disposizione di nuove iniziative, dalle start up innovative a nuovi progetti culturali, soprattutto nelle periferie. Senza favoritismi, attraverso gare trasparenti. Istituzione di un tavolo di lavoro permanente a cui parteciperanno le Forze dell’Ordine, i comitati di quartiere e i commercianti. Creazione di un tavolo di lavoro permanente dedicato alla questione “movida”, al quale parteciperanno i commercianti, le associazioni e i comitati dei residenti. L’obiettivo sarà quello di trovare soluzioni condivise per una migliore gestione degli spazi pubblici e per un incremento della qualità della vita dei residenti
Creazione dell’Ufficio Relazioni . L’obiettivo di questo ufficio sarà quello di interfacciarsi con i cittadini per segnalazioni puntuali su buche, cura del verde e ordinaria manutenzione generale,ma oltre alle segnalazioni sarà aperto a chi vorrà contribuire a migliorare la città. Valorizzare il patrimonio artistico “nascosto” presente. Tornare a far rivivere Sarno attraverso un calendario di eventi annuali, elaborato con associazioni culturali, associazioni di categoria e cittadini. Promozione di un percorso turistico che valorizzi le eccellenze culturali e gastronomiche della zona. Promozione di corsi per anziani, corsi di computer e incontri formativi su tematiche sociali. Apertura di uno sportello Babysitter e Badanti. Apertura e promozione di uno sportello famiglie a cui i cittadini potranno rivolgersi per avere informazioni sui servizi offerti dal Comune di Sarno.

Risanamento del fiume Sarno e decoro urbano: basta interventi di facciata e logiche da "polvere sotto il tappeto"Cittadi...
04/09/2026

Risanamento del fiume Sarno e decoro urbano: basta interventi di facciata e logiche da "polvere sotto il tappeto"

Cittadini di Sarno,

È tempo di abbandonare la politica degli annunci e delle soluzioni tampone che offendono l'intelligenza di una comunità intera. Continuare a parlare di risanamento ambientale e di tutela del nostro territorio quando si amministra con la logica della fretta e dell'approssimazione è inaccettabile.

Le scelte messe in campo dalle passate amministrazioni comunali, e che oggi rischiano di trovare continuità nell'inerzia della Commissione Straordinaria che guida il Comune, dimostrano una visione miope del governo locale. Coprire i problemi anziché risolverli – come tristemente simboleggia quella copertura in ferro sita al Prolungamento Matteotti piazzata a nascondere una situazione di degrado anziché affrontarla radicalmente – ricorda la vecchia gestione domestica di chi nasconde la polvere sotto il tappeto per puro opportunismo.

Come si può pretendere di affrontare la complessa e drammatica vertenza del fiume Sarno, o di garantire un reale decoro e una bonifica strutturale, se l'azione amministrativa si riduce a interventi di facciata? La cittadinanza è stanca di soluzioni estemporanee che non affrontano le cause profonde dei problemi ambientali e infrastrutturali del nostro territorio.

Chiediamo con forza un cambio di passo radicale: trasparenza, programmazione seria e interventi strutturali definitivi, rifuggendo da ogni forma di sciatteria amministrativa. Sarno merita rispetto, competenza e una gestione politica e commissariale che metta al primo posto la salute pubblica e la dignità del territorio, e non la logica di coprire le emergenze alla vigilia di una campagna elettorale.

Due pesi e due misure... quando la salute diventa un privilegio per pochi.​Ma davvero siamo arrivati a questo punto? In ...
01/09/2026

Due pesi e due misure... quando la salute diventa un privilegio per pochi.
​Ma davvero siamo arrivati a questo punto?
In Italia ci sono cittadini che aspettano mesi (se no.. anni) per una lista d’attesa, persone che devono rinunciare a curarsi o che pagano fior di quattrini per visite private perché la sanità pubblica è allo stremo. E poi cosa succede?
Un ex parlamentare si sente male all’estero e l’organizzazione per fargli volare due specialisti dall’altra parte del mondo parte in men che non si dica.
​Ci sarebbe da porsi un paio di domande..!
​I medici che si spostano invece del paziente?
Di norma, chi si trova all’estero e ha bisogno di cure specifiche cerca di rientrare in Italia per farsi assistere nel Servizio Sanitario Nazionale, oppure si affida alle strutture locali. Perché in questo caso sono stati mandati medici dall'Italia direttamente sul posto? Qualsiasi cittadino comune che si sente male in vacanza o per lavoro all'estero riceverebbe lo stesso identico trattamento, con luminari pronti a imbarcarsi su un volo intercontinentale?
​Il paradosso ideologico?!
Si decanta spesso Cuba come un modello, un'eccellenza sanitaria o una terra d'elezione, ma poi, al primo vero problema di salute, si fa appello alle professionalità e ai medici italiani.
​Se il principio di uguaglianza e la difesa della sanità pubblica valgono sempre, allora devono valere per tutti. Non dovrebbero esistere cittadini "più uguali degli altri", in grado di mobilitare risorse e attenzioni dedicate solo perché hanno un nome noto.

Sarno nelle mani del finto BUONISMO.L'episodio verificatosi nei confronti di un ragazzo tredicenne a Sarno rappresenta u...
23/08/2026

Sarno nelle mani del finto BUONISMO.

L'episodio verificatosi nei confronti di un ragazzo tredicenne a Sarno rappresenta un fatto grave che non può essere sottovalutato. A prescindere dall'identità dei responsabili, ogni forma di violenza, intimidazione o tentativo di rapina ai danni di minori deve essere contrastata con la massima fermezza.

I cittadini hanno il diritto di vivere in una città sicura, nella quale genitori, ragazzi, anziani e famiglie possano muoversi liberamente senza timore di aggressioni o atti di violenza.

È necessario che tutte le istituzioni competenti rafforzino i controlli sul territorio, contrastino ogni forma di illegalità e verifichino il rispetto delle norme relative agli alloggi, alle locazioni e alla permanenza regolare delle persone sul territorio nazionale, perseguendo eventuali abusi o irregolarità secondo quanto previsto dalla legge.

Allo stesso tempo, occorre ribadire un principio fondamentale: le responsabilità penali sono sempre individuali e devono essere accertate dalle autorità competenti. Chi commette reati deve essere identificato e punito, indipendentemente dalla sua provenienza, dal suo status sociale o dalla sua nazionalità.

La sicurezza dei cittadini deve tornare ad essere una priorità assoluta. Servono controlli, prevenzione, presenza delle forze dell'ordine e una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni chiamate a garantire ordine e legalità sul territorio. Ma vogliamo anche controlli sull'immigrazione regolare, verifiche sui permessi di soggiorno, contrasto all'immigrazione clandestina e controlli sugli affitti irregolari.

È inoltre opportuno che venga garantita la massima trasparenza sull'attività delle associazioni, cooperative ed enti che operano nel settore dell'accoglienza e dell'integrazione sul territorio. Ogni realtà che beneficia di fondi pubblici o svolge attività collegate all'immigrazione deve essere soggetta ai controlli previsti dalla legge, affinché i cittadini possano avere piena fiducia nella corretta gestione delle risorse e nel rispetto delle norme.

Allo stesso modo, è necessario verificare con rigore il rispetto delle disposizioni in materia di soggiorno, residenza, locazioni e sicurezza pubblica, contrastando ogni forma di immigrazione irregolare e ogni eventuale abuso. La sicurezza dei cittadini e la legalità devono rappresentare principi non negoziabili.

Le istituzioni competenti sono chiamate a svolgere controlli efficaci e continui, senza pregiudizi ma senza alcuna tolleranza verso chi viola le regole, affinché Sarno possa essere una città sicura, ordinata e rispettosa della legge.

Sarno merita sicurezza, legalità e rispetto delle regole.

💦 Sarno e il "giallo" della fontana in piazza: rinfrescarsi o risparmiare? 🤷‍♂️Succede solo a Sarno: la nuova commission...
17/07/2026

💦 Sarno e il "giallo" della fontana in piazza: rinfrescarsi o risparmiare? 🤷‍♂️
Succede solo a Sarno: la nuova commissione prefettizia si insedia da pochissime settimane e, come primo "benvenuto", si trova a dover gestire un'emergenza idrica non da poco. Livello dell'acquifero ai minimi storici a causa delle scarse piogge e ordinanza tassativa alla popolazione: "Usate l'acqua con estrema parsimonia". 🚫🚰
E cosa fanno, nello stesso identico momento, alcuni commercianti del centro?
Chiedono a gran voce la riapertura immediata della storica fontana al centro del paese! ⛲️✨
Ora, l'immagine è suggestiva:
La Commissione Prefettizia: "Cari sarnesi, vi preghiamo, chiudete il rubinetto mentre vi lavate i denti, non innaffiate i fiori e fate docce da record olimpico (massimo 2 minuti) altrimenti restiamo a secco." ⏳
I Commercianti del Centro: "Sì, tutto bellissimo... ma noi vogliamo il getto d'acqua continuo e scenografico in piazza per fare atmosfera, altrimenti i clienti non si siedono al tavolino!" 😎☕️
Il paradosso del "turismo bagnato" 🌊
Capiamo perfettamente che una fontana spenta al centro del paese metta tristezza e che il decoro urbano aiuti il commercio (soprattutto con questa calura). Ma chiedere di far scorrere litri d'acqua pubblica per pura estetica proprio mentre si rischia di aprire il rubinetto di casa e trovare il deserto del Sahara, forse è un tantino "ottimista".
A questo punto, qual è la soluzione?
Facciamo un compromesso storico? Riapriamo la fontana, ma la carichiamo a spumante? O magari chiediamo ai clienti dei bar di fare una colletta con i secchielli da casa? 🪣
Scherzi a parte, la domanda sorge spontanea: in tempo di crisi idrica, ha ancora senso dare priorità all'estetica rispetto alla necessità?
Voi da che parte state?
👇 Lasciate un commento (ma senza consumare troppa acqua)!

Scioglimento del Comune: il 2026 è solo la punta di un iceberg. Un sistema di favori che dura dal 2019 sotto gli occhi d...
08/07/2026

Scioglimento del Comune: il 2026 è solo la punta di un iceberg. Un sistema di favori che dura dal 2019 sotto gli occhi di tutti.

I dettagli emersi dalla relazione ufficiale del Ministro dell'Interno sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Sarno squarciano un velo su una realtà che, come forze politiche e cittadini liberi, avevamo l’obbligo di denunciare: quello che si è palesato nel 2026 non è un fulmine a ciel sereno, ma l'evidente prosecuzione di un sistema gestionale le cui radici partono da lontano e attraversano consecutivamente gli ultimi due mandati amministrativi.

Gli atti ufficiali della Commissione d’Accesso fissano date, fatti e responsabilità temporali che lasciano spazio a ben poche interpretazioni. Le anomalie e i favori non sono nati ieri: la relazione ministeriale evidenzia formalmente come una determinata ditta abbia goduto di una consolidata posizione di favore nel settore del noleggio del servizio audio e luci per gli eventi comunali nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025. Si parla di anni e anni di affidamenti diretti, attuati – come si legge testualmente nei documenti dello Stato – in totale "assenza della prescritta ricerca preliminare di mercato" e in palese violazione del principio di rotazione.

Questo significa che già durante il pieno mandato del vecchio sindaco, la macchina amministrativa viaggiava su binari di preferenza e opacità gestionale. A questo si è aggiunto poi, a partire dal 2022, l'ulteriore e gravissimo episodio della concessione in locazione di un terreno comunale a uno stretto congiunto del capo di un clan locale, un fondo agricolo gestito tra anomalie e totale assenza di controlli.

Siamo di fronte a un filo rosso che unisce le passate stagioni politiche a quella interrottasi lo scorso giugno. Come si può parlare di discontinuità o di estraneità quando i dossier ispettivi evidenziano che i metodi di gestione preferenziale erano già ampiamente collaudati e operativi fin dal 2019?

L'ex primo cittadino – già al centro di vicende di cronaca giudiziaria per ipotesi di reato pesanti come la concussione, che attendono il giudizio definitivo della magistratura – ha guidato una stagione amministrativa durante la quale il terreno per le infiltrazioni e per i favoritismi era già stato ampiamente arato. Ci chiediamo, in un legittimo e doveroso esercizio di critica politica: com’è stato possibile che per sei anni consecutivi si sia tollerata e alimentata una simile opacità gestionale negli uffici comunali? Chi doveva vigilare sulla regolarità di quegli affidamenti dal 2019 in poi?

Il sospetto politico di un sistema strutturato nel tempo, in cui i protagonisti formali cambiano ma i metodi di gestione della cosa pubblica rimangono drammaticamente speculari, trova oggi una conferma disarmante negli atti firmati dal Viminale. Il 2026 è solo la punta di un iceberg i cui blocchi di partenza sono stati posati e tollerati negli anni passati.

I cittadini di Sarno non meritano di essere ostaggio di una continuità politica che ha prodotto solo il commissariamento dell'ente e l'umiliazione delle istituzioni. Spetterà agli organi inquirenti accertare la rilevanza penale di eventuali collegamenti diretti o indiretti tra il vecchio e il nuovo corso, ma sul piano politico e morale il giudizio è definitivo: chi ha governato o influenzato Sarno dal 2019 ad oggi ha fallito nel dovere primario di garantire l'imparzialità, la legalità e la totale impermeabilità del Comune.

Scioglimento per Camorra a Sarno: la relazione del Viminale fotografa il fallimento morale e amministrativo della ex giu...
07/07/2026

Scioglimento per Camorra a Sarno: la relazione del Viminale fotografa il fallimento morale e amministrativo della ex giunta. "Altro che passerelle, la città è stata svenduta"

Le motivazioni dello scioglimento del Consiglio Comunale di Sarno, formalizzato lo scorso 5 giugno e riportate oggi dalla stampa nazionale sulla scorta della relazione del Ministro dell’Interno, delineano un quadro amministrativo semplicemente devastante. Non si parla più di opinioni o di scontro tra partiti: qui siamo davanti a un elenco dettagliato di fatti, atti e omissioni che certificano il crollo verticale della legalità sotto la precedente gestione.

Leggere che all'interno della macchina comunale di Sarno si muovevano "interferenze criminali" capaci di condizionare l'autonomia e l'imparzialità dell'ente fa tremare le vene ai polsi. La relazione ministeriale parla chiaro: terreni comunali locati ai familiari di capi clan, nomine dirette nei nuclei di valutazione riconducibili a figure della criminalità locale, piani urbanistici attuativi accelerati in modo sospetto a favore di specifiche famiglie imprenditoriali, e concessioni dubbie per aree mercatali trasformate in parcheggi per mezzi pesanti.

Dov'era il sindaco? Dov'erano i suoi assessori e i consiglieri di maggioranza mentre pezzi dello Stato venivano, secondo le relazioni ufficiali, messi a disposizione di interessi contigui ai clan camorristici locali?

Se non sapevano, siamo davanti a una totale e imperdonabile incapacità politica di vigilanza e di controllo del territorio. Se sapevano, le responsabilità sono ancora più gravi. In entrambi i casi, l'ex sindaco e i suoi seguaci – che ancora oggi hanno il coraggio di calcare le scene pubbliche e fare propaganda sui social rivendicando meriti o finanziamenti ordinari – dovrebbero solo chiedere scusa alla parte sana, laboriosa e onesta della città di Sarno.

La criminalità organizzata a Sarno, come si legge negli atti, ha compromesso l'efficienza dei servizi pubblici, la sicurezza e l'immagine stessa della nostra comunità. Chi ha guidato l'amministrazione del 2024, rivelando collegamenti e contatti ambigui emersi dai controlli della Commissione d'Accesso, ha perso ogni residua autorevolezza politica e morale.

Come cittadini e forze politiche libere, ringraziamo la Commissione d'Accesso e gli organi dello Stato per aver fatto luce su questa gestione oscura. Da oggi vigileremo affinché la gestione commissariale bonifichi l'ente da ogni ombra. A chi rappresenta questa pagina buia diciamo una cosa sola: il tempo della propaganda e delle passerelle è finito. Sarno merita di tornare a respirare l'aria pulita della legalità, della trasparenza e della dignità istituzionale.

Due incendi in cinque anni. Una domanda che non può più essere ignorata.La fabbrica  a Sarno torna al centro dell’attenz...
23/06/2026

Due incendi in cinque anni. Una domanda che non può più essere ignorata.
La fabbrica a Sarno torna al centro dell’attenzione dopo l’incendio dei giorni scorsi, a distanza di pochi anni dal precedente episodio del 2021.
Di fronte a eventi di questo tipo non basta parlare di “sfortuna”. La sicurezza dei lavoratori, la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente meritano risposte chiare, trasparenti e documentate.
Quando un impianto che lavora materiali plastici viene coinvolto in più episodi incendiari, la comunità ha il diritto di chiedere: quali sono state le cause? Quali controlli sono stati effettuati? Quali misure preventive sono state adottate dopo il primo incendio?
Non significa puntare il dito o emettere sentenze prima degli accertamenti. Significa esercitare un diritto fondamentale: quello di conoscere e di essere informati.
L’inquinamento ambientale non è una paura astratta: riguarda aria, suolo, acqua e futuro del territorio. Per questo ogni incidente deve diventare un’occasione di verifica, prevenzione e responsabilità.
Sfortuna? Casualità? O un segnale che impone maggiore consapevolezza?
La risposta deve arrivare dai fatti, dalle indagini e dalla trasparenza. Perché la salute di una comunità non può mai essere lasciata al caso.

Finanziamenti pubblici a Sarno: La propaganda ceda il passo al rigore gestionale.Prendiamo atto delle recenti dichiarazi...
16/06/2026

Finanziamenti pubblici a Sarno: La propaganda ceda il passo al rigore gestionale.

Prendiamo atto delle recenti dichiarazioni diffuse a mezzo stampa e social dall’ex sindaco in merito all’arrivo di un finanziamento di 170 mila euro destinato alla nostra città. Se da un lato l'arrivo di risorse per il territorio è sempre una notizia positiva per la comunità di Sarno, dall'altro riteniamo doveroso porre l'accento sulle modalità e sull'opportunità politica di una narrazione che appare distante dalla complessa realtà istituzionale che il nostro Comune sta attraversando.

La città di Sarno esce da una fase delicatissima, segnata da provvedimenti legati a verifiche su presunte infiltrazioni e procedure d'appalto. Davanti a uno scenario di tale gravità, che ha scosso la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali, la priorità assoluta di chiunque abbia a cuore il bene comune dovrebbe essere il silenzio istituzionale, il rispetto per le tappe della giustizia e, soprattutto, la garanzia della massima trasparenza futura.

Troviamo singolare, se non politicamente inopportuno, che si cerchi di capitalizzare il consenso attraverso l'annuncio di fondi pubblici, quasi a voler distogliere l'attenzione dalle vicende amministrative e legali che hanno coinvolto la precedente gestione. I finanziamenti pubblici sono risorse dei cittadini, non medaglie al valore politico di singoli esponenti, a maggior ragione quando l'efficacia e la regolarità delle passate procedure d'appalto sono state oggetto di severo scrutinio.

Oggi Sarno non ha bisogno di proclami o di campagne elettorali anticipate. Ha bisogno di una ricostruzione morale e amministrativa. Chi ha guidato l'ente in un periodo così buio dovrebbe avvertire il peso della responsabilità politica di quanto accaduto, anziché rivendicare meriti ordinari di gestione.

Come forza politica/cittadini vigileremo con estremo rigore su ogni singolo centesimo di questi 170 mila euro e di tutti i futuri stanziamenti. Chiediamo fin da ora agli organi commissariali e agli uffici competenti che la gestione di questi fondi avvenga secondo criteri di assoluta evidenza pubblica, riducendo al minimo le procedure negoziate o gli affidamenti diretti, affinché Sarno possa finalmente voltare pagina all'insegna della legalità e della trasparenza specchiata.

"Il paese è nostro": la deriva padronale e il delirio d’onnipotenza che offendono Sarno e la democrazia.SARNO – Abbiamo ...
06/06/2026

"Il paese è nostro": la deriva padronale e il delirio d’onnipotenza che offendono Sarno e la democrazia.

SARNO – Abbiamo letto con sconcerto e profonda preoccupazione le dichiarazioni pubbliche diffuse nelle ultime ore da un esponente del commercio locale. Affermazioni che non possono essere archiviate come semplici sfoghi da tastiera, perché nascondono una visione della società e delle istituzioni malata, pericolosa e totalmente distorta.

Dire testualmente "Ora tocca a noi commercianti amministrare la nostra città" e urlare "Il paese è nostro" non è fare cittadinanza attiva: è manifestare un delirio di onnipotenza corporativo che calpesta l'ABC della democrazia.

Contro questa visione miope e padronale della cosa pubblica, è necessario ribadire alcuni concetti fondamentali:

Sarno non è una proprietà privata: Dire "il paese è nostro" significa avere una mentalità feudale. Sarno appartiene a tutti i suoi cittadini: agli operai, ai professionisti, ai disoccupati, agli studenti, ai pensionati e sì, anche ai commercianti. Ma nessuno, nessuna singola categoria, può pensare di recintare la città e rivendicarne il possesso esclusivo. Le istituzioni si guidano con la competenza, la visione e il voto democratico, non con lo spirito di fazione o di corporazione.

Il patentino delle "persone perbene": C’è un brivido populista nel leggere l'invito a difendere la città solo insieme alle "persone perbene", come se il patentino di moralità lo dovesse rilasciare un singolo comitato d'affari o di categoria. Questo linguaggio che divide i cittadini in buoni e cattivi sulla base della vicinanza ai propri interessi economici è inaccettabile e crea solo tensioni sociali di cui la nostra comunità non ha alcun bisogno.

Il provincialismo del "pensi alla sua città": L'attacco scomposto rivolto a chi, legittimamente, si è trovato a passeggiare nel centro di Sarno – liquidato con un arrogante "lei cosa rappresenta? Pensi alla sua città" – è il manifesto del fallimento culturale. Mentre si sbandierano ai quattro venti numeri epici di presenze e si parla di rilancio turistico, nei fatti si caccia via chi viene da fuori, pretendendo di controllare i documenti a chi cammina per strada. Se questo è il modello di "accoglienza" e di apertura al territorio, siamo di fronte al coprifuoco culturale.

Amministrare una città complessa come Sarno richiede senso delle istituzioni, inclusione, rispetto delle regole e capacità di sintesi tra tutti gli interessi in gioco. Chi pensa di poter "difendere con i denti" solo il proprio orticello, sbarrando le porte al resto del mondo e trattando il comune come un'azienda privata, dimostra di non avere la minima idoneità politica e culturale per governare.

Sarno non ha bisogno di sceriffi di quartiere né di baroni di categoria. Sarno ha bisogno di essere una città libera, aperta, democratica e di tutti. Non di pochi.

"La Festa dei Mulini" o il Festival dell'Assurdo: a Sarno va in scena la fiera dei numeri truccati.SARNO – Assistiamo or...
03/06/2026

"La Festa dei Mulini" o il Festival dell'Assurdo: a Sarno va in scena la fiera dei numeri truccati.

SARNO – Assistiamo ormai da giorni al solito, stucchevole spettacolo della propaganda politica locale che, pur di appuntarsi sul petto medaglie immaginarie, arriva a sfidare le leggi della fisica, della matematica e del ridicolo. L’oggetto del contendere è il bilancio trionfalistico diffuso dagli organizzatori e dai sostenitori dell’evento denominato "La Festa dei Mulini", secondo cui la manifestazione avrebbe registrato la fantasmagorica cifra di 120.000 presenze.

Una dichiarazione che non è solo un’iperbole, ma una vera e propria offesa all'intelligenza dei cittadini di Sarno.

Di fronte a questa narrazione distorta della realtà, sentiamo il dovere politico e civile di porre l'accento su alcuni fatti incontestabili:

Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci (anzi, dei numeri): Sarno è una città di circa 30.000 abitanti. Sostenere che in un fine settimana siano arrivate in città 120.000 persone significa ipotizzare che l'intera popolazione cittadina si sia quadruplicata, paralizzando l'intera rete autostradale e ferroviaria dell'agro sarnese. Una cosa semplicemente impossibile, smentita dai fatti e dalla logica.

Errore di calcolo o malafede? Il sospetto è forte: nel disperato tentativo di gonfiare un evento, si è confuso un modesto passaggio di persone con una mobilitazione di massa. Non vorremmo che a qualcuno sia scappato qualche "zero" di troppo sulla tastiera, trasformando, magari, una ben più realistica partecipazione di qualche centinaio di persone in un evento di portata globale. Prendersi meriti non dovuti basandosi su numeri inventati non è fare politica per il territorio, è fare teatro.

Qualità dell'offerta culturale o sagra del cattivo gusto? Se la matematica è un'opinione per questa amministrazione, la cultura e la valorizzazione del territorio lo sono ancora di meno. Ci chiediamo quale sia stato il reale ritorno d'immagine e culturale per la nostra Sarno, dato che la vera ed evidente "attrazione protagonista" della festa – immortalata da decine di foto – è stata unicamente la vendita di ciambelle zuccherate dalle forme palesemente falliche e volgari.

È questo il modello di turismo, di valorizzazione dei mulini storici e di rilancio economico che si vuole proporre? Sarno merita una programmazione culturale seria, legata alla sua reale storia, alla sua archeologia e alle sue eccellenze enogastronomiche, non sagre del cattivo gusto spacciate per eventi di rilevanza internazionale attraverso cifre palesemente gonfiate.

Invitiamo chi di dovere a scendere dal piedistallo della propaganda e a ritornare alla realtà, chiedendo scusa ai cittadini per aver provato a propinare una narrazione così palesemente falsa. Sarno non ha bisogno di numeri truccati, ha bisogno di serietà.

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