Saronno Civica - Augusto Airoldi Sindaco

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SICUREZZA URBANA: ANDIAMO OLTRE PROCLAMI E CORTEI. E' ORA DI LAVORARE INSIEME A UN PIANO CONCRETO Quello della sicurezza...
03/06/2026

SICUREZZA URBANA: ANDIAMO OLTRE PROCLAMI E CORTEI. E' ORA DI LAVORARE INSIEME A UN PIANO CONCRETO

Quello della sicurezza urbana è un problema serio per Saronno, come lo è per altre città: lo abbiamo detto e lo ripetiamo. In queste situazioni i cittadini hanno ragione di essere spaventati, preoccupati e arrabbiati.

Nelle ultime ore abbiamo letto i comunicati di diverse forze politiche e della Sindaca Pagani: ci fa piacere che il tema sia all’attenzione di tutti. Ma dobbiamo essere onesti con i saronnesi: protestare è facile, governare è difficile, proporre è necessario. Aderire a un presidio di piazza è un diritto sacrosanto per un cittadino, ma non sostituisce un piano d’azione che è compito della politica che ascolta quel cittadino.

Non possiamo dimenticare che, lo scorso ottobre, abbiamo ha presentato pubblicamente un piano e lo abbiamo inviato formalmente sia all’Amministrazione comunale che a tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e di minoranza. Si chiama “Saronno 2030 – Sicura, Inclusiva, Attrattiva”: ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

Non è un documento di parte. È un piano strutturato, coerente con le Linee Guida per l’Attuazione della Sicurezza Urbana della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il D.L. 14/2017 convertito con L. 48/2017 – la legge dello Stato che disciplina esattamente questo campo.

Propone misure concrete su tre fronti integrati che così sintetizziamo: presidio e prevenzione (completamento organico Polizia Locale, videosorveglianza con IA, Patto con la Prefettura, cabina di regia al CPOSP); coesione sociale e integrazione (educativa di strada, rigenerazione degli spazi abbandonati, interventi sul disagio giovanile); rilancio della città (economia di prossimità, qualità urbana, attrattività).

Due anni fa, in una situazione analoga di allarme sulla sicurezza, il Prefetto di Varese chiese a tutte le forze politiche saronnesi di mostrarsi unite su questo tema. Quell’appello rimase inascoltato. Non possiamo permetterci di ripetere quell’errore.

Leggiamo con interesse che anche alcuni comunicati riconoscono che il problema giovanile non può essere affrontato soltanto come questione di ordine pubblico e che servono presidio sociale e prevenzione. Concordiamo pienamente: è esattamente ciò che il nostro piano propone. Se c’è terreno comune, costruiamolo.

La nostra proposta concreta.

Invitiamo nuovamente l’Amministrazione Pagani e tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio comunale – maggioranza e opposizione – a lavorare sul piano “Saronno 2030 – Sicura, Inclusiva, Attrattiva”, con l’obiettivo di costruire una proposta unitaria da portare in Consiglio comunale e da presentare alla Prefettura come base per il Patto sulla Sicurezza Urbana previsto dalla legge. Ai cittadini non servono bandiere. Servono fatti.

Il piano è disponibile e accessibile a chiunque voglia prenderlo in mano (clicca qui https://www.facebook.com/share/p/17qjJySZZV/) e può, ovviamente essere migliorato con il lavoro comune.

Noi siamo pronti a lavorarci con chiunque abbia a cuore davvero questa città.

02/06/2026

Dalla scelta del ’46 al nostro presente: Saronno celebra 80 anni di Repubblica, un faro in tempo di crisi

Ottanta anni fa la scelta delle donne e degli uomini saronnesi fu netta: il 61,3% scelsero la Repubblica, mentre solo il 31,8 si schierò per la monarchia.

In questo 2 giugno, anche noi Saronnesi siamo chiamati a confermare la nostra fedeltà ai valori della Repubblica Italiana: l’adesione a un orizzonte di pace, democrazia e dignità umana, una scelta che cambiò per sempre il destino del nostro Paese.

Quei valori, scolpiti nella nostra Costituzione, oggi ci interrogano come comunità con rinnovata urgenza. Chiedono a ciascuno di noi di essere, nel nostro piccolo, costruttori di coesione e di ponti.

Viviamo un momento in cui i fondamenti dell'ordine internazionale — la sovranità dei popoli, il diritto internazionale, la tutela dei civili — sono continuamente violati. In cui le democrazie sono chiamate a dimostrare non solo di resistere, ma di meritare la fiducia dei propri cittadini. In cui l'Europa, progetto di pace nato dalle ceneri della guerra, è sollecitata a ritrovare unità e visione.

Anche Saronno, come altre città, conosce segnali che non possiamo ignorare: episodi di degrado, microcriminalità e più di recente, inquietanti fatti di violenza. Ferite che ci toccano e ci interrogano.

Una città come la nostra, laboriosa e solidale, crocevia di culture e tradizioni, sa bene che la sicurezza, la legalità e il rispetto delle regole non sono principi astratti, ma il presupposto stesso del vivere comune.

Sappiamo che la risposta non può essere la paura che divide, né la rassegnazione. Il nostro ordinamento repubblicano ci indica strade diverse.

Innanzitutto quella di un presidio fermo della legalità, che nasce dalla collaborazione tra Forze dell’Ordine, Polizia Locale e Amministrazione non meno che dello Stato, al quale chiedere con forza e senza distinzioni politiche, di mettere in campo tutti gli strumenti necessari.

Al contempo un organico progetto educativo, sociale, culturale e di rilancio della città che compete per intero alla locale Amministrazione.

Perché una Repubblica forte non è quella di città che alzano muri, ma che ricostruiscono legami, che offrono opportunità vere ai giovani qualunque sia la loro origine, pretendendo da ciascuno il pieno rispetto delle nostre leggi e della nostra comunità.
Festeggiare la Repubblica non significa quindi sventolare una bandiera una volta l'anno.

Significa dimostrare che siamo degni di sventolarla con l’impegno concreto che il nostro ruolo ci assegna.

Buon Festa della Repubblica!
Viva Saronno! Viva l’Italia.

15/04/2026

SARONNO SERVIZI 2021-2025.
STORIA DI UN RILANCIO

La nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione di Saronno Servizi S.p.A. rappresenta un momento di riflessione e valutazione della gestione degli ultimi cinque anni.

È doveroso esprimere un ringraziamento sentito al CdA uscente, guidato dal presidente Pietro Insinnamo, e composto dai consiglieri Annalisa Renoldi, Maria Luisa Cremonesi, Stefano Giusto e Alberto Pini, quest’ultimo rappresentante dei Comuni soci.

Il ringraziamento è forte e sentito anche al Direttore Generale dott. Giordano Romano, alla dirigenza e a tutto il personale aziendale, la cui collaborazione si è rivelata fondamentale per il raggiungimento dei complessi obiettivi di questi anni.

L’avvio dell’esperienza appena conclusa è stato caratterizzato da difficoltà significative.

L’azienda ha dovuto affrontare la perdita del 40% del fatturato, conseguente alla cessione legale del ramo acque all’ATO di Varese, assieme al rimborso di ingente liquidità che ha messo pesantemente in crisi l’operatività aziendale.
La quasi paralisi della mobilità conseguente al Covid, ha ulteriormente ristretto i ricavi della Saronno Servizi.

È su queste difficoltà, assieme a quelle fisiologiche della organizzazione comunale, che l’allora Amministrazione guidata dal Sindaco Augusto Airoldi, ha elaborato una strategia di rilancio della S.p.A. al 98% partecipata dal Comune di Saronno.

Gli obiettivi di rilancio, contenuti in una chiara delibera, furono approvati dal Consiglio comunale il 28 dicembre 2021 con i voti favorevoli della coalizione di allora formata da Partito Democratico, Tu@Saronno e Saronno Civica e a quelli di Con Saronno.

La strategia condivisa prevedeva un programmato e sostenibile conferimento alla Saronno Servizi della gestione decennale di quei servizi spiccatamente di gestione e ad alto contenuto di personale che per oggettivi limiti assunzionali il Comune non avrebbe mai potuto soddisfare con efficacia.

La decennalità dei conferimenti avrebbe consentito alla Saronno servizi di fare i necessari investimenti in risorse umane, strumentali ed organizzative per diventare di fatto una azienda multi service a supporto delle pubbliche amministrazioni e su questo costruirsi anche una capacità concorrenziale di mercato.

La sfida fu assunta con convinzione dal Presidente Insinnamo e dai suoi colleghi consiglieri, efficacemente sostenuti dal Direttore e dai suoi collaboratori.

I risultati non tardarono. Si ricorda la forte collaborazione dell’azienda con il Comune per la vincita del bando regionale AREST e quello dei distretti del commercio; la presa in carico della gestione decennale di tutti gli stalli a parcheggio, quella della gestione e riscossione tributaria, la gestione della ZTL, il perfezionamento della convenzione (anche questa decennale) per la gestione delle farmacie comunali, solo per evidenziare quelle più eclatanti.

Per le farmacie, oltre all’ampliamento dei servizi alla popolazione e del fatturato, c’è da ricordare l’acquisizione di nuovi locali per la farmacia 2 e la grande capacità organizzativa che ha garantito nel periodo Covid, la presenza di uno dei più efficienti e frequentati hub del saronnese per i test da contaminazione Covid.

Per quanto riguarda la piscina, oltre alla fruibilità cresciuta del 50% con la copertura invernale della vasca esterna, è da segnalare come uno dei pochi impianti che, grazie alle tecnologie utilizzate ed al modello gestionale praticato ha potuto garantire una sostenibilità tra costi e ricavi assieme a servizi di qualità ed a costi accessibili per i cittadini.

La collaborazione tra Saronno servizi e Comune si è spinta anche nel campo della progettazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) pubblica a parziale finanziamento regionale, il cui percorso regionale ha subito poi rallentamenti e purtroppo non si è ancora consolidato.

La società ha partecipato con successo a diversi bandi, ottenendo finanziamenti per un valore complessivo di 3,5 milioni di euro. Sono stati realizzati investimenti per circa 2,2 milioni in infrastrutture, tecnologie e servizi.

Questi interventi hanno permesso all’azienda di rafforzare la propria presenza sul mercato, incrementare la competitività dei servizi e posizionarsi come riferimento nazionale tra le società in House.

Molti sono poi i nuovi servizi in gestazione, ai quali l’azienda lavorava con la precedente Amministrazione e che, ci auguriamo, con l’attuale vedranno presto la luce: concessone cimiteriale e gestione degli impianti sportivi già riqualificati con il PNRR, solo per fare due esempi.

I dati di soddisfazione degli utenti testimoniano l’efficacia delle scelte adottate: secondo un sondaggio interno condotto nel 2025, l’89% dei cittadini intervistati ha espresso un giudizio positivo sui servizi offerti, con particolare apprezzamento per il servizio blistering e la nuova piscina.

Numerose testimonianze raccolte indicano che l’innovazione ha contribuito a semplificare la quotidianità e a migliorare il benessere della comunità.

Con la certezza che il nuovo CdA saprà proseguire con determinazione sulla strada intrapresa, auguriamo buon lavoro al nuovo Consiglio, a beneficio della cittadinanza e dell’intero territorio saronnese.

𝗦𝗘 𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔 𝗥𝗜𝗡𝗨𝗡𝗖𝗜𝗔 𝗔𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗥𝗨𝗢𝗟𝗢Quando un intero CdA manifesta l’intenzione di dimettersi - questa l’informazione di...
01/03/2026

𝗦𝗘 𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔 𝗥𝗜𝗡𝗨𝗡𝗖𝗜𝗔 𝗔𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗥𝗨𝗢𝗟𝗢

Quando un intero CdA manifesta l’intenzione di dimettersi - questa l’informazione di cui disponiamo - qualcosa non funziona.

Se poi la società che amministrava ha ottenuto risultati e riconoscimenti ed ha un azionista al 98% che si chiama Comune di Saronno, allora è evidente dove vada cercata la responsabilità.

Che la “nuova” Amministrazione non avesse una strategia per la sua principale società di servizi ci è apparso chiaro fin dalle prime battute.
Lo abbiamo segnalato otto mesi fa, durante la discussione delle linee programmatiche.
Lo abbiamo ribadito tre mesi fa, in sede di bilancio di previsione 2026–2028.
In entrambe le occasioni non è arrivata alcuna risposta.

Per un’Amministrazione comunale è una carenza grave.

Il 23 dicembre scorso, pochi giorni prima di Natale, la Sindaca ha comunicato alla società che il contratto per la gestione dei cimiteri non sarebbe stato rinnovato dal 1° gennaio. Sette giorni dopo!

Una decisione improvvisa che metteva in forse il progetto di ampliamento e rilancio avviato dalla precedente Amministrazione.

Il Presidente, l’intero CdA e la direzione si sono assunti la responsabilità di non interrompere un pubblico servizio essenziale per la città - evitando il rischio di un Commissario ad Acta - nella speranza di un ripensamento che, purtroppo, non è arrivato.

Una società “in house” come Saronno Servizi è uno strumento strategico per un Comune: è di proprietà pubblica, ma si muove con l’agilità di una S.p.A. privata.
Permette di programmare, migliorare l’efficienza dei servizi, svilupparne di nuovi, diventare un punto di riferimento per l’intero territorio del Saronnese.

In altre parole: può consentire a Saronno di essere davvero Saronno.
Ma serve una visione politica. Serve la volontà di crederci. Serve il coraggio di investire.

Questo percorso era iniziato nel dicembre 2021 con una rivoluzionaria delibera di indirizzo approvata dal Consiglio comunale, seguita da atti concreti di attuazione approvati dalla Giunta, nel rispetto delle rispettive competenze. Oggi su quel percorso virtuoso si sono addensate nubi minacciose.

Le dimissioni dell’intero CdA sarebbero il segnale più evidente di questa mancanza di chiarezza che si protrae da mesi.

Interrompere definitivamente o rallentare indefinitamente questo progetto sarebbe un atto di miopia politica di cui i saronnesi pagherebbero ben presto il prezzo. Un esito che Saronno non merita.

Saronno civica esprime sincera riconoscenza al Presidente Pietro Insinnamo, all’intero CdA, alla dirigenza e a tutti i dipendenti di Saronno Servizi S.p.A. per l’eccellente lavoro di squadra di questi anni che ha consentito ai saronnesi di fruire di servizi nuovi, più efficienti e a prezzi concorrenziali.

19/02/2026

𝗦𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗮: 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗺𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼

Garantire la sicurezza urbana è un compito complesso. Lo sappiamo bene, perché lo abbiamo sperimentato
direttamente negli anni di governo della città.

I fattori in gioco sono molti, le competenze distribuite tra più livelli istituzionali, le risposte non sempre tempestive. Anche quando Sindaco e Prefettura si attivano, i risultati non sono automatici: il mancato arrivo
della Polfer a Saronno, nonostante la richiesta ufficiale dell’allora Sindaco Airoldi e della Prefettura di
Varese, risalente ormai a tre anni fa, ne è un esempio evidente.

Raggiungere risultati concreti e misurabili non è semplice. Non è immediato. E non dipende dal colore politico di chi amministra: nessuna amministrazione, né a Saronno né in altri comuni è (stata) esente da fatti incresciosi. Dipende piuttosto dal metodo.

È proprio sulla base di questa esperienza che, nel nostro programma elettorale, abbiamo proposto un cambio di approccio. Un progetto strutturato, articolato, di medio periodo.

Nell’ottobre scorso lo abbiamo formalmente presentato all’attuale amministrazione. Ad oggi, nessuna risposta.

Non uno slogan, ma un piano operativo fondato su tre pilastri:

𝟭. 𝗦𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮
Un “Patto per la sicurezza urbana” tra i Sindaci del territorio e il Prefetto; presenza fissa della Polfer nelle stazioni; adesione temporanea al progetto “Strade Sicure”; impegni chiari e verificabili della Polizia Locale; uso estensivo delle tecnologie (smart city); pianificazione urbanistica orientata alla prevenzione.

𝟮. 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮
Coinvolgimento strutturato dei cittadini nell’analisi della sicurezza reale e percepita; rigenerazione degli spazi abbandonati; educativa di strada; prevenzione del disagio; cura partecipata di parchi e spazi pubblici;
collaborazione con Enti del Terzo Settore, scuole, università.

𝟯. 𝗔𝘁𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲
Perché una città viva è una città più sicura.
Rinnovo dell’arredo urbano; marketing territoriale; creazione del brand “Saronno Turistica”; rete museale
innovativa; percorsi multilingua; collaborazione con Città Metropolitana, Malpensa, Varese e Como.

Non parole, ma obiettivi da verificare nel tempo:
+20% percezione di sicurezza (misurata con indagini indipendenti); +15% presenza turistica media annua; 3 nuovi spazi rigenerati; +25% partecipazione civica.

𝗖𝗼𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲
Oggi l’amministrazione si trova in evidente difficoltà. Non è il momento delle polemiche, ma della responsabilità. Noi non diciamo “ve l’avevamo detto”. Diciamo: “ripartiamo da qui”.

La sicurezza non si improvvisa e non si affronta con interventi episodici. Richiede una strategia, una regia territoriale, un coinvolgimento reale della comunità.

Saronno merita un progetto serio, condiviso e misurabile.
La nostra proposta è sul tavolo da ottobre, pronta per essere discussa, migliorata e attuata nell’interesse
della città.

Ora serve una scelta: continuare a rincorrere le emergenze o costruire finalmente una visione.

Noi siamo pronti.

𝗣𝗜𝗜 𝗘𝗫 𝗜𝗦𝗢𝗧𝗧𝗔, 𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔: 𝗩𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘀 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘁𝗿𝘂𝗲𝗻𝘀L’area ex Isotta-Fraschini (proprietà SCBC srl...
12/01/2026

𝗣𝗜𝗜 𝗘𝗫 𝗜𝗦𝗢𝗧𝗧𝗔, 𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔: 𝗩𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘀 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘁𝗿𝘂𝗲𝗻𝘀

L’area ex Isotta-Fraschini (proprietà SCBC srl e Immobiliare G.B. spa) è di gran unga 𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗺𝗽𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀. È 𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮 per la sua posizione. Come le altre grandi aree dismesse saronnesi 𝗲̀ 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗮. È quella affidata, per la sua rigenerazione, a un progetto in significativa variante allo strumento urbanistico vigente (PGT).

𝗧𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀. Da non molti giorni è depositato in Comune 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗮𝗿𝗲𝗮 (proprietà SCBC). La documentazione, inevitabilmente voluminosa, si presenta in parte generica, in parte datata, in parte a livello di bozza. Su di essa abbiamo basato le osservazioni dei comunicati precedenti. È una condizione che rende lungo e complesso ogni serio approfondimento, impossibile in pochi giorni!

Peraltro, la delibera di 𝗮𝗱𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗮 dalla maggioranza al termine del Consiglio comunale del 𝟮𝟮 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘃𝗼𝘁𝗮𝘁𝗮 “𝗶𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲”, a conferma che 𝗻𝗼𝗻 𝗻𝗲 𝘀𝘂𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘂𝗽𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘂𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 (art.134, c. 4 TUEL). Diventerà quindi esecutiva 10 giorni dopo la sua pubblicazione all’Albo Pretorio, che, mentre scriviamo, 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗮𝘃𝘃𝗲𝗻𝘂𝘁𝗮. A che scopo, quindi la maggioranza ha imposto 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗶𝗿𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲𝘃𝗼𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗯𝗿𝗲𝘃𝗶?
𝗟𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗯𝗹𝗶𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝗱𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 a pochi giorni dal Natale si conferma 𝘂𝗻 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗲, 𝘂𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝘀𝗳𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀.

A chi, leggendo i nostri comunicati, ci ha detto: è vero, 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗲𝗻𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼, 𝗺𝗮 𝗹𝗮 𝗳𝗿𝗶𝘁𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗼𝗿𝗺𝗮𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗮, rispondiamo così: 𝘯𝘰𝘯 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘦̀ 𝘱𝘦𝘳𝘥𝘶𝘵𝘰. Approvare definitivamente questo progetto con altrettanta fretta, senza dar tempo alla città di farlo proprio e suggerirne miglioramenti e alternative, sarebbe 𝘂𝗻𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, non l’assolvimento di un obbligo!

𝗤𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗼? Uno degli aspetti che merita riflessione è il parco, 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗶𝗮𝘁𝗲 par le prossime generazioni, viste le ingravescenti conseguenze dei 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗶.
Il PGT vigente prevede un grande 𝗽𝗼𝗹𝗺𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗴𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗼, per bello e costoso che possa essere, 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗱 𝘂𝘀𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼.

Da qui la 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮: istituire la 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶 𝗦𝗮𝗿𝗼𝗻𝗻𝗼 grazie alla quale il Comune rimane proprietario del parco e la comunità ne diventa custode. Una 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 che consenta (1) il 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗶 (in uso, non in vendita); (2) la partecipazione di 𝘀𝗼𝗰𝗶 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗶 (anche noi comuni cittadini); (3) contributi economici, sponsorizzazioni, donazioni con 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗳𝗶𝘀𝗰𝗮𝗹𝗶 (possibili se il bene è di proprietà pubblica) da chiunque ne condivida lo scopo.

Uno statuto che preveda: (1) 𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶𝗲𝗻𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗶; (2) 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗲 da verde pubblico; (3) 𝟲𝟬%-𝟰𝟬% tra pubblico e privati negli organi di indirizzo; (4) stringenti 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗵𝗶 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

A questa fondazione (1) il 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ del terreno che il proprietario gli cede nel rispetto della normativa vigente; (2) l’attuale 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲, secondo convenzione, alla dotazione economica iniziale ed alla manutenzione.

Una fondazione alla quale, dopo 2-4 anni di stabilizzazione, il Comune può conferire anche altri grandi parchi comunali. Perché 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗔 𝗲𝗱 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗲 𝗕.

Sarebbe una modalità, prevista dalle leggi vigenti, di 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗶 “𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶” che tanto sta a cuore al privato e che oggi non trova riscontro nella normativa.

𝗟𝗲 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲. Lo abbiamo accennato nel precedente comunicato: la 𝘃𝗼𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗿𝗲𝗮 ha consentito per anni a centinaia di saronnesi di portare a casa il pane per le proprie famiglie. È una vocazione che non possiamo rassegnarci a musealizzare, 𝗱𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗿𝗶𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲.

Da questa considerazione nasce la nostra 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮: 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗶 (10-15% SLP) a una presenza che potremmo definire di “𝗣𝗿𝗼𝗱𝘂𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼, 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝘁𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲”, sia artigianale che industriale. Una presenza che, da una parte 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗶 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗹𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲-𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲-𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, (Istituti superiori, Politecnico – nuovo ITS di progetto) dall’altra risulti 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗹𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗖𝗼𝗺𝗼 𝗡𝗲𝘅𝘁 e fruisca della 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗲𝗿𝗿𝗼𝘃𝗶𝗮𝗿𝗶𝗮.

𝗖𝗼𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲.
L’importanza che attribuiamo alla rigenerazione dell’intera area ex Isotta-Fraschini va oltre anche le accuse che abbiamo subito in campagna elettorale. E ci spinge a concludere questo comunicato con un 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼 rivolto a tutti: 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶 𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝘁𝘁𝗲; si rinunci a ritenere di essere gli unici depositari della soluzione migliore; si rinunci 𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗯𝗹𝗶𝗻𝗱𝗮𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗯𝗿𝗲𝘃𝗶. Soprattutto 𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲𝗴𝗶 𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼!

Saronno ha tutte le risorse per 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 di entrambe le aree ex Isotta-Fraschini 𝗹’𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗲 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗻𝗶𝗽𝗼𝘁𝗶. Per lo sviluppo 𝗰𝗵𝗲 𝗦𝗮𝗿𝗼𝗻𝗻𝗼 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮!

Ulteriori osservazioni e proposte potranno ve**re in seguito da ulteriore analisi della documentazione disponibile.

𝗣𝗜𝗜 𝗘𝗫 𝗜𝗦𝗢𝗧𝗧𝗔, 𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔: 𝗟𝗘 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜𝗧𝗔̀ 𝗡𝗘𝗟 𝗠𝗘𝗥𝗜𝗧𝗢 (𝟮)Come promesso al termine del post precedente, proseguiamo...
07/01/2026

𝗣𝗜𝗜 𝗘𝗫 𝗜𝗦𝗢𝗧𝗧𝗔, 𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔: 𝗟𝗘 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜𝗧𝗔̀ 𝗡𝗘𝗟 𝗠𝗘𝗥𝗜𝗧𝗢 (𝟮)

Come promesso al termine del post precedente, proseguiamo il sintetico esame di altri 5 punti del PII Isotta adottato dalla maggioranza nel Consiglio comunale del 19 dicembre scorso, che suscitano perplessità.

𝗕𝗼𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗵𝗲. Inizialmente previste in tre fasi, poi rimodulate in cinque su richiesta dell’operatore. A quest’ultimo va riconosciuto di aver scelto una metodologia innovativa autorizzata dagli enti competenti, a seguito di un “campo prove”, che ha consentito di ridurre di oltre il 50% la quantità di materiale contaminato da conferire in discarica. Alla comprensibile domanda che ci è stata posta: chi ci assicura che il terreno rimesso in sito sia realmente bonificato? La risposta è: ovviamente è ARPA che se ne assume la responsabilità (Agenzia Regionale Protezione Ambiente).
La relazione di ARPA allegata alla documentazione, è aggiornata al 16/09/25, quando risultavano completate e certificate le prime due fasi, la terza era in corso e le ultime due, ancora da iniziare. Non fornisce, quindi un dato utile ai fini della procedibilità del progetto. Non per nulla, la stessa ARPA, scrive tra l’altro: “Si ricorda all’Amministrazione che nessun titolo abilitativo edilizio potrà essere rilasciato previa verifica dello stato di salubrità dei suoli ai fini del giudizio di risanamento”.

𝗘𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼 𝗲𝘅 𝗕𝗲𝗿𝗻𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗼 𝗟𝘂𝗶𝗻𝗶. Il PII comprende la riqualificazione dello stabile ex Bernardino Luini, posto nel retro-stazione. Secondo quanto riportato nella convenzione, “il soggetto attuatore è, altresì, proprietario dell’immobile meglio noto come ‘ex Bernardino Luini’ e dell’area antistante il medesimo, attualmente adibita a parcheggio”. Obiettivo dell’operatore sempre secondo la convenzione è di realizzarvi un “nuovo Polo di Istruzione IFTS e ITS”. Intenzione apprezzabile.
Quando negli anni ’80 l’edificio ha cessato le sue funzioni didattiche, si trovava a diverse decine di metri di distanza dal fascio binari. In seguito alla successiva realizzazione dei binari n° 5 ed 6, ora si trova ora a pochissimi metri dall’intenso traffico ferroviario della grande stazione, in questi anni cresciuto enormemente. Riteniamo opportuno suggerire una attenta valutazione delle condizioni nelle quali si verranno a trovare i ragazzi che accederanno alle nuove funzioni didattiche che si intendono insediare.

𝗙𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗵𝗲. Il Comune di Saronno ha in corso la procedura di Variante Generale di PGT. Tra i documenti di tale variante, sarà prodotto il cd Piano dei servizi, il documento che quantifica e descrive e localizza le necessità della “città pubblica”, cioè la dotazione di servizi pubblici e di interesse pubblico necessari al territorio (es. scuole, parchi, impianti sportivi e culturali, parcheggi, ecc.). Il comparto oggetto del PII si inserisce in una zona di nuovi insediamenti: quartiere Matteotti, ex Pozzi-Ginori, torre Parko, ex Cemsa, oltre a quelli previsti dal PII stesso. Dalla documentazione fornita non si evince se il nuovo Piano dei servizi prevede la realizzazione di nuovi servizi pubblici a servizio della città all’interno dell’area oggetto del PII e quali questi debbano essere. Crediamo sia utile specificarlo.

𝗗𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲. Il 17 marzo 2022, l’allora Amministrazione, su iniziativa del Presidente del consiglio comunale e del Sindaco, invitò l’operatore ad illustrare il suo progetto al Consiglio comunale. Fu una prima assoluta per Saronno! L’area oggetto del PII deve la sua notorietà all’antica presenza di attività produttive divenute famose nel mondo. In quel Consiglio comunale l’operatore confermò l’intenzione, benemerita, di comprendere anche nuovi spazi produttivi per i quai già riceveva proposte anche dall’estero. Dai documenti esaminati, tale destinazione non risulta più contemplata, essendo invece previste quella commerciale (2.650 mq) e terziaria/direzionale (13.878 mq). Ci sembra una carenza che sia opportuno colmare prevedendo spazi per attività sia artigianali che produttive innovative, a basso impatto ambientale e ad elevato contenuto tecnologico, la cui localizzazione potrà essere adeguatamente incentivata.

𝗔𝗽𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿𝗽𝗹𝗮𝗻. Il 18 dicembre 2025, la Giunta comunale, tramite propria deliberazione, ha adottato un “Masterplan contenente gli indirizzi per la trasformazione urbanistica del comparto ATUa1, quindi vincolanti anche per la deliberazione adottata dal Consiglio comunale il successivo 19 dicembre.
Per quanto è possibile capire dalla documentazione alcune delle invarianti contenute nel Masterplan appaiono non rispettate dalla delibera di adozione del PII ex Isotta-Fraschini (ATUa 1). Alcuni esempi:
1. realizzazione di adeguati parcheggi e di interscambio di gomma – ferro e mobilità lenta;
2. mix funzionale che garantisca la presenza di una quota equilibrata di funzioni residenziali, commerciali, produttive e terziarie;
3. la quota destinata a terziario, commerciale e produttivo deve prevedere una equilibrata presenza delle tre funzioni;

Ancora una volta l’elenco delle problematicità non sarebbe esaurito. Altre meriterebbero attenzione, non ultimo “l’incremento delle emissioni del 9% nello Scenario di Progetto per tutti gli inquinanti considerati (NOx, COV, CO, CO e PM10)”, come osserva ARPA, che chiede di “valutare ulteriori soluzioni per ridurre il più possibile l’incremento emissivo del 9% stimato per lo Scenario di Progetto, che non appare trascurabile”.

La rinviamo ad un secondo momento, quando avremo potuto dedicare alla documentazione fornita e a quella alla quale abbiamo chiesto accesso, un tempo adeguato e maggiore attenzione.

Diamo appuntamento al 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁 che dedicheremo ad alcune 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼-𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 secondo la nostra visione di centrosinistra e alla 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘀 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘁𝗿𝘂𝗲𝗻𝘀. Perché, lo ripetiamo ancora una volta, un progetto di rigenerazione di questa prima metà dell’area ex Isotta-Fraschini che privilegiasse l’interesse pubblico, cioè dell’intera città, sarebbe 𝘂𝗻𝗮 𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗦𝗮𝗿𝗼𝗻𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗿𝗲.

ph.2 credit ComoZero

𝗣𝗜𝗜 𝗘𝗫 𝗜𝗦𝗢𝗧𝗧𝗔, 𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔: 𝗟𝗘 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜𝗧𝗔̀ 𝗡𝗘𝗟 𝗠𝗘𝗥𝗜𝗧𝗢 (𝟭)Esaminate le questioni di metodo nel post precedente, ent...
02/01/2026

𝗣𝗜𝗜 𝗘𝗫 𝗜𝗦𝗢𝗧𝗧𝗔, 𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔: 𝗟𝗘 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜𝗧𝗔̀ 𝗡𝗘𝗟 𝗠𝗘𝗥𝗜𝗧𝗢 (𝟭)

Esaminate le questioni di metodo nel post precedente, entriamo ora nel merito del Piano Integrato di Intervento dell’area ex Isotta. Perché solo ora? Perché, dopo il recente impegno del privato a modificarlo, assunto il 15 dicembre scorso, l’istruttoria è finalmente terminata e disponiamo di un progetto cristallizzato.

La documentazione resa disponibile ai Consiglieri comunali pochi giorni prima della seduta, presenta numerose criticità. Sul piano formale – che negli atti pubblici ha valore sostanziale – alcuni documenti risultano superati, altri recano date molto recenti, confermando così quanto dichiarato dal Commissario straordinario nell’aprile 2025. Anche la documentazione grafica appare affetta da un certo grado di genericità. Sono tutti fattori che rendono non semplice, sicuramente non rapida, l’analisi.

Del resto, a poche ore dalla delibera di adozione votata dalla maggioranza, neppure tutti gli assessori sembravano conoscere aspetti sostanziali del progetto.
La richiesta di un tempo maggiore per esaminare le carte era quindi non solo legittima, ma doverosa nei confronti della città. L’urgenza invocata ma non motivata dall’Amministrazione è, per noi lista civica di centrosinistra, fonte di grande preoccupazione.

Nel merito, il piano presenta criticità rilevanti sotto diversi aspetti. Ne esaminiamo sinteticamente i primi cinque.

1. Viabilità. La Commissione Paesaggio evidenzia che “i nodi di intersezione con la viabilità esistente mettono in discussione il principio generatore del progetto”. Se l’intersezione con via Milano appare parzialmente mitigata dall’impegno del 15/12/25 a realizzare una nuova rotatoria, quella lato stazione non viene affrontata adeguatamente dal progetto, che rischia, invece, di mettere in difficoltà le numerose attività economiche ospitate nell’edificio ex-Lesa.
Sempre la Commissione Paesaggio, scrive: “Il carico urbanistico generato dal nuovo comparto ricade inevitabilmente sul sistema infrastrutturale della città, aggravandone e non risolvendo una condizione già critica”.
Sono due affermazioni cariche di conseguenze negative, che chiedono ripensamenti e adeguate risposte.

2. Parcheggi. La cancellazione di circa 400 posti a raso di proprietà pubblica nel retro-stazione e la loro sostituzione con soli 230 interrati all’interno dell’area, determina un saldo fortemente negativo, non coerente con le esigenze del centro città, né con il ruolo strategico di Saronno, che il Piano Regionale di Mobilità e Trasporto (PRMT) considera nodo regionale primario di interscambio gomma-ferro e strategico per il trasporto pubblico del nord-ovest della Lombardia. Quartieri come il Santuario e il Matteotti rischiano l’invasione di auto dei pendolari. Nei documenti ad oggi esaminati non abbiamo trovato risposte a queste esigenze, né si dice chi dovrà accollarsi il costo economico dei 170 posti necessari a colmare il deficit creato.

3. Parco pubblico. Dalla documentazione esaminata, l’area verde prevista appare configurata come giardino ad uso pubblico (vialetti, aiuole, piccole piazze, pochi alberi ad alto fusto, ma cespugli, prato, fiori) più che come vero parco urbano. Manca un autentico polmone verde che si aggiunga al cosiddetto “bosco” già vincolato dalle norme regionali, che sia aperto e facilmente accessibile. Inoltre, mantenerne la proprietà in capo alla società privata proprietaria dell’area, invece che cederla alla collettività, appare una scelta che impoverisce la comunità saronnese, oltre a creare un precedente pericoloso. Riteniamo che si possa fare di meglio.

4. Disposizione dell’edificato. Anche su questo punto la Commissione Paesaggio è chiara: invita a ripensare l’impianto planivolumetrico per evitare un’eccessiva chiusura verso via Varese. Anche questa osservazione richiede un ripensamento dell’operatore.
Un altro tema che merita qualche riflessione è Il numero di unità immobiliari previste, circa 500 dai calcoli che è possibile fare con i dati a disposizione, che appare fuori scala per Saronno.

5. Oneri. È il profilo amministrativamente più delicato. Il quadro complessivo, in particolare (ma non solo) l’aspetto relativo alla valutazione economica delle aree asservite ma non cedute alla città, non risulta sufficientemente chiaro dai documenti consultati e appare differente da quanto applicato ad altri piani attuativi in anni recenti.
Anche da questi aspetti “problematici”, che confermano la complessità del progetto e della Convenzione urbanistica tra privato e pubblico, si conferma l’errore compiuto dall’Amministrazione di aver voluto accelerare inspiegabilmente i tempi dell’adozione;

Essere favorevoli o contrari “a prescindere” è una caratteristica del tifoso, non una prerogativa dell’amministratore. La posizione di Saronno Civica resta quindi coerente: tutela dell’interesse pubblico per un progetto che, rispettata questa condizione, potrebbe essere strategico per Saronno.

Altri temi meritano un approfondimento, ad iniziare da quello delle bonifiche. Ne parleremo nel prossimo post.

ph. Credit ComoZero

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