18/07/2026
“Care e cari, ho visto i quadri degli esami. Molto bene, direi. Brave e bravi.
Vi saluto con un ultimo messaggio.
Avete vissuto questi tre anni di liceo mentre si compiva lo sterminio a Gaza. Quello che è successo in questi tre anni nei confronti della popolazione civile innocente, dei bambini, degli anziani, delle donne, dei medici, dei giornalisti e anche dei giovani uomini (tutti terroristi di Hamas i giovani gazawi?) non dimenticatelo. Non dimenticate i responsabili: le donne e gli uomini di potere dei paesi cosiddetti civili e democratici, non solo chi ha premuto il gr*****to, lanciato missili, sganciato bombe, guidato droni, ma anche chi ha prodotto e venduto armi, chi ha avuto responsabilità politiche, chi ha lucrato dividendi e fatto profitti, e chi è rimasto ignavo a guardare senza fare niente.
Alcuni di voi occuperanno posizioni di potere, diventeranno dirigenti di importanti aziende, maneggeranno capitali, conosceranno altre persone di potere, amministratori di grandi imprese e funzionari dello Stato e dell’Unione Europea. Sarebbe interessante chiedere a ognuno di loro: hai mai sentito parlare di Hind Rajab? Tu dov’eri quando uccidevano Hind Rajab? Cosa facevi? Cosa hai fatto dopo?
Quando vi capiterà di vedere la faccia rapace di uno dei potenti di oggi, guardatelo negli occhi ricordando la "Primavera hitleriana" di Montale: il muso dei capretti uccisi e la sagra dei miti carnefici. E soprattutto: più nessuno è incolpevole.
Qualche volta, rileggete le ultime parole di Virgilio a Dante nel XXVII del Purgatorio.
Se vi va, ci vediamo al cinema e ci scambiamo libri. Se qualcuno è bravo a tennis, possiamo giocare. Ma bravo, sennò mi annoio.
Un abbraccio.”
Questa è la lettera di un professore ai suoi ragazzi dopo l’esame di maturità. Una lettera bellissima che invita tutti noi a guardarci dentro, complici perché indifferenti davanti a orrori indicibili e inspiegabili.
Per questa lettera, e dopo un vergognoso articolo apparso su un quotidiano nazionale, l’ufficio regionale scolastico del Lazio ha avviato un’ispezione.
Succede nel 2026, a Roma, al liceo classico Vivona.
Censura?
Intimidazione per aver espresso delle idee non gradite all’attuale governo?
Paura di un docente che parla ai suoi ormai ex studenti, quindi fuori dal suo ruolo scolastico?
Non si può imbavagliare la libertà di espressione.
L’art. 21 della nostra Costituzione parla chiaro.
I professori del liceo Vivona hanno lanciato una petizione per esprimere solidarietà al professore e agli studenti, vittimi anche loro di una vergognosa campagna denigratoria.
Io ho firmato, per solidarietà, perché credo nei valori della nostra Costituzione e perché dobbiamo fare tutto quello che è in nostro potere per difendere lo stato di diritto in un momento storico che definire inquietante è un eufemismo.
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