14/09/2025
CROCI SENZA NOME
Pochi giorni fa ho fatto una visita al cimitero, quando posso ci vado perché, aldilà degli affetti personali che ritrovo, succede che si vive un momento di riflessione, spesso in piena solitudine. E si pensa.
Questa volta mi sono soffermato su quelle croci che spesso osserviamo distrattamente lasciandole lì nel loro piccolo angolo di terra.
Osservandole si percepisce come il tempo abbia cancellato molte tracce. Restano i cumuli di terra, le croci storte, corrose dalla salsedine. Il legno e il ferro resistono a fatica, ma i nomi sono svaniti, come se ci fosse scritto: “qui giace” senza più nessuno da nominare.
Eppure quei vuoti raccontano. Erano minatori, pescatori, gente che con la stessa tenacia si calava nelle viscere della montagna o sfidava le onde per un pugno di pesci. Vite dure, consumate dal lavoro e dal silenzio. Nessuna lapide scolpita, nessuna fotografia in ceramica a sorridere: solo una croce semplice, povera come la vita che l’ha preceduta.
Camminando tra queste tombe anonime, viene spontaneo fermarsi un attimo, lasciare che il vento e il mare parlino al posto nostro. Ogni croce senza nome diventa un ricordo collettivo, un simbolo di tutte le vite dimenticate. È come se quelle persone, pur private di identità, continuassero a chiedere solo una cosa: non essere del tutto cancellate.
Le fotografie che ho scattato non vogliono rivelare, ma ricordare. Non c’è niente di spettacolare, solo la testimonianza di una memoria fragile che rischia di scomparire.
Pubblicarle significa dare a quelle croci senza nome almeno uno sguardo, un pensiero, una carezza tardiva.
Per leggere di più e vedere le foto:
https://www.palmadula.it/index.php/scopri/notizie/palmadula-blog/le-croci-senza-nome-dellargentiera