03/08/2026
🤯 “Nostro figlio è gay.”
Bastano poche parole perché, in una coppia, si attivino paure, convinzioni, aspettative e scenari che spesso hanno poco a che fare con la realtà.
🧑🧑🧒 In questa scena di Se Dio vuole, i genitori non stanno ancora parlando con il figlio. Stanno parlando tra loro, cercando di dare un significato a ciò che credono di aver capito.
✨ Ed è proprio qui che il film ci offre uno spunto prezioso.
Quante volte, nelle relazioni familiari, ascoltiamo davvero?
E quante volte, invece, interpretiamo?
⌛️ Come mediatrice familiare incontro spesso genitori che arrivano con una convinzione già costruita: pensano di sapere cosa prova un figlio, perché si comporta in un certo modo o quale sia il problema da risolvere.
🫶🏻 Ma ogni volta mi torna in mente una domanda:
Stiamo ascoltando ciò che nostro figlio ci sta dicendo… o ciò che le nostre paure ci fanno sentire?
🤍 Le aspettative sono una parte naturale dell’essere genitori. Desideriamo il meglio per i nostri figli, immaginiamo il loro futuro, costruiamo sogni insieme a loro.
Il rischio nasce quando quelle aspettative diventano così forti da impedirci di vedere la persona che abbiamo davanti.
👦🏻 I figli non hanno bisogno di genitori che conoscano già tutte le risposte. Hanno bisogno di adulti capaci di fare spazio alle domande, di sospendere il giudizio e di accogliere ciò che emerge, anche quando è diverso da ciò che avevano immaginato.
💫 Perché una famiglia cresce davvero quando sostituisce le supposizioni con il dialogo e le paure con l’ascolto.
A volte il conflitto non nasce da ciò che viene detto, ma dal significato che attribuiamo alle parole prima ancora di averle comprese.
E voi, vi è mai capitato di scoprire che ciò che avevate immaginato era molto diverso da ciò che l’altro stava cercando di comunicarvi?