Partito Democratico - Circolo di Savigliano, Marene e Monasterolo

Partito Democratico - Circolo di Savigliano, Marene e Monasterolo Pagina ufficiale del Partito Democratico - Circolo territoriale di Savigliano, Marene e Monasterolo di Savigliano

03/09/2026
03/09/2026
03/09/2026

"I dati diffusi oggi dalla Fondazione Gimbe sono l'ennesima conferma di ciò che denunciamo da tre anni: solo nell'ultimo anno in Italia 6 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi. Il sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale sta colpendo pesantemente la vita concreta delle persone. Siamo di fronte a liste d'attesa infinite, a pronto soccorso in difficoltà. E davanti a tutto questo, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani litigano sulla legge elettorale”.
Francesco Boccia

"La prossima legge di bilancio sarà la prova del nove per Meloni e per la sua maggioranza. Mentre il sistema nazionale si indebolisce, l'unica grande riforma che il Governo sta portando avanti in sanità è l'autonomia differenziata, con le pre-intese già aperte. Sarebbe il colpo di grazia a un SSN che ha bisogno del contrario: più risorse, più personale e uguali diritti da Nord a Sud”.
Beatrice Lorenzin

"Il dato più grave è quello relativo ai 5,8 milioni di persone che nel 2024 hanno rinunciato a cure. Quando quasi un cittadino su dieci rinuncia a curarsi, viene messo in discussione il principio stesso dell'universalità del nostro SSN. A pagare di più sono le persone con redditi più bassi e chi vive nei territori dove l'offerta sanitaria è già fragile”.
Ylenia Zambito

03/09/2026

Grazie a LA VALSUSA per aver ripreso la mia riflessione sugli ospedali di comunità.

03/09/2026

Dal 17 al 19 settembre, in piazza Virginio, la Festa dell’Unità del Partito Democratico

03/09/2026

Se soffri di disturbi alimentari in Piemonte, la possibilità di curarti dipende da dove abiti.
Dove si è investito, le liste d’attesa sono scese da otto mesi a circa quaranta giorni. Altrove mancano servizi fondamentali: nel Verbano-Cusio-Ossola non c’è una dietologia dedicata, day hospital terapeutici e pasti assistiti sono disponibili soltanto a Torino e Biella.
Come se non bastasse, in tutta la regione ci sono appena 7 posti letto per adulti per le situazioni più complesse.

Nel frattempo, però, aumentano i bisogni.

La Legge regionale del 2022 ha costruito strumenti importanti, dal Tavolo tecnico interdisciplinare al Codice Lilla, ma senza finanziamenti regionali strutturali rischia di restare sulla carta.
Non possiamo affidare percorsi terapeutici che durano anni a personale assunto attraverso fondi straordinari e contratti precari.

Per questo porteremo il tema in Consiglio regionale chiedendo risorse stabili per i Team DNA, la piena attuazione della legge e almeno un day hospital con pasti assistiti e posti letto adeguati in ogni quadrante sanitario.
Perché la possibilità di curarsi non può essere determinata dal proprio CAP.

03/09/2026

La nostra sanità pubblica sprofonda sempre di più a causa di un definanziamento cronico, certificato dai nuovi dati della Fondazione GIMBE. La fotografia per il 2025 è impietosa, con l'Italia che destina alla sanità appena il 6,2% del PIL, contro una media europea e OCSE del 7,1%. Per spesa pubblica pro-capite siamo precipitati al quindicesimo posto in Europa e in ultima posizione assoluta tra i Paesi del G7, accumulando un divario rispetto alla media europea che ha raggiunto la voragine di 36 miliardi di euro.

A pagare il prezzo di questa scellerata mancanza di investimenti sono le cittadine e i cittadini, costretti ad affrontare liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso e una drammatica carenza di medici di famiglia.
Il risultato più inaccettabile è che 5,8 milioni di italiani, quasi uno su dieci, nel corso del 2024 hanno dovuto rinunciare a esami diagnostici e visite specialistiche.
La situazione è ormai così grave che persino il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato una raccomandazione formale per chiedere all'Italia di garantire cure tempestive e affrontare la mancanza di personale.

Non possiamo rassegnarci: servono riforme e risorse strutturali immediate, perché curarsi non può diventare un privilegio riservato a chi ha disponibilità economiche. La tutela della salute è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e continueremo a difenderlo contro i tagli e l'indifferenza di questa destra.

03/09/2026

Giorgia Meloni passerà alla storia per essere stata la prima donna a capo del Governo che, invece di battersi per tutte le donne, ne impedisce anche l'accesso nelle istituzioni.

L'ultima trovata della maggioranza sulla legge elettorale è far saltare la rappresentanza di genere per i capilista bloccati. Questo significa che il prossimo Parlamento, se mai dovesse essere approvato questo obbrobrio, potrebbe essere quasi del tutto composto da uomini.

Una legge elettorale scritta su misura, che cambia di mese in mese, solo per garantire l'attuale maggioranza, terrorizzata dall'avanzata di Vannacci. Cambiano i sondaggi e cambia il testo della norma.

Altro che stabilità del Paese: l'unico interesse di Meloni e compagni è non rischiare di perdere il potere.

E per farlo è disposta a ricorrere a stratagemmi e sotterfugi che premierebbero la sua coalizione anche se non avesse la maggioranza dei voti. Ed è disposta anche a minare la Costituzione, senza neanche rischiare l’esito di un referendum, introducendo il premierato di fatto con l'indicazione obbligatoria del Presidente del Consiglio nei programmi, che toglie poteri al Capo dello Stato.

È un percorso pericolosissimo contro il quale ci batteremo in Parlamento, come abbiamo già fatto alla Camera, portando la maggioranza ad andare sotto. Ma serve anche una grande mobilitazione popolare per impedire a Meloni, Salvini e Tajani di minare alle basi la nostra democrazia e di cancellare tante battaglie per una presenza paritaria delle donne nelle istituzioni.

03/09/2026

Il 3 settembre 1982, poco dopo le nove di sera, in via Isidoro Carini a Palermo, i fucili di Cosa Nostra colpirono un'Autobianchi A112 bianca. Morirono sul colpo il Generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro, sposi da meno di due mesi. Dodici giorni dopo, in ospedale, si spense anche l'agente di scorta Domenico Russo, colpito nello stesso agguato.

Dalla Chiesa era nato a Saluzzo, nel cuneese. Piemontese, aveva già affrontato il banditismo nel dopoguerra e le Brigate Rosse prima di essere mandato a Palermo come Prefetto con l'incarico di fare lo stesso con la mafia. Restò in carica appena cento giorni: il tempo di denunciare pubblicamente di essere stato lasciato senza i poteri necessari e di capire che Cosa Nostra si combatte anche togliendole i soldi, non soltanto gli uomini.

Fu ascoltato solo dopo essere stato ucciso: dieci giorni dopo la strage il Parlamento approvò la legge Rognoni-La Torre, la prima a colpire i patrimoni mafiosi e a riconoscere per legge l'esistenza dell'associazione di tipo mafioso.

Da quell’attentato sono passati 44 anni: oggi le mafie sparano meno, ma si infiltrano negli appalti, nell'economia legale, nelle fragilità sociali, anche qui in Piemonte. Lo dobbiamo a Carlo Alberto dalla Chiesa, a Emanuela Setti Carraro e a Domenico Russo: non abbassiamo mai la guardia.

03/09/2026

“Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli”

44 anni fa, il 3 settembre 1982 il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo furono assassinati in una strage mafiosa.

Il Generale Dalla Chiesa fu esemplare servitore dello Stato, impegnato nella difesa delle istituzioni e della democrazia contro ogni forma di criminalità e illegalità.

Ai figli e ai familiari un grande abbraccio.

Indirizzo

Via Trossarelli 8
Savigliano
12038

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