24/12/2025
LA MONTAGNA HA PARTORITO UN TOPOLINO
Con nota del 24.12.2024 il Presidente del Consiglio Comunale, Dino Marangoni, restituiva al Sindaco le deleghe assegnategli con decreto sindacale n. 26 del 5.8.2022 (Bilancio, Programmazione economica, ecc.).
Nella stessa comunicazione Marangoni evidenziava:
1. il venir meno dello “stato di fiducia”;
2. che “diverse scelte” erano state “effettuate a sua insaputa”, tra cui l’affidamento diretto del servizio di riscossione in sostituzione del precedente gestore.
Con nota del 17.9.2025 il Vicesindaco e Assessore al Commercio rassegnava le proprie dimissioni. Gianni Chiacchia scriveva di non ravvisare “nell’attuale squadra di governo gli atteggiamenti e le motivazioni necessarie per lavorare con efficacia e coerenza per il bene della comunità”.
A mezzo stampa lo stesso ex Vicesindaco parlava di “scelte imposte dall’alto, senza condivisione e senza ascolto di tutti gli amministratori”, chiarendo che il suo gesto non era “impulsivo né legato a giochi di poltrone”, ma voleva essere “un segnale forte contro il clima di paura, incertezza e autoreferenzialità che purtroppo si è diffuso negli ultimi anni nella nostra comunità”.
Parole forti e inequivocabili, che dimostrano come, dalla restituzione delle deleghe di Marangoni (dicembre 2024) alle dimissioni di Chiacchia (settembre 2025), la situazione amministrativa e, soprattutto, i rapporti interni alla Maggioranza non solo non siano migliorati, ma si siano ulteriormente deteriorati.
Eppure oggi Dino Marangoni, dimessosi da Presidente del Consiglio, è stato nominato Assessore e Vicesindaco, mentre Gianni Chiacchia, dimessosi da Assessore e Vicesindaco, è stato eletto Presidente del Consiglio Comunale nella seduta dell’8 novembre 2025.
Ci saremmo aspettati, francamente, maggiore coerenza da parte di Dino Marangoni e scelte più coraggiose da parte di Gianni Chiacchia. Evidentemente, però, le decisioni reali vengono assunte altrove e non certo nell’interesse della comunità di Scafa. Altri hanno semplicemente obbedito.
Pensavamo che una precedente stagione amministrativa avesse rappresentato il punto più basso della gestione del Comune di Scafa. Alla luce dei fatti e delle dichiarazioni degli stessi protagonisti, dobbiamo purtroppo constatare che l’attuale Amministrazione guidata da Giordano Di Fiore rappresenta una fase ancora più grave di confusione politica, incoerenza e autoreferenzialità.
Lo scambio di ruoli tra esponenti del Partito Democratico appare oggi come una mera operazione di facciata, figlia dell’ipocrisia politica, della mancanza di coraggio e di un attaccamento al potere che nulla ha a che vedere con il bene pubblico. L’unica vera preoccupazione sembra essere la conservazione delle poltrone.
Nel Consiglio Comunale dell’8 novembre il Presidente Chiacchia non ha chiarito i reali motivi del dissenso, che evidentemente i cittadini di Scafa, considerati semplici spettatori, non sono ritenuti degni di conoscere.
Nell’ultimo Consiglio Comunale del 16 dicembre si è consumato l’ennesimo atto di questa rappresentazione. La Maggioranza ha approvato il Bilancio di previsione finanziario 2026–2028, che prevede per il solo anno 2026 entrate da sanzioni amministrative pari a 1.300.000 euro.
Nel corso della seduta consiliare, Dino Marangoni – ritenuto esperto contabile – ha però dichiarato che le entrate previste per violazioni al Codice della Strada ammonterebbero a circa 600.000 euro.
Da dove deriverebbero, dunque, i restanti 700.000 euro? Da quali ulteriori e improbabili sanzioni? È evidente che si tratta di una previsione del tutto irrealistica, inserita unicamente per far quadrare formalmente i conti del bilancio. Un fatto grave. Il Bilancio di previsione è uno strumento politico-amministrativo fondamentale e non può basarsi su cifre palesemente inattendibili.
A questo punto sorgono spontanee alcune domande.
L’attuale Presidente del Consiglio Comunale condivide, ad esempio, gli affidamenti diretti relativi al servizio di riscossione e quelli disposti per il trasloco del Comune e per l’acquisto di nuovi arredi destinati agli uffici di rappresentanza del Sindaco?
Il Partito Democratico di Scafa, dopo gli altisonanti, propagandistici e sterili comunicati stampa dei mesi scorsi, condivide oggi l’operato dell’Amministrazione Di Fiore?
Al PD di Scafa diciamo con chiarezza: non si può essere contemporaneamente forza di governo e di opposizione. Abbiate il coraggio di tagliare il cordone ombelicale che vi lega da troppo tempo ai soliti centri di potere. Scafa ne trarrebbe beneficio.
Per il bene della comunità è ormai necessario che l’Amministrazione Di Fiore tragga le dovute conseguenze e ponga fine a questa esperienza di governo. Ogni giorno che passa arreca un ulteriore danno al nostro paese.
ABBIATE CORAGGIO.
SCAFA VE NE RENDERÀ MERITO.
I consiglieri di opposizione
Maurizio Giancola, Manuela di Fiore, Valter De Luca, Fabio Di Venanzio
P.S. Abbiamo atteso alcune settimane prima di intervenire, nel tentativo di mantenere un approccio il più possibile sereno e obiettivo. Lo abbiamo fatto anche nella vana speranza di un segnale politico forte. In assenza di scelte coraggiose si diventa inevitabilmente corresponsabili dell’azione amministrativa del Sindaco Di Fiore. In caso contrario, sarà quest’ultimo l’unico vero vincitore dello scontro interno alla Maggioranza.
AUGURIAMO COMUNQUE A SCAFA UN SERENO NATALE
E UN 2026 MIGLIORE.