18/05/2025
Ci sono tempeste che non fanno rumore, ma scavano dentro come il cancro: silenziose, ostinate, affamate di te. Eppure tu, fragile come vetro e forte come una quercia, continui a fiorire nel gelo. Hai imparato a danzare con la paura, a tenere stretta la luce anche quando tutto intorno odora di fine. Non sei solo sopravvissuta: sei rinata, ogni volta. Perché c’è chi si piega al dolore, e chi lo trasforma in seme, e tu sei terra buona, resiliente, vera, indistruttibile dal tempo. Vedi, , Platone diceva che ogni anima ha conosciuto la verità prima di nascere, e che vivere è solo ricordare. Forse è per questo che tu, anche nel dolore più cupo, serbi dentro un richiamo antico alla bellezza, alla luce. Hai memoria delle stelle, anche se ora sei nel buio. Quando ti rompi, non è distruzione: è la tua anima che si ricorda chi è. Le ferite sono fenditure da cui l’eterno cerca di emergere. E tu, che continui ad amare anche dopo la tempesta, sei la prova vivente che la verità — quella vera — non muore mai.” Cit di Raffaella Frese