28/05/2026
⚠ Teleriscaldamento: tra accuse, contraddizioni e 12 anni di occasioni mancate
Mentre a Vicenza investono milioni per recuperare il calore disperso dalle acciaierie Beltrame e Valbruna e integrarlo nella rete del teleriscaldamento, a Schio la maggioranza in salsa 5 Stelle continua a liquidare ogni proposta con sufficienza ideologica.
Un anno fa avevamo suggerito di aprire un approfondimento tecnico, prendendo spunto da esperienze già operative come il progetto Alfa Heat Recovery di Brescia, dove il calore disperso da un’acciaieria viene recuperato per alimentare il teleriscaldamento di migliaia di utenze.
👉 E' noto che Schio dispone di una grande zona industriale, di almeno due forni industriali attivi H24, del termovalorizzatore di Cà Capretta e di una rete di teleriscaldamento già esistente.
In 12 anni è stato fatto qualcosa di concreto per verificare seriamente la possibilità di mettere in rete queste risorse energetiche? La risposta la conoscete.
Eppure il Comune, pur non avendo poteri coercitivi sugli impianti privati, può fare ciò che fanno le amministrazioni che vogliono programmare e realizzare le proprie idee:
✔ promuovere tavoli tecnici
✔ favorire interlocuzioni pubblico–privato
✔ commissionare studi di fattibilità
✔ intercettare bandi
✔ creare le condizioni per sviluppare progettualità innovative
Esattamente ciò che accade altrove.
Esattamente ciò che a Schio non è accaduto.
👉 La maggioranza, da un lato, ci accusa di superficialità perché “il Comune non ha poteri sui privati” (la scusa di Maculan-Vantin); dall’altro dimentica che il ruolo della politica locale non è comandare i privati, ma costruire visione, coordinamento e progettualità.
Lo stesso vale per la nostra proposta – bocciata a gennaio – di estendere la rete di teleriscaldamento alle piscine comunali e al PalaRomare, sfruttando l’energia prodotta dal termovalorizzatore, con possibili contributi regionali fino al 65%.
Anche lì nessun approfondimento, nessuna apertura. Solo scuse.
Nel frattempo, mentre Vicenza sperimenta, investe e pianifica, Schio continua a consumare tempo ed energie in una guerra politica permanente contro AVA/ViAmbiente, sacrificando denaro pubblico, pragmatismo, opportunità e visione strategica.
Ora, dopo 12 anni di amministrazioni civiche cerchiobottiste, la domanda resta sul tavolo: al di là delle parole, dei proclami, delle buone intenzioni, quale strategia energetica industriale è stata costruita per la città?
Tic toc tic toc tic toc.
Inutile cianciare di "politica ambientale" quando si rinuncia a recuperare energia termica solo perché si è contro l'impianto di Cà Capretta. Questo non è ambientalismo, è solo tifo da stadio giocato sulla pelle e sulle tasche degli scledensi.