09/06/2026
La pizzetta sfoglia cagliaritana è un alimento nato a metà del XX secolo a Cagliari. L'origine non è certa: si ipotizza che sia una creazione nata dagli scarti di produzione dei pasticceri, i quali riciclavano gli avanzi della pasta sfoglia delle precedenti lavorazioni dolci aggiungendo il sugo di pomodoro per ottenere degli snack salati. Fonti orali riportano che si produceva nelle pasticcerie e nei forni della città già nel secondo dopoguerra, mentre la prima fonte scritta risulta del 1997[1]. Ne sono testimonianza anche diverse fotografie datate che ritraggono cerimonie come battesimi, comunioni o cresime in cui non poteva mancare un vassoio di pizzette sfoglia.[2]
Nei decenni è diventata un elemento caratterizzante della cultura gastronomica del capoluogo della Sardegna e oggigiorno non è più solo cagliaritana ma si può trovare in tutta l'Isola. È consuetudine cagliaritana e isolana consumarla singolarmente, spesso al bar con il caffè della prima colazione. È considerata però anche cibo da strada per il tradizionale consumo durante la passeggiata[2].
Annalisa Saddi, titolare della storica pasticceria Mariuccia di Pirri, nata nel 1937, svolse un lungo lavoro di recupero della relativa documentazione, con la collaborazione dell'Amministrazione comunale e il supporto tecnico dell'agenzia Laore, l'Agenzia regionale per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale, avviando l'iter per l'istanza di riconoscimento del prodotto da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali[3]. Con il decreto del 25 febbraio 2022 il MIPAAF inserì la pizzetta cagliaritana nella lista dei Prodotti agroalimentari tradizionali sardi (P.A.T.)