04/10/2026
Caro Don Domenico,
care concittadine, cari concittadini,
oggi non è semplice parlare.
Perché ci sono saluti che si fanno con le parole e ci sono saluti che, invece, si fanno con il cuore.
E quello di oggi appartiene certamente alla seconda categoria.
Lei è arrivato a Seminara e a Sant’Anna alcuni anni fa e, passo dopo passo, è entrato nella vita della nostra comunità.
Non soltanto attraverso la Chiesa, le celebrazioni e il Suo ministero sacerdotale, ma attraverso le persone.
Ha saputo guardare le persone negli occhi.
Ha saputo ascoltare.
Ha saputo esserci.
E soprattutto ha saputo capire che una comunità non è fatta soltanto di piazze, strade, case e palazzi.
Una comunità è fatta di persone.
E Lei, alle persone, ha dedicato il Suo tempo e la Sua attenzione.
Ha avuto un’attenzione particolare per i nostri giovani.
Li ha cercati, ascoltati, coinvolti.
Ha saputo parlare con loro, stare con loro, comprenderne le difficoltà e valorizzarne le energie.
E questo, per una piccola comunità come la nostra, ha avuto un valore enorme.
Ma non ha guardato soltanto ai giovani.
Ha avuto un pensiero costante per gli anziani, per gli ammalati, per chi attraversava un momento difficile, per chi aveva bisogno semplicemente di una visita, di una parola, di una presenza.
E spesso sono proprio queste le cose che non fanno rumore.
Non finiscono sui giornali.
Non si vedono nelle fotografie.
Ma rimangono nel cuore delle persone.
E sono quelle che, alla fine, raccontano davvero il valore di una persona.
Da Sindaco ho avuto il privilegio di lavorare al Suo fianco.
Abbiamo collaborato, ci siamo confrontati, abbiamo condiviso momenti importanti della vita di questa comunità.
E credo che, al di là dei ruoli che ciascuno di noi ricopre, ci sia stata una cosa che ci ha accomunato:
l’amore per Seminara e il desiderio di vederla crescere.
Oggi, però, voglio dirLe una cosa guardandoLa negli occhi.
Una cosa che credo di poter dire anche a nome di questa comunità.
Lei lascia Seminara migliore di come l’ha trovata.
Non perché oggi sia una comunità perfetta.
Non perché tutti i problemi siano stati risolti.
Ma perché in questi anni ha lasciato qualcosa.
Ha lasciato relazioni.
Ha lasciato esperienze.
Ha lasciato ricordi.
Ha lasciato affetto.
E soprattutto ha lasciato qualcosa dentro le persone.
E questo, per chi svolge il Suo ministero, credo sia una delle eredità più belle che si possano lasciare.
Adesso inizia per Lei un nuovo cammino, a Oppido Mamertina.
E noi siamo felici che altre persone potranno conoscere il Suo entusiasmo, la Sua disponibilità e la Sua umanità.
Ma non voglio nasconderlo:
Seminara sentirà la Sua mancanza.
Perché Seminara continuerà a camminare.
Lo farà, come ha sempre fatto.
Con le sue difficoltà, con le sue speranze, con le sue contraddizioni, con la sua voglia di futuro.
Ma da oggi lo farà con una nostalgia in più.
Perché quando una persona diventa parte della storia di una comunità, quando entra nella vita delle famiglie, dei giovani, degli anziani, degli ammalati, quando diventa un punto di riferimento, la sua partenza lascia inevitabilmente un vuoto.
E quel vuoto non va nascosto.
Va riconosciuto.
Perché significa che qualcosa di importante è accaduto.
Caro Don Domenico,
oggi non voglio dirLe soltanto grazie per quello che ha fatto.
Voglio dirLe grazie per come lo ha fatto.
Con umanità.
Con disponibilità.
Con attenzione.
E tante volte anche semplicemente con la Sua presenza.
È stato sacerdote, parroco, guida.
Ma per tante persone è stato anche fratello, padre e amico.
E credo che questo sia il riconoscimento più bello che una comunità possa dare a una persona.
Per questo, quando oggi varcherà per l’ultima volta, da parroco, la porta di questa comunità, non porti con sé soltanto il ricordo di ciò che ha fatto.
Porti con sé il volto delle persone che ha incontrato.
Porti con sé i nostri giovani.
I nostri anziani.
I nostri ammalati.
Le nostre famiglie.
Porti con sé Seminara.
Perché Seminara, da oggi, porterà con sé un pezzo di Lei.
Buon cammino, Don Domenico.
La strada che La attende è nuova, ma ciò che ha lasciato qui rimarrà.
E quando, un giorno, tornerà a Seminara, spero che potrà guardare questa comunità e pensare:
“Qui ho lasciato qualcosa.
Qui sono stato bene.
Qui c’è un pezzo della mia vita.”
Noi, invece, quando penseremo a questi anni, potremo dire:
“Abbiamo avuto Don Domenico con noi.
E siamo stati fortunati.”
Grazie, Don Domenico.
Grazie per questi anni.
Grazie per la Sua presenza.
Grazie per il bene che ha fatto.
E grazie, soprattutto, per il bene che ha voluto a questa comunità.
E adesso credo che non debba essere soltanto il Sindaco a salutarLa.
Credo che debba farlo Seminara tutta insieme.
Con un applauso.
Un applauso grande, sincero, forte.
Quello che si riserva alle persone che hanno lasciato un segno.
Grazie, Don Domenico. E buon cammino.
RinnovaMenti - Giovanni Piccolo Sindaco