Partito Democratico - Circolo di Senago

Partito Democratico - Circolo di Senago Pagina ufficiale del Circolo PD di Senago

https://t.me/comunedisenago/1283
26/05/2026

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🌹 Momento di commemorazione per Giulia e Thiago A tre anni dalla tragica scomparsa di Giulia e Thiago Tramontano, l’Amministrazione Comunale invita la cittadinanza a un momento di raccoglimento. 📍 Mercoledì 27 maggio 2026 🕣 Ore 20.30 📌 Presso la Panchina Rossa Parchetto via Pacinotti ...

26/05/2026
26/05/2026
26/05/2026

Secondo l'exit poll Opinio per Rai, ci potrebbe essere la vittoria al 1° turno di Basile (SCN) a Messina, Cannizzaro (CDX) a Reggio Calabria e De Luca (CSX) a Salerno. A Venezia e Prato potrebbero vincere rispettivamente Venturini (CDX) e Biffoni (CSX) o esserci ballottaggio.

21/05/2026
21/05/2026

Il 20 maggio 2012 una fortissima scossa di terremoto di 5.9 gradi colpì duramente l’Emilia. Poi replicata da una seconda, di pari intensità, nove giorni dopo. Complessivamente furono ventotto le vittime, centinaia i feriti, decine di migliaia le persone e le famiglie senza più una casa o un appartamento, migliaia di imprese e di luoghi pubblici, a partire dalle scuole, distrutti. Intere comunità messe in ginocchio. Un ammontare complessivo di danni per oltre dodici miliardi di euro.

Il primo pensiero continua ad andare a chi non c’è più e ai loro familiari. Quel dolore resta una ferita che il tempo non cancella.

Ma da quella tragedia è arrivata anche una straordinaria prova di coraggio, solidarietà, dignità e unità. Nonostante le dimensioni della tragedia la reazione è stata straordinaria: ad esempio, nessuno ha trascorso l’inverno in tenda, così come nessun studente ha perduto una sola ora di lezione.

Chiunque abbia ricostruito o riparato la propria abitazione o la propria azienda, distrutte o danneggiate, ha ricevuto il 100% di rimborso, così come lo hanno ricevuto i comuni per la ricostruzione della parte pubblica, dalle scuole agli asili, dagli ospedali ai teatri, dai municipi agli impianti sportivi. E aiuti sono arrivati da ogni parte d’Italia e persino da tante parti d’Europa e del mondo.

Una ricostruzione che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella definì esemplare, in occasione del decennale.

Tutto ciò è stato possibile grazie ad un eccezionale lavoro di squadra della filiera istituzionale tra governi che hanno sempre garantito le risorse necessarie e regione e comuni che hanno gestito prima l’emergenza e poi la ricostruzione.

Ma soprattutto grazie al lavoro di un intera comunità, che ha saputo prima resistere, poi reagire e infine ripartire insieme. Perché gli emiliano-romagnoli sono fatti così: davanti alle difficoltà si lamentano poco e si rimboccano le maniche.

Forza Emilia-Romagna ❤️

21/05/2026

"Quanto accade al ministero della Cultura certifica che siamo di fronte a un governo senza credibilità né reputazione. Non fanno politica, fanno occupazione di poltrone sulle spalle dei bisogni del Paese. Dietro i licenziamenti di Giuli c’è tutto il fallimento della destra e il tradimento nei confronti degli italiani". Francesco Verducci

21/05/2026

In un momento così drammatico, un gruppo di elette ed eletti nelle istituzioni, di amministratrici e amministratori della cosiddetta “seconda generazione” prende con forza la parola.

Dicono cose importanti e portano una vera luce, oltre a una necessaria dose di serietà e responsabilità, smontando i tentativi di chi vuole fare sciacallaggio politico sulla pelle delle persone.

Vi invito a leggere la loro lettera e a condividerla:

“Abbiamo seguito con silenzio, rispetto e profonda preoccupazione quanto accaduto a Modena, dopo il violentissimo atto di Salim El Koudri, che ha terrorizzato una comunità intera e colpito persone che stavano semplicemente passeggiando in un normale pomeriggio di maggio.

Otto persone sono rimaste ferite. Quattro in modo gravissimo. Alcune hanno subito amputazioni. Altre, in queste ore, lottano per la vita. Questo viene prima di tutto.

La nostra vicinanza va alle vittime, alle loro famiglie, alle persone che porteranno addosso per sempre le ferite visibili e invisibili di questa tragedia.

Ringraziamo le Forze dell’ordine, il personale sanitario, le istituzioni cittadine e regionali, il Presidente della Repubblica e la Presidente del Consiglio, che hanno testimoniato la vicinanza delle istituzioni repubblicane alla città di Modena.

Ringraziamo anche i cittadini che, mettendo a rischio la propria incolumità, hanno contribuito a fermare il responsabile, evitando conseguenze ancora più drammatiche. In quei gesti c’è il senso più concreto di una comunità che reagisce e si protegge.

Quanto accaduto è gravissimo. Chi ha colpito dovrà rispondere davanti alla giustizia. Occorre piena luce, piena verità, piena responsabilità.

Proprio per questo, davanti a un fatto così grave, le parole pubbliche dovrebbero essere all’altezza. E invece, pochi minuti dopo l’accaduto, ancora prima che emergessero elementi di contesto, una parte della politica e dell’informazione ha scelto un’altra strada: trasformare una tragedia in un’occasione di propaganda.

Abbiamo letto e ascoltato parole come “criminale di seconda generazione”, “revocare la cittadinanza”, “ci portano la guerra in casa”, “l’integrazione è un fallimento”.

Abbiamo visto quotidiani di destra uscire con titoli che avevano come unica intenzione quella di colpire: “la seconda degenerazione”, “l’attentato del nuovo italiano”.

Questa non è sicurezza. Non è giustizia. Non è responsabilità.

È la scelta di usare un fatto gravissimo per alimentare paura, sospetto e odio contro intere comunità, contro una generazione, contro persone che vivono, studiano, lavorano, amministrano e partecipano alla vita democratica di questo Paese.

Il dramma di Modena, per quanto emerso e come confermato anche dal Ministro dell’Interno, si colloca dentro il tema del disagio psichiatrico. Questo non attenua in alcun modo la gravità dei fatti, né il dolore delle vittime.

Al contrario, chiama la politica e le istituzioni a una responsabilità più seria: affrontare il tema della salute mentale, dell’accesso ai servizi, della prevenzione, della presa in carico delle fragilità.

Su questo non esistono scorciatoie etniche. Non si può distinguere il disagio sulla base dell’origine, della fede o del cognome. Si può solo decidere se essere all’altezza del problema con politiche pubbliche adeguate oppure usare la paura per evitare le domande reali.

Noi scegliamo la responsabilità.

Sentiamo il dovere di prendere parola perché, ancora una volta, il dibattito pubblico si consuma sulle nostre vite senza ascoltare le nostre voci.

C’è una narrazione che seleziona chi commette reati in base all’origine. Che rende invisibile chi la violenza la subisce. Che tace nomi, storie, presenze, responsabilità positive. Che non vede mai la foresta che cresce, ma si concentra solo sull’albero che cade.

Noi siamo quella foresta.

Siamo donne e uomini, figlie e figli di migrazioni iniziate in questo Paese quarant’anni fa. Alcuni di noi sono nati qui, altri sono arrivati da bambini, altri hanno vissuto percorsi di ricongiungimento familiare, altri ancora storie di migrazione più recente o di protezione.

Le nostre famiglie hanno lavorato, pagato affitti e mutui, cresciuto figli, attraversato scuole, quartieri, fabbriche, università, associazioni, luoghi di culto, istituzioni.

Molti di noi hanno responsabilità pubbliche, politiche, civiche, educative e sociali.

Da molto prima che qualcuno iniziasse a descrivere la partecipazione di persone con background migratorio come un’invasione, noi eravamo già qui: nei consigli comunali, nelle scuole, nei servizi, nel volontariato, nei luoghi della rappresentanza democratica.

Tra noi ci sono persone cattoliche, musulmane, di altre fedi e persone che non professano alcuna religione.

Ci riconosciamo nella Costituzione, nella Repubblica, nella libertà, nella laicità, nell’uguaglianza davanti alla legge.

Continueremo sempre a operare nelle istituzioni e nella società con responsabilità, nell’interesse di tutte le cittadine e di tutti i cittadini, senza distinzione alcuna, come ci insegnano le madri e i padri costituenti.

Il 2 giugno saremo nelle piazze da italiane e italiani, per celebrare la Repubblica, la democrazia, la libertà e gli ottant’anni dal suffragio universale.

Lo faremo con la consapevolezza che questo è il nostro Paese: qui siamo cresciuti, qui viviamo, qui lavoriamo, qui crescono i nostri figli.

Crediamo in un’Italia plurale, democratica, giusta.

Crediamo in un’Italia capace di somigliare alla grande piazza di Modena: una comunità che, anche nelle ore più difficili, reagisce restando unita. Una città che non si lascia spezzare dalla paura. Un Paese che cerca verità, giustizia e cura, non odio.

E questo pensiero di speranza, in questo momento, lo dedichiamo anche a chi oggi lotta per la sua vita e a chi dovrà guarire le ferite dolorose, visibili e invisibili, di questa immane tragedia”.

Indirizzo

Via Garibaldi, 33
Senago
20030

Sito Web

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