19/11/2025
Definisci femminicidio? Anche no, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Senigallia.
Ci sono studi universitari, convenzioni internazionali, ci sono analisi di dati e statistiche, ci sono i corpi che rimangono e quelli da ricordare, ci sono lettere di genitori affranti convinti che la società debba cambiare, ci sono le manifestazioni arrabbiate, le piazze piene con i nomi scritti a terra, le pubblicazioni di testi che da decenni raccontano la natura sistemica, culturale, della violenza di genere, c’è la letteratura, censurata del secondo dopoguerra, di tante donne che mettono in luce il fenomeno, ci sono film di registe, ci sono lǝ medichǝ e lǝ ginecologhǝ che toccano con mano quella violenza, ci sono lǝ operatrici dei centri antiviolenza che ascoltano senza giudizio, pronte ad aiutare, c’è, ancora, la disoccupazione femminile in aumento, ci sono le buste paga che narrano la disparità salariale, ci sono i mesi, gli anni vissuti con la paura addosso, ci sono siti aperti per spiare le donne, che violano la loro dignità, ci sono sentenze moralizzatrici che faticano ad accettare che no è no, ci sono le testimonianze delle attrici del cinema, ci sono gli stupri di gruppo filmati e condivisi, ci sono le molestie, ci sono uomini che uccidono quelle che pensano siano le “loro” donne sul terrazino di casa, poi c’è anche il linguaggio, che ci ricorda che la disparità è a sistema, che i femminicidi non sono omicidi, che dietro quella violenza c’è una cultura ben precisa, quella patriarcale, che danneggia anche gli uomini, molti dei quali sono attivi per avviare un cambiamento!
Quindi avremmo fatto a meno del teatrino organizzato a Senigallia, proprio in questo mese, in un momento così complesso, delicato, in cui i diritti vengono attaccati.
Novembre è il mese dedicato a ricordare che c’è una violenza maschile sulle donne e che è una piaga sociale, culturale e sanitaria che rischia di dilagare a causa dei tagli apportati alle politiche sanitarie e sociali preventive, a causa dei limiti posti all’educazione sessuo-affetiva nelle scuola, a causa di poche risorse di qualità per consultori e medicina di genere.
E poi, come se non bastasse c’è la guerra, c’è il genocidio, c’è una politica machista, autoritaria, che pensa al potere come conquista, supremazia, dominio, possesso, perché guerra e violenza di genere è un binomio inscindibile all’interno di questo paradigma. La f***e corsa al riarmo, che coinvolge il nostro governo con il piano ReArm Europe da 800 miliardi, non porterà a scenari di pace, e noi non vogliamo pagare il prezzo di queste scelte.
Proprio per questo scenderemo in piazza Saffi, SABATO 22 NOVEMBRE, con il flash mob “ABOLIRE LA GUERRA DALLA STORIA”, perché, accettando la complessità in cui abitiamo, riconosciamo che l’unica prevenzione agli orrori di questa guerra globale è la difesa dei diritti di tutte, tuttu e tutti.
Definisci femminicidio? Anche no, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Senigallia. Ci sono studi universitari, convenzioni internazionali, ci sono analisi di dati e statistiche, ci sono i corpi che rimangono e quelli da ricordare, ci sono lettere di genitori affranti convinti che la societ...