Movimento Donne contro i Fascismi

Movimento Donne contro i Fascismi Dare voce alle ingiustizie sociali!

Movimento come incontro di persone che vanno e vengono e si confrontano e condividono idee, valori e pensieri sui temi del femminismo, la parità di genere e dei diritti, contro il razzismo, la xenofobia e il sessismo.

26/04/2026
Definisci femminicidio? Anche no, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Senigallia.Ci sono studi universitari, c...
19/11/2025

Definisci femminicidio? Anche no, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Senigallia.

Ci sono studi universitari, convenzioni internazionali, ci sono analisi di dati e statistiche, ci sono i corpi che rimangono e quelli da ricordare, ci sono lettere di genitori affranti convinti che la società debba cambiare, ci sono le manifestazioni arrabbiate, le piazze piene con i nomi scritti a terra, le pubblicazioni di testi che da decenni raccontano la natura sistemica, culturale, della violenza di genere, c’è la letteratura, censurata del secondo dopoguerra, di tante donne che mettono in luce il fenomeno, ci sono film di registe, ci sono lǝ medichǝ e lǝ ginecologhǝ che toccano con mano quella violenza, ci sono lǝ operatrici dei centri antiviolenza che ascoltano senza giudizio, pronte ad aiutare, c’è, ancora, la disoccupazione femminile in aumento, ci sono le buste paga che narrano la disparità salariale, ci sono i mesi, gli anni vissuti con la paura addosso, ci sono siti aperti per spiare le donne, che violano la loro dignità, ci sono sentenze moralizzatrici che faticano ad accettare che no è no, ci sono le testimonianze delle attrici del cinema, ci sono gli stupri di gruppo filmati e condivisi, ci sono le molestie, ci sono uomini che uccidono quelle che pensano siano le “loro” donne sul terrazino di casa, poi c’è anche il linguaggio, che ci ricorda che la disparità è a sistema, che i femminicidi non sono omicidi, che dietro quella violenza c’è una cultura ben precisa, quella patriarcale, che danneggia anche gli uomini, molti dei quali sono attivi per avviare un cambiamento!

Quindi avremmo fatto a meno del teatrino organizzato a Senigallia, proprio in questo mese, in un momento così complesso, delicato, in cui i diritti vengono attaccati.

Novembre è il mese dedicato a ricordare che c’è una violenza maschile sulle donne e che è una piaga sociale, culturale e sanitaria che rischia di dilagare a causa dei tagli apportati alle politiche sanitarie e sociali preventive, a causa dei limiti posti all’educazione sessuo-affetiva nelle scuola, a causa di poche risorse di qualità per consultori e medicina di genere.

E poi, come se non bastasse c’è la guerra, c’è il genocidio, c’è una politica machista, autoritaria, che pensa al potere come conquista, supremazia, dominio, possesso, perché guerra e violenza di genere è un binomio inscindibile all’interno di questo paradigma. La f***e corsa al riarmo, che coinvolge il nostro governo con il piano ReArm Europe da 800 miliardi, non porterà a scenari di pace, e noi non vogliamo pagare il prezzo di queste scelte.

Proprio per questo scenderemo in piazza Saffi, SABATO 22 NOVEMBRE, con il flash mob “ABOLIRE LA GUERRA DALLA STORIA”, perché, accettando la complessità in cui abitiamo, riconosciamo che l’unica prevenzione agli orrori di questa guerra globale è la difesa dei diritti di tutte, tuttu e tutti.

Definisci femminicidio? Anche no, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Senigallia. Ci sono studi universitari, convenzioni internazionali, ci sono analisi di dati e statistiche, ci sono i corpi che rimangono e quelli da ricordare, ci sono lettere di genitori affranti convinti che la societ...

Pedalate SenigalliaAnche "Pedalata Senigallia" aderisce al flash mob "ABOLIRE LA GUERRA DALLA STORIA". Per sensibilizzar...
13/11/2025

Pedalate Senigallia

Anche "Pedalata Senigallia" aderisce al flash mob "ABOLIRE LA GUERRA DALLA STORIA". Per sensibilizzare l'utilizzo della bici in città, chi vuole può aderire al ritrovo, ore 15, davanti alla Rotonda, pedalando fino Piazza Saffi per manifestare insieme
contro l’economia di guerra e la Legge di Stabilità 2026 che prevede una crescita vertiginosa delle spese per armamenti, pari a 27 miliardi di euro nel triennio 2025-2028, accompagnata da una riduzione della spesa sociale di ben 10 miliardi.
L’economia di guerra è una voragine che inghiotte risorse immense, risorse che dovrebbero essere destinate alla scuola, alla sanità pubblica, ai consultori, a un reddito di base che garantisca autonomia, a salari adeguati, a politiche abitative che assicurino una casa per tuttə.
Questa escalation contro le libertà non può lasciarci indifferenti.
Noi non ci arrendiamo. Rivendichiamo una società in cui tuttə abbiano diritto a cure, prevenzione e sostegno.
CI VEDIAMO in piazza Saffi, sabato 22 novembre ore 16, per chiedere
Investimenti di qualità nella sanità e nella scuola pubblica.

12/11/2025
Molto+di194 - Rete Femminista MarcheCollettivo Transfemminista OrticaSpazio Autogestito ArvultùraSCENDIAMO IN PIAZZA IL ...
12/11/2025

Molto+di194 - Rete Femminista Marche
Collettivo Transfemminista Ortica
Spazio Autogestito Arvultùra

SCENDIAMO IN PIAZZA IL 22 NOVEMBRE A SENIGALLIA

Collettivo Transfemminista OrticaMolto+di194 - Rete Femminista MarcheSpazio Autogestito ArvultùraABOLIRE LA GUERRA DALLA...
12/11/2025

Collettivo Transfemminista Ortica
Molto+di194 - Rete Femminista Marche
Spazio Autogestito Arvultùra

ABOLIRE LA GUERRA DALLA STORIA!
La f***e corsa al riarmo coinvolge il nostro governo con il piano ReArm Europe da 800 miliardi.
L’economia di guerra è la cornice e la tenaglia all’interno della quale si inserisce la Legge di Stabilità 2026: una crescita vertiginosa delle spese per armamenti, pari a 27 miliardi di euro nel triennio 2025-2028 (3,5 miliardi di spesa aggiuntiva nel 2026, 7 miliardi nel 2027 e oltre 12 miliardi nel 2028), accompagnata da una riduzione della spesa sociale di ben 10 miliardi.
L’economia di guerra è una voragine che inghiotte risorse immense, risorse che dovrebbero essere destinate alla scuola, alla sanità pubblica, ai consultori, a un reddito di base che garantisca autonomia, a salari adeguati, a politiche abitative che assicurino una casa per tuttə, e a interventi strutturali per la messa in sicurezza dei territori.
Dobbiamo prendere atto che la probabilità di una guerra globale ormai permea ogni ambito della società e delle nostre vite.
Produce individualismo, violenza, tagli ai sistemi pubblici di welfare, precarizzazione del lavoro e della vita, alterando perfino il senso delle parole. Ce ne accorgiamo osservando ciò che accade in Palestina, dove si chiama pace ciò che in realtà è occupazione, controllo, segregazione e violenza, invece di restituire alla popolazione dignità e giustizia.
Il genocidio continua, con numeri mai raggiunti di uccisioni di donne e bambini.
Anche la scuola è sotto attacco, piegata a intenti propagandistici: la logica del conflitto entra nelle aule.
La scuola della Costituzione viene delegittimata da decreti e circolari governative che mirano a trasformare il senso critico in moralismo, a censurare e marginalizzare le differenze, ad addestrare all’obbedienza, esaltando militarismo e giustizialismo.
VIETATO parlare di corpi, sessuo-affettività, omolesbobitransfobia.
VIETATO parlare di genocidio.
VIETATO parlare dell’articolo 11 della Costituzione.
Questa escalation contro le libertà non può lasciarci indifferenti.
Denunciare ciò che accade in Palestina oggi significa anche lottare per i diritti sociali e politici di tutte e tutti.
Guerra, genocidio, femminicidio, transfemminicidio, razzismo e povertà sono il frutto di una logica di potere guerrafondaia e patriarcale, che mostra con brutalità la natura perversa del modello di sfruttamento capitalistico.
La guerra, come condizione diffusa, si combatte sui nostri corpi: su quelli di giovani, donne, persone migranti, su tutte le vittime della marginalizzazione.
Noi non ci arrendiamo. Con ostinazione ci prendiamo la responsabilità e la libertà di mettere in discussione l’esistente, per immaginare e praticare un diverso modo di stare al mondo, per rivendicare una società in cui tuttə abbiano diritto a cure, prevenzione e sostegno, una società del dissenso, capace di allontanare la guerra dalla storia.
Scendiamo in piazza ancora una volta per rivendicare:
Investimenti nella sanità e nella scuola pubblica.
Politiche di qualità che tutelino i diritti garantiti in questi ambiti.
Rilancio e pieno funzionamento dei consultori pubblici.
Contraccezione gratuita per tuttə ed educazione sessuo-affettiva per prevenire violenze e malattie sessualmente trasmissibili.
Ab**to farmacologico nei consultori e somministrazione della pillola RU486 fino a 9 settimane di gestazione.
Occupiamo gli spazi pubblici per dire NO alla guerra, a ogni forma di oppressione, e al genocidio che continua in Palestina.
Scendiamo in piazza Saffi, sabato 22 novembre, ore 16, per opporci a una legge di bilancio fondata sulla guerra, il militarismo e lo sfruttamento.
VOGLIAMO UN FUTURO DI PACE!
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