10/04/2026
𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐚𝐠𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀
Quando abbiamo proposto, come Sermoneta Cambia, una mozione per istituire il Forum dei Giovani e un vero Centro di Aggregazione Giovanile, ci è stato risposto che il Comune aveva già “attivato un bando”.
La nostra mozione è stata bocciata.
Quel bando, invece, è rimasto deserto.
La questione è molto semplice: prima si costruisce una comunità giovanile, poi le si offrono strumenti, rappresentanza e autonomia.
L’amministrazione ha fatto l’esatto contrario: prima l’atto amministrativo, poi — forse — i giovani.
Ed è proprio questa differenza che va analizzata.
I giovani non si attivano per decreto.
Non si coinvolgono con un semplice avviso pubblico.
Se prima non esiste una comunità ascoltata, coinvolta e resa protagonista, qualsiasi bando resta un atto formale.
E infatti è andato deserto. Non è un caso, ma la conseguenza diretta di un approccio superficiale.
Da due anni assistiamo sempre allo stesso schema: ogni proposta seria di partecipazione — ieri il Consiglio dei Giovani, oggi il Forum — viene respinta.
Poi, per colmare il vuoto, si producono strumenti amministrativi che servono più a fare notizia e a inseguire un titolo di giornale che a costruire qualcosa di reale.
Ma la politica non si misura sugli annunci.
Si misura sulla capacità di creare relazioni, comunità e spazi di partecipazione.
Ed è esattamente ciò che questa maggioranza non è stata in grado di fare. È una mancanza che Sermoneta vive ormai da anni.
La regola è chiara: i giovani devono poter esistere come comunità politica, non come destinatari passivi di atti amministrativi.
Invertire questo ordine significa non solo non aver compreso il problema, ma continuare a giocare un campionato da dilettanti.