29/07/2026
Leggiamo con stupore e profonda amarezza le dichiarazioni della maggioranza in merito alla seduta del Consiglio Comunale di ieri sera. Riteniamo doveroso fare chiarezza, poiché la narrazione che si sta cercando di imporre distorce la realtà dei fatti e offende non solo noi, ma l’intera cittadinanza.
L’abbandono dell’aula non è stato un gesto di leggerezza, né un atto di sfida fine a se stesso ma una scelta sofferta, necessaria, dettata dall'impossibilità di esercitare il nostro ruolo. Quando a dei consiglieri comunali viene negato il diritto di replica di fronte ad accuse dirette e attacchi personali, viene meno il principio cardine di ogni democrazia: il confronto. Silenziare la minoranza significa silenziare le voci di quei cittadini che ci hanno conferito il mandato di rappresentarli.
In questo contesto, è doveroso richiamare il ruolo fondamentale del Presidente del Consiglio Comunale. Il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), nel definire le funzioni di questa carica, ne sottolinea la natura di garante super partes dell’assemblea. Tale posizione richiede un esercizio di assoluta imparzialità, finalizzato a tutelare il dibattito e i diritti di tutte le componenti del Consiglio, maggioranza e minoranza indistintamente. Ieri sera, purtroppo, abbiamo assistito a una gestione che è parsa allontanarsi da questo spirito di equilibrio, preferendo una chiusura al confronto che non si addice a chi dovrebbe presiedere l'aula con equidistanza.
Trovare, nel post della maggioranza, riferimenti che ci dipingono quasi come "ospiti" in Consiglio è un’affermazione grave e inaccettabile. Ricordiamo a chi governa che noi non siamo ospiti: siamo consiglieri comunali eletti democraticamente, esattamente come loro. Considerare la minoranza come un elemento di disturbo, o peggio, come un soggetto estraneo al dibattito, denota una visione delle istituzioni preoccupante e lontana dal rispetto che il ruolo richiede.
La vera "vergogna" non è l’abbandono dell’aula come forma di protesta democratica, ma la prevaricazione di chi, forte dei numeri, pensa di poter gestire il Consiglio Comunale come se fosse una proprietà privata, negando il diritto di parola e il rispetto dovuto a chi siede tra i banchi dell'opposizione.
Non ci lasceremo intimidire da questo tentativo di denigrazione. Continueremo a svolgere il nostro compito con serietà, rigore e trasparenza, pretendendo sempre che il confronto politico avvenga nel rispetto delle regole e della dignità che il nostro mandato e, soprattutto, i nostri concittadini meritano.
Il rispetto è la base del vivere civile; chi governa dovrebbe essere il primo a darne esempio.