27/07/2026
QUALE FUTURO PER SESTO SAN GIOVANNI?
In Consiglio comunale è stato discusso il Documento Unico di Programmazione (DUP 2027-29), che è lo strumento con cui l'Amministrazione comunale delinea la sua idea di città e propone una direzione. E proprio qui sta il problema: quella dell'amministrazione Di Stefano è sbagliata, insufficiente e ingiusta.
Si parla di città attrattiva, sicura, riqualificata. Parole belle se fossero vere, ma comunque non sufficienti. Manca la cosa più importante: una città giusta e più equa.
Il nostro consigliere comunale Andrea Nossa lo ha detto nella discussione: https://cittaincomune.io/2026-07-25/quale-futuro-per-sesto-san-giovanni/
Il DUP dovrebbe partire da alcune questioni centrali: dove sono le disuguaglianze e come le riduciamo? Con quali interventi e quali risorse?
Senza queste risposte, la politica diventa solo gestione dell’esistente. O peggio, diventa un modello di città che esclude.
Il tema della casa è uno dei punti più evidenti ed escludenti. Gli interventi di "rigenerazione" urbana sono stati strumenti di mera valorizzazione immobiliare (pensiamo agli studentati e agli interventi su immobili in disuso). Si costruiscono residenze costose, si valorizzano aree, si attraggono investimenti, ma intanto sempre più persone faticano a restare.
Mentre il bisogno di alloggi cresce si prevede anche la vendita di case pubbliche, non c'è un luogo adeguato ad accogliere le persone in emergenza e le assegnazioni delle case sono insufficienti.
Vediamo una città in cui mancano spazi di aggregazione, studio, cultura e partecipazione. Senza luoghi in cui la comunità si può costruire e relazionare, la città sarà sempre più svuotata, con sempre maggiori disuguaglianze e fragilità.
Anche sulla sicurezza il DUP è miope: telecamere, controlli, sanzioni e decoro proposti come unica soluzione e che sono interventi altamente insufficienti. Una città è davvero più sicura quando ci sono servizi, spazi pubblici vivi e opportunità; quando si combattono isolamento, marginalità e povertà. Dov'è tutto questo?
Anche sul tema ambientale poco o nulla, con le comunità energetiche che restano ferme, e lo spazio per il verde è del tutto insufficiente.
Questa Amministrazione ha una visione di città che non condividiamo perché mette al centro attrattività, rendita e controllo. Noi vogliamo una Sesto diversa, alternativa. Più giusta, più solidale, più viva, più partecipata.
Una città in cui le persone vengano prima degli interessi immobiliari. Una città che sia comunità e che non lasci indietro nessuno.