Città in Comune - Sesto San Giovanni

Città in Comune - Sesto San Giovanni Siamo un laboratorio di idee e di pratiche, un luogo in cui tuttə possano fare e possano contare.

La piscina coperta di via Saint Denis è inagibile dopo un cedimento strutturale improvviso, a pochi anni dalla sua ristr...
31/08/2026

La piscina coperta di via Saint Denis è inagibile dopo un cedimento strutturale improvviso, a pochi anni dalla sua ristrutturazione. Lo sport è un diritto, e a pagare il prezzo di una visione di città non all'altezza, sono soprattutto le cittadine e i cittadini. Come Città in Comune proponiamo un cambio di rotta: analisi dei bisogni, manutenzione programmata, sostegno alle società sportive e spazi aperti accessibili a tutte e tutti.

Qui il link al nostro sito: https://cittaincomune.io/2026-08-31/una-piscina-coperta-in-citta-anzi-no/

QUALE FUTURO PER SESTO SAN GIOVANNI?In Consiglio comunale è stato discusso il Documento Unico di Programmazione (DUP 202...
27/07/2026

QUALE FUTURO PER SESTO SAN GIOVANNI?

In Consiglio comunale è stato discusso il Documento Unico di Programmazione (DUP 2027-29), che è lo strumento con cui l'Amministrazione comunale delinea la sua idea di città e propone una direzione. E proprio qui sta il problema: quella dell'amministrazione Di Stefano è sbagliata, insufficiente e ingiusta.

Si parla di città attrattiva, sicura, riqualificata. Parole belle se fossero vere, ma comunque non sufficienti. Manca la cosa più importante: una città giusta e più equa.

Il nostro consigliere comunale Andrea Nossa lo ha detto nella discussione: https://cittaincomune.io/2026-07-25/quale-futuro-per-sesto-san-giovanni/

Il DUP dovrebbe partire da alcune questioni centrali: dove sono le disuguaglianze e come le riduciamo? Con quali interventi e quali risorse?

Senza queste risposte, la politica diventa solo gestione dell’esistente. O peggio, diventa un modello di città che esclude.

Il tema della casa è uno dei punti più evidenti ed escludenti. Gli interventi di "rigenerazione" urbana sono stati strumenti di mera valorizzazione immobiliare (pensiamo agli studentati e agli interventi su immobili in disuso). Si costruiscono residenze costose, si valorizzano aree, si attraggono investimenti, ma intanto sempre più persone faticano a restare.

Mentre il bisogno di alloggi cresce si prevede anche la vendita di case pubbliche, non c'è un luogo adeguato ad accogliere le persone in emergenza e le assegnazioni delle case sono insufficienti.

Vediamo una città in cui mancano spazi di aggregazione, studio, cultura e partecipazione. Senza luoghi in cui la comunità si può costruire e relazionare, la città sarà sempre più svuotata, con sempre maggiori disuguaglianze e fragilità.

Anche sulla sicurezza il DUP è miope: telecamere, controlli, sanzioni e decoro proposti come unica soluzione e che sono interventi altamente insufficienti. Una città è davvero più sicura quando ci sono servizi, spazi pubblici vivi e opportunità; quando si combattono isolamento, marginalità e povertà. Dov'è tutto questo?

Anche sul tema ambientale poco o nulla, con le comunità energetiche che restano ferme, e lo spazio per il verde è del tutto insufficiente.

Questa Amministrazione ha una visione di città che non condividiamo perché mette al centro attrattività, rendita e controllo. Noi vogliamo una Sesto diversa, alternativa. Più giusta, più solidale, più viva, più partecipata.
Una città in cui le persone vengano prima degli interessi immobiliari. Una città che sia comunità e che non lasci indietro nessuno.

UN ALTRO MONDO È (ANCORA) POSSIBILESono passati 25 anni dal G8 di Genova, quando una straordinaria mobilitazione interna...
20/07/2026

UN ALTRO MONDO È (ANCORA) POSSIBILE

Sono passati 25 anni dal G8 di Genova, quando una straordinaria mobilitazione internazionale ha contestato un modello di sviluppo insostenibile, violento e profondamente ingiusto.

Sono passati 25 anni da quell'ondata di speranza ma anche da quella terribile repressione che ha provocato moltissimi feriti, inferto torture e ucciso Carlo Giuliani, ragazzo.

25 anni dopo, la storia di Genova deve continuare a interrogarci e ci obbliga a fare i conti con le violenze di cui lo Stato è capace. Il nostro impegno deve continuare, per la democratizzazione di tutte le nostre istituzioni e per una società più giusta.

Hanno provato a fermare il movimento altermondialista, ma i rivoli di quel fiume in piena non si sono mai fermati. Dalle mobilitazioni pacifiste e non violente, passando per Non una di meno e Fridays for future, e arrivando sino alla Flotilla.

Pace, solidarietà e pianeta: un altro mondo è ancora possibile ed è oggi più che mai necessario. Dobbiamo impegnarci per realizzarlo.

LA RISPOSTA AI BISOGNI REALI?La fontana da 420mila euro per "l'identità" cittadina.Quasi 500mila euro per una fontana. I...
17/07/2026

LA RISPOSTA AI BISOGNI REALI?
La fontana da 420mila euro per "l'identità" cittadina.

Quasi 500mila euro per una fontana. In un momento di crisi e difficoltà, non era possibile investire meglio queste cifre, per rispondere alla crisi sociale e abitativa, o all'emergenza climatica?

La nostra amministrazione comunale ha pensato di sistemare la rotonda alberata che agevola il traffico tra Via dei Partigiani e Via Di Vittorio. Grida di giubilo sarebbero arrivate da ogni dove se la riqualificazione avesse previsto una sistemazione e un aumento di aree verdi, pensando anche all'evidente e provato effetto sulle temperature cittadine. E invece in una calda estate all'insegna della siccità la giunta comunale ha pensato ad una nuova fontana scenografica nella rotatoria.

Verrebbe da pensare che ci siano i saldi anche per le fontane, ma visto il costo del progetto di sconti non ce ne sono.
Del tutto sconnessa coi bisogni reali, questa giunta invece di investire circa 420.000,00 € per il benessere dei cittadini e realizzare una città viva e vivibile, continua a lasciarla sporca, svuotata e insicura, ma con una fantasmagorica fontana.

Secondo questa immaginifica amministrazione dovrebbe raccontare la trasformazione di Sesto San Giovanni dalla tradizione siderurgica alla città dell'innovazione. A noi sembra invece solamente "acqua" negli occhi.

A Sesto San Giovanni circa 110 famiglie che abitano da anni nelle case di proprietà di Aler senza un contratto valido e ...
14/07/2026

A Sesto San Giovanni circa 110 famiglie che abitano da anni nelle case di proprietà di Aler senza un contratto valido e che rischiano di trovarsi in mezzo ad una strada, infatti, per molti di loro sarebbero già state avviate le procedure. Ciò che spesso è successo è che un parente assegnatario è morto o si è ammalato e non hanno ottenuto il subentro. Oppure sono famiglie in grande difficoltà economica che hanno occupato decenni fa alloggi vuoti. In molti casi hanno continuato a pagare le spese nei limiti delle loro possibilità, hanno chiesto di essere regolarizzate, hanno fatto domanda per un alloggio, ma oggi rischiano di essere sfrattate, mentre decine di alloggi restano vuoti. Questa è un’emergenza sociale che riguarda tutta la città!

Secondo la legge, restare in un alloggio pubblico dopo la morte dell’assegnatario può configurare occupazione senza titolo. Ma la realtà è più complessa ed esistono percorsi e pratiche amministrative che coniugano la tutela dei cittadini in difficoltà con il rispetto delle regole: regolarizzazioni caso per caso, piani di rientro per i debiti, sospensioni temporanee degli sgomberi, mediazione sociale. Queste pratiche funzionano quando c’è volontà politica e quando gli enti mettono al centro la dignità delle persone.

Gli inquilini a Sesto, come a Milano, chiedono solo di non essere lasciati in mezzo alla strada.

Non è accettabile utilizzare lo sgombero come risposta, soprattutto in presenza di alloggi pubblici vuoti! Sono 196 le case pubbliche vuote solo a Sesto San Giovanni perché in attesa di ristrutturazione!!

Noi pensiamo che le istituzioni debbano porre al centro del loro agire la tutela dei cittadini più fragili ed in questo caso la strada per tutelarli è una sola, praticabile da subito e significa usare il patrimonio pubblico per rispondere all’emergenza abitativa. È possibile farlo senza favorire chi specula e senza cancellare il diritto di chi aspetta una casa, con trasparenza, criteri chiari e volontà politica.

Per questo come Città in Comune sosteniamo le famiglie coinvolte, Unione Inquilini ed il Comitato per il Diritto alla Casa e invitiamo tutti a partecipare al Presidio indetto a Sesto San Giovanni per mercoledì 15 luglio ore 14:30 via Puricelli Guerra 24 - Uffici Aler.

COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILILa transizione energetica non riguarda solo grandi impianti o strategie nazionali, è anc...
09/07/2026

COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI

La transizione energetica non riguarda solo grandi impianti o strategie nazionali, è anche la capacità delle città di avviare strumenti concreti per produrre, condividere e gestire energia rinnovabile. Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) trasformano enti locali, cittadini, piccole imprese e realtà del territorio in protagonisti di un modello fondato su condivisione e autoconsumo, con ricadute ambientali, economiche e sociali. Le CER non sono strumenti di mercato fine a sé stessi, ma leve di giustizia energetica e resilienza urbana.

A Sesto San Giovanni il percorso istituzionale, tecnico e amministrativo per la costituzione di CER è stato avviato con la Delibera 275/2024. Città in Comune aveva presentato, insieme alle forze di opposizione, un ordine del giorno (non accolto dalla maggioranza) per chiedere, tra l’altro, obiettivi concreti e tempi certi e di relazionare periodicamente in Consiglio. Oggi, dopo oltre un anno, possiamo dire che le nostre osservazioni erano fondate! Nulla è stato condiviso con il Consiglio comunale e la città. Questo vuoto non è un dettaglio secondario: la tariffa premio che sostiene le CER scade il 31.12.2027, pertanto il buon esito del progetto dipende proprio dalla capacità dell’amministrazione di muoversi velocemente.

Porteremo la questione alla Commissione sui blackout richiesta dall’opposizione e convocata per fine luglio. Proprio i blackout, infatti, mostrano quanto sia urgente ripensare le politiche energetiche locali. Chiederemo di rendere conto dello stato di avanzamento della Delibera. Quando verranno presentati i progetti al GSE? Il Comune ha cercato i fondi per avviare le CER? Ha partecipato ai bandi regionali (es. RELOad CER) che finanziano impianti su immobili pubblici?

La transizione non è un’idea astratta, è politica locale, partecipazione e responsabilità collettiva. Guardare al futuro significa anche mettere mano alle politiche energetiche locali e le CER sono uno strumento concreto per farlo (abbassano i costi in bolletta, aumentano l’autonomia energetica e costruiscono reti di solidarietà territoriale), ma servono risorse, competenze e procedure chiare.

STABILI COMUNALIDa tempo gli inquilini e le loro rappresentanze sindacali segnalano i frequenti malfunzionamenti degli a...
08/07/2026

STABILI COMUNALI

Da tempo gli inquilini e le loro rappresentanze sindacali segnalano i frequenti malfunzionamenti degli ascensori di diversi stabili comunali. Il caso dello scorso 3 luglio verificatosi in via Campestre 250 scala C, con quattro persone all’interno, è l’ultimo e più grave episodio.

I gruppi consiliari di opposizione hanno richiesto la convocazione urgente della 2ª Commissione consiliare per fare chiarezza e discutere del funzionamento e della manutenzione degli ascensori negli immobili comunali, e più in generale per sapere quanto l'Amministrazione sta facendo e ha fatto per gli stabili comunali.

Oltre a voler comprendere cosa è accaduto in via Campestre e quali presidi sono stati messi in atto per evitare il ripetersi di accadimenti di questo tipo, riteniamo importante che Sindaco e Assessora competente riferiscano su quale sia lo stato manutentivo degli ascensori segnalati, illustrino i contratti di appalto delle manutenzioni e quali verifiche vengono svolte per controllare la loro esecuzione.

Sicurezza degli impianti e accessibilità delle case comunali non possono essere ignorate, il diritto all'abitare deve essere reale per tutte e tutti!

UNA CITTÀ AL BUIO NON PUÒ VEDERE IL FUTUROCome lo scorso anno e come quello prima, anzi forse ancora peggio dello scorso...
25/06/2026

UNA CITTÀ AL BUIO NON PUÒ VEDERE IL FUTURO

Come lo scorso anno e come quello prima, anzi forse ancora peggio dello scorso anno e di quello prima. Parliamo dell'elettricità che non c’è nella settimana più torrida di questo inizio d’estate. Parliamo di assoluta assenza di gestione dell’emergenza da parte di chi ha la responsabilità della tutela della salute pubblica: Sindaco e Giunta al suo completo.

L’unica cosa che subito ci hanno detto e su cui insistono è che loro non sono responsabili dei blackout, ma la responsabilità è dell’azienda di distribuzione dell’energia elettrica. Lo sappiamo bene, ma sappiamo altrettanto bene che sono responsabili del governo di questa città e quindi delle azioni da mettere in campo per limitare problemi e disagi, oltre che di far intervenire chi di dovere.

Quanto e come si sono attivati dallo scorso anno e ancora da prima per capire e intervenire sui problemi che potevano ripresentarsi? E nel caso quanto hanno pressato società di distribuzione per riuscire a prevenire il prevedibile blackout?

Quanto hanno fatto per avvisare la cittadinanza dei problemi che potevano presentarsi? Quanto e come hanno mobilitato la Protezione Civile e una rete di assistenza straordinaria dedicata alla segnalazione di situazioni critiche e di emergenza?

Sul profilo social del Comune il primo post che si occupa del tema è del giorno 24/06 alle ore 13,30 circa, dove si dice che i problemi erano praticamente risolti (sic!) e si davano alcuni numeri telefonici utili: e-distribuzione, il 112 (!) e il numero della polizia locale attivo però solo fino all’una di notte. Bene, ma non benissimo: la città si sta dimostrando del tutto impreparata a gestire la cosa nonostante l’impegno e il lavoro delle persone coinvolte.

Stiamo allora chiedendo insieme alle altre forze politiche di opposizione chiarezza e trasparenza su quanto è stato fatto e su quello che sta effettivamente succedendo, perché non è accettabile che interi quartieri restino senza elettricità per molte ore, mettendo a rischio la salute delle persone e soprattutto dei più fragili. La crisi climatica e le grandi trasformazioni in atto richiedono interventi strutturali.

Intanto ci troviamo a leggere post di assessori vari in cui si danno informazioni distanti dalla realtà e dai problemi reali, mentre ci parlano di SestoFutura, di una città che deve crescere il numero dei propri abitanti fino a superare i 100.000! Ma se non sono in grado di governare la città del presente con meno di 80.000 abitanti, cosa potranno fare di meglio?

Per i primi cinque anni di governo hanno detto che era “responsabilità di quelli di prima”, ora ci dicono che la sicurezza non è una loro responsabilità, che i blackout non sono di loro responsabilità, che le carenze della sanità non sono loro responsabilità, che la città sporca non è loro responsabilità, che l’emergenza abitativa non è loro responsabilità, e così via.

Noi siamo convinti che un’altra città è possibile.

N.B. lunedì 22/06 alle ore 17 in Via General Cantore erano accesi tutti i lampioni stradali, occorre forse sistemare e ripensare il funzionamento dell’illuminazione pubblica?

Oggi pomeriggio, dalle 17 alle 20, Città in Comune sarà presente in Piazza Trento e Trieste ad un gazebo aperto al quart...
14/06/2026

Oggi pomeriggio, dalle 17 alle 20, Città in Comune sarà presente in Piazza Trento e Trieste ad un gazebo aperto al quartiere con altre forze di opposizione. Insieme vogliamo ascoltare, raccogliere segnalazioni e discutere di proposte concrete sul tema della sicurezza e della cura degli spazi pubblici.
Negli ultimi mesi il quartiere ha vissuto episodi gravi e a questo si somma l’abbandono degli spazi di socialità che alimenta isolamento e insicurezza. Crediamo che le risposte a queste problematiche siano presenza delle Istituzioni, servizi sociali funzionanti, politiche per i giovani e gestione partecipata degli spazi.
Nel gazebo di oggi pomeriggio, insieme ad altre forze politiche, vogliamo confrontarci con la città sulla costruzione di proposte e pratiche per prevenire, riqualificare e ricostruire comunità.

PER UN PAESE PIÙ GIUSTO CHE INVESTA NEL FUTURO🔗https://cittaincomune.io/2026-05-23/1-equo-per-un-paese-piu-giusto-che-in...
23/05/2026

PER UN PAESE PIÙ GIUSTO CHE INVESTA NEL FUTURO

🔗https://cittaincomune.io/2026-05-23/1-equo-per-un-paese-piu-giusto-che-investa-nel-futuro/

Un contributo che varia dall’1 al 3,5% e che andrà a toccare meno dell’1% più benestante del paese, che ha più di 2 milioni di patrimonio (esclusa la prima casa). Si tratta della proposta della campagna 1%EQUO per una legge di iniziativa popolare, promossa da molte persone tra economisti, artisti e politici, tra cui il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.

Come Città in Comune sosterremo la campagna e invitiamo le forze politiche e sociali presenti in città a sostenere l’iniziativa. Come prevede la proposta, le risorse potrebbero essere impiegate per investire nel Servizio Sanitario Nazionale, finanziare l’istruzione pubblica, le politiche abitative e il diritto alla casa, la transizione ecologica, politiche sociali e di inclusione, in favore delle persone con disabilità e con misure di sostegno al reddito.

Firmiamo per un paese che sappia investire in un futuro più giusto e più equo.

Indirizzo

Sesto San Giovanni
20099

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