23/07/2026
L'ERRORE PIÙ GRANDE NEL CASO ROGGERO
Leggendo molti commenti sul caso Roggero, soprattutto quelli di chi sostiene che "la difesa è sempre legittima", che "sono rischi del mestiere", che "dovremmo armarci tutti" o addirittura che "ha fatto bene perché non erano persone ma criminali", emergono due aspetti fondamentali.
Il primo è il preoccupante arretramento culturale di una parte dell'opinione pubblica verso concezioni della giustizia che, fortunatamente, l’Italia ha superato da quasi un secolo.
Il secondo è quello che considero l'errore più grave, ed è su questo che vorrei soffermarmi.
Molte persone ragionano partendo esclusivamente dalla propria prospettiva. Mi spiego.
Io, che mi considero una persona onesta (anche se bisognerebbe prima chiarire cosa significhi davvero esserlo, visto che in Italia c'è chi si definisce tale pur evadendo le tasse, parcheggiando nei posti riservati ai disabili o in seconda fila bloccando altre auto: un evidente doppiopesismo), non andrei mai a rubare. E se sapessi che, commettendo un furto, rischierei di essere ucciso, per me sarebbe un fortissimo deterrente. Non voglio rischiare la vita.
Ma chi delinque non ragiona così.
Chi commette un reato, nella quasi totalità dei casi, parte dall'idea che non verrà scoperto e che riuscirà a farla franca. È proprio per questo che prende tutte le precauzioni possibili per ridurre il rischio di essere arrestato. Non vedrete mai un ladro d'appartamento entrare in azione mentre fuori casa un complice suona la batteria: il loro obiettivo è passare inosservati.
Supponiamo allora che oggi la probabilità di trovare una vittima armata e pronta a sparare sia dell'1% (il numero è puramente esemplificativo). Sapendo questo, molti criminali pianificano i loro reati con un certo livello di preparazione e di equipaggiamento, magari utilizzando armi finte o armi da taglio, sufficienti a intimidire la vittima senza aumentare eccessivamente le conseguenze penali in caso di arresto.
Immaginiamo ora che la normativa venga modificata, che la legittima difesa venga estesa quasi senza limiti e che la probabilità di trovare una persona armata salga al 99%.
Molti pensano che questo scoraggerebbe i criminali. Non credo andrebbe così.
Chi decide di delinquere continuerebbe a farlo, convinto comunque di riuscire a evitare le conseguenze. Cambierebbe però il modo di preparare il reato. Per ridurre il rischio di essere uccisi, molti sceglierebbero di presentarsi armati con armi da fuoco vere, pronti a usarle prima ancora che possa farlo la vittima.
E bisogna essere realistici: un criminale che esce di casa già deciso a commettere una rapina è psicologicamente molto più preparato a sparare rispetto a una persona onesta che tiene un'arma nel cassetto solo per difendersi.
Applicando questo ragionamento al caso Roggero, se i rapinatori avessero saputo con certezza che il gioielliere fosse stato armato, è plausibile che si sarebbero presentati con armi da fuoco vere. Una volta usciti dal negozio, avrebbero potuto controllare che non li inseguisse e, nel momento in cui Roggero fosse uscito armato, avrebbero potuto sparare per primi.
In quel caso oggi non discuteremmo di una condanna a quattordici anni di carcere, ma dei familiari di un gioielliere ucciso durante una rapina.
Del resto, l'idea che pene più severe o rischi maggiori costituiscano automaticamente un deterrente non trova conferma nei dati. Negli Stati Uniti, in alcuni Stati, l'omicidio è ancora punito con la pena di morte. Eppure, il tasso di omicidi è nettamente superiore (il tasso di omicidi ogni 100.000 abitanti è quasi 10 volte maggiore) a quello italiano. Allo stesso modo, la diffusione capillare delle armi non ha prodotto una società più sicura, ma una società in cui la violenza letale è molto più frequente.
Pensare che armare tutti, estendere la legittima difesa, permettere l’autogiustizia, renda tutti più sicuri, significa immaginare che i criminali continueranno a comportarsi come oggi. In realtà, se cambiano le condizioni, cambiano anche le strategie di chi delinque. Ed è proprio questo l'errore che molti sembrano non vedere.