30/07/2026
Manolo Maugeri, è ora di porre – per davvero! – fine a quanto sta accadendo sotto al suo post. Basta insulti razzisti o peggio, basta violenza verbale, basta.
Abbiamo letto il suo affannarsi a dire che avrebbe cancellato i commenti beceri e razzisti (peraltro parla di “alcuni commenti” e “qualche leone da tastiera”, ma la realtà è ben diversa: stiamo seguendo l’evolversi della situazione e sono decine e decine e decine, da quasi due giorni ininterrottamente), però continuano incessanti ad arrivare i peggiori insulti, senza sosta e con una dinamica chiarissima, innescata dal video.
E allora le facciamo una semplice domanda: perché nella pratica (e non a parole) non ha bloccato o limitato i commenti sotto al post? Perché non ha circoscritto la possibilità di vedere e commentare il post solo alla cerchia dei suoi amici, lasciandolo invece aperto e in balia di chiunque? (Opzione, quest’ultima, possibile e facile da attivare per un profilo come il suo).
Ci perdoni il francese, ma quando la fogna esonda con queste proporzioni, non si può stare lì a far finta di svuotarla con un bicchiere. Occorre fare ben altro.
Quindi torniamo alla domanda: perché non ha limitato i commenti sotto al post ai soli follower e nonostante il fluire continuo degli insulti chiunque può ancora commentare?
Perché, sa (e lo sa), i social funzionano in modo semplice: più un post ha commenti e interazioni, più l’engagement fa girare l’algoritmo, e più gira e più rende il post visibile agli utenti Facebook, agli amici degli amici degli amici, e così via. In sostanza: più gente commenta, più quel post viene “proposto” ad altri e raggiunge sempre più persone in cerchie sempre più ampie. E più questo accade, più delle persone sconosciute lo vedranno e commenteranno. E più - guarda caso - sarà probabile che quei commenti immondi si moltiplichino.
E infatti è quel che successo e succede da quasi due giorni, senza sosta. Commenti e insulti orrendi, continui, sempre peggiori, sempre di più.
E allora torniamo alla domanda: perché non ha limitato i commenti sotto al post solo alla cerchia di suoi amici e lascia che certi personaggi possano scrivere le peggiori cose?
Limitarli era la cosa più sensata e responsabile da fare di fronte a quanto stava (e sta ancora) accadendo. E allora perché non l’ha fatto?
Proviamo a rispondere noi: perché quel meccanismo sul funzionamento dell’algoritmo che abbiamo spiegato più sopra, che fa propagare il post sempre di più – e che lei conosce benissimo – insieme al post propaga anche… La sua immagine, e le dà visibilità.
Una visibilità molto, moltissimo più ampia di tutti gli altri contenuti che ha pubblicato in precedenza (basta guardare le visualizzazioni dei reel del suo profilo).
Ecco perché non ha bloccato i commenti. Perché quei commenti immondi – e lo sa benissimo – facevano e continuano a far diffondere il post sempre più e con esso le danno grandissima visibilità.
Da un lato si affanna a far finta di gestire la situazione, dicendo di cancellare i commenti (che peraltro, anche i peggiori, restano visibili per ore, e ancora adesso, mentre scriviamo, ce ne sono parecchi), dall’altro sa benissimo che quella fogna serve a procurarle visibilità. E lei, sapendolo, la sta usando.
Ecco perché non ha limitato i commenti sotto al post e chiunque può ancora commentare.
Un comportamento decisamente irresponsabile – specialmente da parte di chi rappresenta le istituzioni – e che si chiama, semplicemente, ipocrisia. O peggio: noi lo chiameremmo senza dubbio anche complicità.
Infine, aggiungiamo una ulteriore domanda, non “tecnica”, ma semplicemente umana ed etica: con che coscienza si può decidere di tener “vivo” qualcosa che è evidente che produce a getto continuo così tanta becera disumanità, così tanti insulti irripetibili e così tanto inarginabile razzismo?
Maugeri, visto che scrive che “la politica deve assumersi le proprie responsabilità”, se le assuma. E ponga davvero fine a questa cloaca, non a parole, ma nei fatti (e sa benissimo come fare a fermarla).
Anche perché la grande visibilità che sta ottenendo si nutre di miseria umana, di violenza e di razzismo, o peggio, e vogliamo sperare che non ne vada orgoglioso.