Sezze Bene Comune

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Sezze Bene Comune Movimento Civico con sede in via A. Diaz a Sezze (LT) Il Movimento è aperto a quanti ne condividano le finalità ed il metodo di partecipazione democratica.

Il Movimento ha come scopo l’individuazione di un percorso che prospetti alla città di Sezze un nuovo orizzonte di crescita e sviluppo sociale, culturale ed economico rispettoso e compatibile con la tutela ambientale, attraverso la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali, storiche, archeologiche. Il Movimento, verificatene le condizioni, non esclude la possibilità di dar vita a forme di partecipazione alle prossime elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale di Sezze.

Sezze e la politica dei personalismi: quando manca il coraggio di una proposta autentica.C’è qualcosa di profondamente s...
13/10/2026

Sezze e la politica dei personalismi: quando manca il coraggio di una proposta autentica.

C’è qualcosa di profondamente significativo nel modo in cui, a Sezze, si sta delineando il confronto politico. In una fase in cui il paese avrebbe bisogno di una proposta chiara, riconoscibile e capace di definire un perimetro politico coerente, si continua a cercare riparo dietro il civismo, come se una lista civica potesse, da sola, risolvere le contraddizioni di una coalizione o nascondere l’assenza di una visione condivisa. Il civismo, quando nasce dalla partecipazione autentica, è una risorsa preziosa per una comunità. Diventa però un limite quando viene utilizzato come un involucro neutro, un contenitore buono per tutti e per nessuno, nel quale si tenta di ricomporre ciò che politicamente non riesce a trovare una sintesi. Perché una proposta amministrativa non può essere soltanto la somma di convenienze, né può prescindere dalle identità, dalle responsabilità e dai valori di chi intende governare.
Il problema di Sezze, prima ancora che elettorale, appare culturale e politico: la difficoltà di anteporre un progetto collettivo alle ambizioni individuali, ai conti rimasti aperti e ai tentativi di riscatto personale.
Da una parte c’è Lucidi, con una maggioranza nella quale, secondo questa lettura, convivono sensibilità e riferimenti riconducibili alla destra, talvolta senza una loro esplicita rappresentazione politica. Una condizione che pone una domanda legittima: quale identità si vuole dare alla proposta di governo e quale rapporto si intende costruire tra le forze che la sostengono e i cittadini che dovrebbero riconoscervisi?
Dall’altra parte si profila un déjà-vu politico che coinvolge Campoli: l’impressione è che si possa risolvere il problema della proposta politica autentica tornando a riavvolgere il nastro della storia, riproponendo equilibri, protagonisti e schemi che appartengono a una stagione di vent’anni fa. Ma la politica non può vivere di sola memoria. Il passato può offrire esperienze e insegnamenti, non diventare l’unico orizzonte possibile. Una comunità che guarda soltanto indietro rischia di non trovare le parole, le idee e le energie necessarie per affrontare il presente. Nel frattempo, Fratelli d’Italia sembra ancora dover chiarire quale strada intenderebbe percorrere: partecipare con il proprio simbolo oppure concorrere attraverso una formazione civica? Non è una questione puramente formale. I simboli rappresentano identità, appartenenze e responsabilità politiche. La trasparenza su questi aspetti è parte integrante del rapporto di fiducia con gli elettori, che hanno diritto di sapere quali forze sostengono una candidatura e quale progetto intendono portare avanti. In questo quadro, il dibattito rischia di restringersi attorno a figure e candidature, anziché svilupparsi sui contenuti. Da una parte, la figura del medico della mutua, evocata come metafora di un paese che sembra cercare continuamente una cura senza riuscire a individuare le cause profonde del proprio malessere politico. Dall’altra, quella del commercialista, associata a una prospettiva che appare concentrata soprattutto sulle dinamiche locali, senza che emerga ancora con sufficiente chiarezza una visione più ampia del futuro della comunità. Le persone, naturalmente, non esauriscono il valore di una proposta politica nelle loro professioni o nelle loro biografie. Il punto è un altro: nessun candidato, da solo, può sostituire un progetto; nessuna storia personale può prendere il posto di una visione collettiva. È proprio qui che si manifesta il rischio più grande: quello di un paese incapace di liberarsi dalla logica personalistica, nel quale ogni passaggio politico viene interpretato attraverso le traiettorie dei singoli, i rapporti di forza, le rivincite e le vecchie appartenenze. Una politica che finisce per parlare soprattutto di sé stessa, mentre i problemi della comunità rimangono sullo sfondo. Eppure, una parte dell’elettorato sembra attendere qualcosa di diverso. Non necessariamente un nome nuovo soltanto per ragioni anagrafiche o anagrafiche-politiche, ma una guida capace di rappresentare una discontinuità reale. Una proposta di sintesi, costruita attorno a obiettivi riconoscibili, accompagnata da una squadra di persone competenti e da un metodo di governo fondato sulla responsabilità, sulla trasparenza e sulla capacità di dare risposte. Il rinnovamento, infatti, non consiste semplicemente nel cambiare candidato o nel ricomporre diversamente le stesse alleanze. Significa cambiare il modo in cui si costruisce una proposta, il rapporto tra politica e cittadini, la selezione delle priorità e la capacità di rendere verificabili gli impegni assunti. Significa, soprattutto, avere il coraggio di dire con chiarezza da dove si parte, dove si vuole arrivare e con quali strumenti. Sezze non ha bisogno di un altro giro dentro il labirinto dei personalismi. Ha bisogno di uscire dal pantano attraverso una prospettiva che sappia tenere insieme identità politica, apertura civica e competenze amministrative. Ha bisogno di una classe dirigente che consideri le differenze un elemento da comporre attraverso il confronto, non qualcosa da nascondere dietro simboli rassicuranti o formule di convenienza. Anteporre l’interesse comune ai riscatti personali dovrebbe essere il faro di ogni percorso politico. Non uno slogan da pronunciare nelle occasioni pubbliche, ma il criterio con cui valutare le scelte, le alleanze e le candidature. Perché il bene di una comunità viene prima delle ambizioni di chi aspira a rappresentarla. La vera domanda, allora, non è soltanto chi guiderà Sezze nella prossima stagione amministrativa. La domanda è quale idea di paese si intenda costruire, quale cultura politica si voglia affermare e se esista finalmente la volontà di superare gli schemi che hanno alimentato divisioni e ripetizioni. Un paese non è malato perché attraversa una fase difficile. Rischia di diventarlo politicamente quando smette di interrogarsi sulle ragioni delle proprie difficoltà e continua a cercare risposte dentro gli stessi meccanismi che le hanno generate. Per uscire da questa condizione serve una scelta di maturità: meno contabilità delle ambizioni personali, meno operazioni costruite sul passato, meno ambiguità sulle identità politiche. E più idee, più responsabilità, più competenze, più futuro.
Perché Sezze merita una proposta politica che non si limiti a occupare uno spazio elettorale, ma sappia finalmente indicare una direzione.

Energia, democrazia, rappresentanza e giustizia sociale sono temi che incidono direttamente anche sulla vita della comun...
11/10/2026

Energia, democrazia, rappresentanza e giustizia sociale sono temi che incidono direttamente anche sulla vita della comunità.
Per Progetto Sezze 2027, il civismo non è estraneo alla politica, ma si misura con essa attraverso i contenuti, le scelte e la capacità di costruire soluzioni condivise.
L’incontro del Tennis Club rappresenta una tappa di un percorso di partecipazione ed elaborazione politica che punta a mettere in dialogo sensibilità diverse, con l’obiettivo di costruire per Sezze una prospettiva comune, fondata sulla responsabilità amministrativa, sulla partecipazione e sull’impegno concreto per il bene comune.

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ANFITEATRO DI SEZZE, IL FALLIMENTO DI UNA SCELTA SENZA VISIONESBC: “Nella fretta di completare un’opera che contestiamo,...
13/08/2026

ANFITEATRO DI SEZZE, IL FALLIMENTO DI UNA SCELTA SENZA VISIONE

SBC: “Nella fretta di completare un’opera che contestiamo, si è perso il senso della riflessione e del confronto con la città”
La vicenda dell’Anfiteatro di Sezze è emblematica di un modo di amministrare che SBC contesta da tempo: l’incapacità di fermarsi a riflettere sulle grandi trasformazioni della città, la rincorsa all’annuncio e la ricerca del consenso immediato, anche quando sono in gioco scelte urbanistiche e ambientali destinate a condizionare Sezze per decenni.
I 200 mila euro persi e ora da restituire erano destinati al completamento dell’Anfiteatro, un’opera che SBC ha sempre contestato nella sua impostazione e nella sua concezione. Ma il punto politico della vicenda va oltre la perdita del finanziamento: prima ancora di perdere quelle risorse, si è persa l’occasione di interrogarsi sul futuro di quell’area e di discuterne realmente con la città.
Su una questione così delicata non sarebbe bastato chiedere ai cittadini di assistere alla realizzazione di un progetto già deciso. Sarebbe stato necessario aprire una discussione pubblica sul destino di uno spazio che avrebbe potuto rappresentare un’importante occasione di rigenerazione urbana e ambientale.
SBC ha sempre sostenuto una posizione precisa: quell’edificio andava abbattuto e lo spazio restituito all’aperto, attraverso un progetto di ricucitura funzionale con il tessuto urbano e un intervento di restauro naturalistico. Un’idea radicalmente diversa da quella di completare l’opera esistente.
Non si tratta, dunque, di essere contrari a prescindere a un investimento pubblico. Al contrario, si tratta di chiedersi come utilizzare nel modo migliore le risorse pubbliche e quale città vogliamo consegnare alle generazioni future.
A questo si aggiunge il mancato rispetto dei tempi progettuali, mentre l’amministrazione appare impegnata su altri fronti, tra cui la prospettata demolizione dell’ex centro sociale e la variante urbanistica puntuale di Sezze Scalo.
È difficile non vedere, in tutto questo, l’assenza di una strategia complessiva.
SBC non intende chiedere nulla a questa amministrazione. Non abbiamo appelli da rivolgere a chi, evidentemente, ha già scelto il proprio modo di “governare”.
Vogliamo piuttosto ribadire una posizione politica e culturale che riteniamo ancora attuale: Sezze ha bisogno di una visione, non di una successione di annunci.
Una visione capace di mettere in relazione il centro storico, i quartieri, le periferie, gli spazi pubblici, il patrimonio ambientale e quello storico. Una visione nella quale la rigenerazione urbana non coincida necessariamente con il costruire, ma sappia anche demolire ciò che non serve, liberare spazio, restituire natura, creare luoghi di relazione e ricucire una città sempre più frammentata.
L’Anfiteatro avrebbe potuto essere una di queste occasioni.
Invece, la scelta di procedere verso il completamento dell’opera senza una riflessione condivisa ha finito per mettere in evidenza un problema più ampio: la difficoltà di costruire una strategia di trasformazione della città che vada oltre l’immediatezza dell’annuncio e della comunicazione sui social.
SBC continuerà a sostenere un’idea diversa di Sezze: meno annunci, meno consumo di suolo, più spazio pubblico, più ambiente, più qualità urbana e soprattutto più capacità di immaginare la città prima di trasformarla.

Sezze Bene Comune

COMUNICATO STAMPAL'INTERESSE PUBBLICO NON COINCIDE CON QUELLO DI UN SINGOLO PRIVATO.La scelta della Giunta Lucidi di dic...
23/07/2026

COMUNICATO STAMPA

L'INTERESSE PUBBLICO NON COINCIDE CON QUELLO DI UN SINGOLO PRIVATO.

La scelta della Giunta Lucidi di dichiarare di interesse pubblico la realizzazione di un nuovo centro commerciale a Sezze Scalo rappresenta l'ennesima dimostrazione dell'assenza di una visione urbanistica e di una strategia per il futuro del territorio.
La contraddizione è evidente: si immagina un nuovo sviluppo urbano oltre l'asse ferroviario senza aver mai affrontato seriamente la rigenerazione del centro abitato consolidato. Prima di espandere la città sarebbe stato necessario ripensare quella esistente, ricucendo le fratture urbane, migliorando i servizi, valorizzando gli spazi pubblici e costruendo un collegamento funzionale tra ciò che già esiste e ciò che eventualmente potrà nascere.
Invece, quella che viene presentata come rigenerazione urbana si riduce a una semplice variante puntuale del Piano Regolatore Generale del 1970. Non c'è una revisione complessiva del modello di sviluppo di Sezze Scalo, non c'è un progetto capace di integrare il nuovo intervento con il tessuto urbano esistente e non c'è una riflessione sulle conseguenze sociali, economiche e infrastrutturali di una trasformazione di questa portata.
Si parla di Accordo di Programma come se fosse la soluzione a tutto, ma uno strumento straordinario dovrebbe essere il punto di arrivo di una pianificazione condivisa, non il mezzo attraverso cui si recepisce una proposta privata senza aver prima definito quale città si vuole costruire nei prossimi decenni.
La sensazione è che l'Amministrazione abbia rinunciato al proprio ruolo di guida. Quando manca una visione politica, è inevitabile che sia un'iniziativa imprenditoriale – del tutto legittima sotto il profilo economico – a dettare tempi, priorità e trasformazioni della città. Ma amministrare significa esattamente il contrario: definire una strategia pubblica entro la quale anche gli investimenti privati trovano una collocazione coerente con l'interesse generale.
L'interesse pubblico non può essere una formula amministrativa utile a giustificare qualsiasi intervento. Deve essere il risultato di una scelta politica fondata su un'idea di città, sulla tutela del territorio, sul rafforzamento del commercio e dei servizi esistenti, sulla qualità dello spazio urbano e sulla risposta ai bisogni della comunità.
Sezze Scalo ha bisogno di un progetto di futuro, non di decisioni episodiche. Ha bisogno di una pianificazione capace di mettere al centro i cittadini e non di rincorrere le occasioni. Perché è la politica che deve indicare la direzione dello sviluppo, non limitarsi a ratificare le richieste di chi investe.

AVS - EV - SBC

04/07/2026

Articolo 97 della Costituzione (Buon andamento e imparzialità): L'azione amministrativa deve essere trasparente per evitare favoritismi, garantire l'uguaglianza dei cittadini ed essere efficiente.

01/07/2026
Centro Sociale di Sezze Scalo: una demolizione senza certezze mentre il Comune denuncia il calo demografico.Il Movimento...
19/06/2026

Centro Sociale di Sezze Scalo: una demolizione senza certezze mentre il Comune denuncia il calo demografico.

Il Movimento Civico SBC esprime forte preoccupazione per la decisione dell'Amministrazione comunale di procedere alla demolizione del Centro Sociale di Sezze Scalo, una struttura che per anni ha rappresentato un importante punto di aggregazione sociale, culturale e civica per il territorio.

La vicenda appare ancora più contraddittoria se letta alla luce dei recenti dati sul calo demografico illustrati dal Sindaco Lucidi. Da una parte si riconosce che Sezze sta vivendo una fase di diminuzione della popolazione e di progressivo impoverimento del tessuto sociale; dall'altra si decide di abbattere uno dei pochi presidi pubblici di socialità presenti nella frazione di Sezze Scalo, senza che ai cittadini siano state fornite adeguate garanzie sui tempi e sulle modalità della sua ricostruzione.

In un contesto di crisi demografica, la priorità dovrebbe essere quella di rafforzare i luoghi di incontro, i servizi di prossimità e gli spazi dedicati alle associazioni, alle famiglie, agli anziani e ai giovani. Distruggere un presidio esistente prima di avere la certezza della sua immediata sostituzione rischia invece di aggravare ulteriormente le criticità sociali già presenti sul territorio.

Particolare preoccupazione desta inoltre il tema della copertura finanziaria e della rendicontazione delle risorse PNRR. Come noto, i progetti finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono sottoposti a scadenze stringenti e a procedure di controllo particolarmente rigorose. Ad oggi non risultano sufficientemente chiariti ai cittadini i tempi effettivi dell'intervento, lo stato della progettazione, le autorizzazioni necessarie e soprattutto le garanzie sul completamento dell'opera entro le scadenze previste.

Il rischio che SBC intende evidenziare è quello di ritrovarsi con una struttura demolita, un cantiere fermo o incompiuto e la concreta possibilità di perdere in tutto o in parte i finanziamenti ottenuti. Uno scenario che comporterebbe conseguenze gravissime: da un lato la privazione di un servizio fondamentale per la comunità, dall'altro il potenziale trasferimento dei costi sulle casse comunali e quindi sui cittadini di Sezze.

È dovere dell'Amministrazione fornire risposte puntuali e trasparenti su alcuni interrogativi fondamentali:

* Quali sono i tempi certi di avvio e completamento dei lavori?
* Esiste un cronoprogramma aggiornato e verificabile?
* Quali sono le eventuali criticità tecniche o amministrative ancora da superare?
* Quali garanzie esistono affinché il finanziamento PNRR non venga revocato?
* Quali sarebbero le conseguenze economiche per il Comune e per i cittadini in caso di mancato rispetto delle scadenze?

SBC ritiene che la tutela dell'interesse pubblico imponga la massima prudenza. Prima di procedere alla demolizione di un bene collettivo è necessario che la cittadinanza conosca con assoluta chiarezza tutti gli elementi dell'operazione e che siano garantiti tempi certi per la realizzazione della nuova struttura.

In una fase storica caratterizzata dal calo della popolazione, dalla diminuzione dei servizi e dalla necessità di rafforzare la coesione sociale, Sezze non può permettersi il lusso di perdere ulteriori spazi di aggregazione né di correre il rischio di trasformare un progetto di rilancio in un'altra opera incompiuta.

Il Movimento Civico SBC continuerà a vigilare affinché le risorse pubbliche vengano utilizzate con responsabilità, trasparenza ed efficacia, nell'interesse esclusivo della comunità setina.

Movimento Civico SBC

È stato un primo incontro. Ne seguiranno altri e ringraziamo tutt* per la partecipazione. ❤️
31/05/2026

È stato un primo incontro. Ne seguiranno altri e ringraziamo tutt* per la partecipazione. ❤️

19/05/2026

Work in progress...

SEZZE: IL BUCO NELL’ACQUAComunicato Stampa di Europa Verde AVS e SBCIeri Sezze ha subito l’ennesimo disagio e disservizi...
06/05/2026

SEZZE: IL BUCO NELL’ACQUA
Comunicato Stampa di Europa Verde AVS e SBC

Ieri Sezze ha subito l’ennesimo disagio e disservizio nell’erogazione dell’acqua. Già nel pomeriggio di ieri zone del Paese hanno visto la diminuzione del flusso idrico senza alcun preavviso.
Ora, al di là delle motivazioni del perché ciò sia accaduto, la carenza e la intempestiva informazione alla cittadinanza, l’ennesima, dimostrano precise responsabilità ed incongruenze e domandiamo chi di dovere, il fare e che cosa.
Il Sindaco ha emesso con notevole ritardo un’ordinanza di chiusura delle scuole, generando confusione e disagio nelle famiglie.
Si è mossa male la macchina amministrativa del Comune? E allora, Sindaco, c’è da riflettere sulle capacità gestionali di questa amministrazione.
Acqualatina non ha avvisato per tempo i Sindaci? Anche qui le responsabilità politiche sono evidenti, cioè la capacità gestionale delle forze politiche di Destra (FDI, Lega, FI) care la Sindaco di Sezze e che hanno chiesto l’aumento del capitale sociale dell’Azienda, presenta falle clamorose.
È ora di rimettere in discussione il modo di operare di Acqualatina, del suo management e del mancato rapporto/raccordo con le comunità pontine.

Movimento Civico Sezze Bene Comune
Europa Verde
Alleanza Verdi e Sinistra Circolo di Sezze

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Sezze

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