02/09/2026
𝐄𝐥 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧 𝐟𝐮𝐞 𝐞𝐧 𝐄𝐬𝐩𝐚𝐧̃𝐚: 𝟏𝟗𝟑𝟔–𝟐𝟎𝟐𝟔.
𝐀 𝐧𝐨𝐯𝐚𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 (𝐢𝐧)𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐠𝐧𝐨𝐥𝐚
-Lo sguardo della letteratura e del pensiero sulla Guerra civile sp****la-
I volumi messi a disposizione da oggi sull'espositore dedicato, in un terzo percorso di lettura, esplorano la Guerra civile sp****la attraverso le sue molteplici forme di rappresentazione: dalla narrativa alla saggistica, dal teatro alla memoria personale. Le biografie e gli studi dedicati a figure come Lucía Sánchez Saornil, poetessa, femminista e militante anarchica, dialogano con le ricerche sulle drammaturgie della guerra, sulla letteratura per l’infanzia e sulle scritture in prosa e in versi prodotte tra gli anni Trenta e Cinquanta. A questo quadro si aggiungono le riflessioni filosofiche e politiche di Simone Weil che, nei suoi scritti sulla guerra (1933-1943), indaga la violenza come struttura del potere e come esperienza morale.
Accanto alle analisi culturali della Catalogna repubblicana e alla narrativa di autrici come Co**ha Espina, trovano spazio opere che intrecciano storia e immaginario: il racconto della Madrid assediata in Hotel Florida, l’autobiografia apocrifa di Franco firmata da Manuel Vázquez Montalbán, gli scritti scelti di George Orwell, le narrazioni simboliche di Juan Benet (come in “Una tumba numa”) e le storie intime di infanzia, esilio e memoria.
A questo nucleo si affiancano testi fondamentali della letteratura del conflitto: il romanzo corale di Max Aub, la poesia civile di César Vallejo nelle diverse edizioni di España, aparta de mí este cáliz, e le raccolte poetiche di Miguel Hernández, voce tra le più alte della generazione del ’36.
Il percorso si estende anche al teatro, con le opere di Rafael Alberti Noche de guerra en el Museo del Prado e El hombre deshabitado, che trasformano la scena in uno spazio di resistenza simbolica. Le meditazioni di María Zambrano, tra filosofia e testimonianza, interrogano il ruolo degli intellettuali nel dramma spagnolo e propongono una lettura tragica della guerra, come mostrano Senderos e La tumba de Antígona. La narrativa internazionale completa il quadro con opere che hanno contribuito a fissare nell’immaginario globale la guerra di Spagna: il romanzo epico di André Malraux (L’espoir /La speranza), la denuncia morale di Georges Bernanos, e il capolavoro di Ernest Hemingway For Whom the Bell Tolls / Per chi suona la campana, che restituisce la dimensione universale del conflitto. A questi si affiancano le riscritture contemporanee di Ignacio Martínez de Pisón (dall’antologia Partes de guerra al romanzo Enterrar a los mu***os / Morte di un traduttore), che indagano le zone d’ombra della memoria e le responsabilità individuali.
Completano il percorso testi che interrogano ciò che “in noi vive”: la persistenza delle ferite, delle idee e delle immagini che la guerra ha lasciato nella cultura sp****la del Novecento e oltre. Tra questi, il romanzo di Alejo Carpentier, La consagración de la primavera, che intreccia rivoluzione, arte e memoria, e il drammatico Dialogo con la morte di Arthur Koestler, testimonianza dell’esperienza carceraria durante il conflitto.
Il percorso invita così a leggere la guerra civile non solo come evento storico, ma come spazio di creazione, riflessione e identità, ancora oggi capace di parlare al presente.
****la
Paola Bellomi Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne Tutor DFCLAM Unisi Studenti Tutor DSSBC Dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali Dipartimento di scienze sociali, politiche e cognitive Sistema Bibliotecario di Ateneo - Università di Siena Biblioteca Umanistica Sede di Arezzo - Università di Siena