Circolo Sena Civitas

Circolo Sena Civitas Circolo politico e culturale attivo nella città di Siena.

31/08/2026
SIENA IN TAVOLA: I CONTI CHE NON TORNANO - COSTI E TARIFFE A CONFRONTOSena Civitas presentò nel 2025 un progetto/propost...
24/08/2026

SIENA IN TAVOLA: I CONTI CHE NON TORNANO - COSTI E TARIFFE A CONFRONTO
Sena Civitas presentò nel 2025 un progetto/proposta, anche tramite una mozione, per la consegna a domicilio di pasti agli anziani fragili al solo prezzo di costo per aiutarli a restare nelle loro abitazioni. L’idea prevedeva l’utilizzo della mensa centralizzata dell’ASP che già forniva oltre un milione di pasti all’anno. Nessuna agevolazione ISEE, viste le economie di scala, ma solo stato di fragilità. Welfare puro. Nessuno ci avrebbe rimesso e nessuno ci avrebbe guadagnato.
La proposta fu respinta dal Consiglio Comunale e la motivazione centrale fu indicata nel deficit di bilancio dell’ASP che non consentiva neppure di valutare l’ipotesi di servizi aggiuntivi senza utili. Sena Civitas presentò quindi una interrogazione sui costi dei pasti e nella risposta dell’ASP si legge che il costo onnicomprensivo di un pasto alla fine del 2024 era di 4,8 euro, compresa la consegna alle strutture tramite operatore esterno.
Recentemente l’ASP ha ripreso l’idea di Sena Civitas come progetto sperimentale “Siena in Tavola” con pasto a domicilio a 13 euro. In replica all’ulteriore nostra richiesta di chiarimento, l’ASP ha dettagliato i costi 2026 che determinano la tariffa, precisando che “non è previsto un margine commerciale, né costi di consegna”. “Le principali componenti indicate dall’ASP sono: 9,78 euro per il pasto-pranzo e il relativo confezionamento; 2,04 euro per le attività organizzative e amministrative; 1,18 euro di Iva al 10 per cento. Nella determinazione dei valori è stata, inoltre, considerata l’aliquota IRES ordinaria applicabile alle attività commerciali. Il totale è quindi pari a 13 euro”.
Prima di precisare perché prendiamo le distanze da questo progetto sperimentale dell’ASP, ci preme sottolineare che dall’analisi effettuata emerge una professionalità indiscussa e una situazione economica estremamente difficoltosa ereditata dagli attuali amministratori. Forse sarebbe utile ricostruire pubblicamente come un gioiello anche di redditività sia poi passato negli anni a marcati deficit di bilancio, risanabili con difficoltà.
Detto questo, indichiamo le marcate incongruenze che ci portano a prendere le distanze dal progetto dell’ASP (la documentazione è a disposizione):
1) non si capisce perché, a fronte di 13 euro per pasti consegnati agli anziani fragili, i familiari che desiderano mangiare con i propri cari nelle strutture ASP paghino 8 euro IVA compresa, come risulta dalle pagine ufficiali di Campansi, Caccialupi e Butini Bourke;
2) L’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) pubblica i prezzi di riferimento per i servizi di ristorazione collettiva delle pubbliche amministrazioni come parametro di efficienza, “comprensivi di consegna e utili di impresa”, quali massimi importi di gara, e dalla rilevazione nazionale del 2025 sui contratti di ristorazione scolastica risulta un prezzo medio di 5,13 euro a pasto, con un range tra 2,88 e 8,03 euro. Gli aggiornamenti successivi, base ISTAT, manterranno sostanzialmente questi dati. Il confronto non è comunque automatico;
3) La componente più singolare dei costi indicati dall’ASP è forse quella amministrativa/organizzativa pari a 2,04 euro per ogni singolo pasto. Poiché la mensa centralizzata produce oltre 1.100.000 pasti all’anno, applicando quel valore all’intera produzione si ricaverebbero costi amministrativi/organizzativi per circa 2.200.000 euro. Come se decine e decine di dipendenti svolgessero a tempo pieno questa funzione per la sola mensa ( esempio: 55 dipendenti a 40.000 euro/anno = 2,2 mln);
4) Dai dati recenti riferiti a “Comuni, ASP, gare pubbliche” che offrono il servizio di pasti a domicilio agli anziani fragili a prezzo di costo (161 casi presi in esame), risulta che, salvo alcuni piccoli comuni che offrono il servizio a poco più di 5 euro e 2 piccoli comuni trentini che chiedono 13 euro (di 300 e 400 anime, con frazioni sparse e alta incidenza dei costi per la consegna), la forbice delle altre 156 realtà comunali varia fra 5,5/6 euro e 8,5 euro massimi, compreso confezionamento ed ogni altro possibile onere;
5) L’ASP applicava nel 2025 le seguenti tariffe per ogni pasto, al netto dell’IVA: Comune di Siena 4,45 euro; Società della Salute 5,45 euro; strutture private 6,04 euro; merende strutture private 0,91 euro. L’ASP dichiarava inoltre: nessun margine operativo aggiuntivo per il Comune di Siena; circa il 13% di margine per la Società della Salute; circa il 25% per le strutture private. Visti i nuovi parametri che portano a 13 euro a pasto, la rimessa per l’ASP sarebbe plurimilionaria;
6) L’ANAC per RSA, case di riposo, e degenti assimilati prevede prezzi di riferimento massimi nazionali di aggiudicazione per appalti pubblici, comprensivi di utili di impresa, aggiornati nel 2025. Per il singolo pasto a “Paziente (Ordinario, RSA, DH e DS)”, i prezzi, a seconda delle caratteristiche del servizio, si collocano fra 5,54 e 7,32 euro, a seconda che la cucina sia interna o esterna, la consegna “fresco caldo” o “refrigerato rigenerato” e del livello di servizio. Per gli anziani il prezzo include anche “il servizio assistenziale nell’atto di somministrazione” (es. consegna al letto, vassoi personalizzati, diete speciali);
7) Un dato economico rilevato casualmente da una delle migliori rosticcerie di Siena, dovendo consegnare un pasto completo a una Sig.ra per assenza improvvisa della badante. La rosticceria fa ovviamente utili, paga l’affitto, non gode di agevolazioni fiscali, ha minori economie di scala, ha costi esterni amministrativi. Nonostante questo, tutto confezionato e sigillato a caldo: 144 grammi di tagliatelle fresche al ragù, 52 grammi di vitellina (2 fette), 104 grammi di caponata, 52 grammi di torta di mele, 2 fettine di pane: totale euro 9,49. Aggiungiamo a parte acqua per 20 centesimi e arriviamo a 9,69 euro;
8) Infine, ci sfugge il perché venga computata l’IRES nella determinazione della tariffa se, come dichiarato dall’ASP, non è previsto un margine commerciale.
Conclusione logica: converrebbe fare una gara pubblica che, se i costi dell’ASP fossero realmente quelli indicati, produrrebbe un notevole risparmio e imporrebbe di rivalutare il sistema complessivo.
Ma noi crediamo che i 13 euro siano i costi risultanti da un metodo di calcolo, legittimo, che non aggiunge i pasti alla restante produzione, tenendoli scorporati e determinando incrementi notevoli. Come si massimizza il costo unitario? Si utilizzano pochi pasti come divisore; si attribuiscono al nuovo servizio quote di costi già sostenuti; non si considera la capacità produttiva inutilizzata; si separano produzione, confezionamento, consegna e amministrazione; si applicano spese generali a più livelli; si attribuisce un costo amministrativo/organizzativo a ogni singolo pasto; non si distingue tra costo medio e costo marginale. È un procedimento che sterilizza completamente le economie di scala.
“Siena in Tavola” appare quindi non come l’attuazione della nostra proposta di puro welfare, ma come un’operazione commerciale legittima, impostata forse per produrre in futuro un contributo economico positivo al bilancio ASP. Per fare un esempio, con 100 anziani, 2 pasti al giorno e 4 euro di margine, si produrrebbe un beneficio economico annuale di circa 300.000 euro. Noi, fosse questo il caso, comprenderemmo le ragioni legate alla situazione di bilancio, ma come rappresentanti dei cittadini non potremmo condividerle; per questo ne prendiamo le distanze e ci dissociamo. Sena Civitas

PASTI AGLI ANZIANI FRAGILI: la risposta dell’ASP non la riteniamo adeguata.Sena Civitas presentò nel 2025 un progetto/pr...
23/08/2026

PASTI AGLI ANZIANI FRAGILI: la risposta dell’ASP non la riteniamo adeguata.
Sena Civitas presentò nel 2025 un progetto/proposta, anche tramite una mozione, per la consegna a domicilio di pasti agli anziani fragili al solo prezzo di costo per aiutarli a restare nelle loro abitazioni. L’idea prevedeva l’utilizzo della mensa centralizzata dell’ASP che già forniva oltre un milione di pasti all’anno. Nessuna agevolazione ISEE, viste le economie di scala, ma solo stato di fragilità. Welfare puro. Nessuno ci avrebbe rimesso e nessuno ci avrebbe guadagnato.
La proposta fu respinta dal Consiglio Comunale e la motivazione centrale fu indicata nel deficit di bilancio dell’ASP che non consentiva neppure di valutare l’ipotesi di servizi aggiuntivi senza utili. Sena Civitas presentò quindi una interrogazione sui costi dei pasti e nella risposta dell’ASP si legge che il costo onnicomprensivo di un pasto alla fine del 2024 era di 4,8 euro, compresa la consegna alle strutture tramite operatore esterno.
Recentemente l’ASP ha ripreso l’idea di Sena Civitas come progetto sperimentale “Siena in Tavola” con pasto a domicilio a 13 euro. In replica all’ulteriore nostra richiesta di chiarimento, l’ASP ha dettagliato i costi 2026 che determinano la tariffa, precisando che “non è previsto un margine commerciale, né costi di consegna”. “Le principali componenti indicate dall’ASP sono: 9,78 euro per il pasto-pranzo e il relativo confezionamento; 2,04 euro per le attività organizzative e amministrative; 1,18 euro di Iva al 10 per cento. Nella determinazione dei valori è stata, inoltre, considerata l’aliquota IRES ordinaria applicabile alle attività commerciali. Il totale è quindi pari a 13 euro”.
Prima di precisare perché prendiamo le distanze da questo progetto sperimentale dell’ASP, ci preme sottolineare che dall’analisi effettuata emerge una professionalità indiscussa e una situazione economica estremamente difficoltosa ereditata dagli attuali amministratori. Forse sarebbe utile ricostruire pubblicamente come un gioiello anche di redditività sia poi passato negli anni a marcati deficit di bilancio, risanabili con difficoltà.
Detto questo, indichiamo le marcate incongruenze che ci portano a prendere le distanze dal progetto dell’ASP (la documentazione è a disposizione):
1) non si capisce perché, a fronte di 13 euro per pasti consegnati agli anziani fragili, i familiari che desiderano mangiare con i propri cari nelle strutture ASP paghino 8 euro IVA compresa, come risulta dalle pagine ufficiali di Campansi, Caccialupi e Butini Bourke;
2) L’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) pubblica i prezzi di riferimento per i servizi di ristorazione collettiva delle pubbliche amministrazioni come parametro di efficienza, “comprensivi di consegna e utili di impresa”, quali massimi importi di gara, e dalla rilevazione nazionale del 2025 sui contratti di ristorazione scolastica risulta un prezzo medio di 5,13 euro a pasto, con un range tra 2,88 e 8,03 euro. Gli aggiornamenti successivi, base ISTAT, manterranno sostanzialmente questi dati. Il confronto non è comunque automatico;
3) La componente più singolare dei costi indicati dall’ASP è forse quella amministrativa/organizzativa pari a 2,04 euro per ogni singolo pasto. Poiché la mensa centralizzata produce oltre 1.100.000 pasti all’anno, applicando quel valore all’intera produzione si ricaverebbero costi amministrativi/organizzativi per circa 2.200.000 euro. Come se decine e decine di dipendenti svolgessero a tempo pieno questa funzione per la sola mensa ( esempio: 55 dipendenti a 40.000 euro/anno = 2,2 mln);
4) Dai dati recenti riferiti a “Comuni, ASP, gare pubbliche” che offrono il servizio di pasti a domicilio agli anziani fragili a prezzo di costo (161 casi presi in esame), risulta che, salvo alcuni piccoli comuni che offrono il servizio a poco più di 5 euro e 2 piccoli comuni trentini che chiedono 13 euro (di 300 e 400 anime, con frazioni sparse e alta incidenza dei costi per la consegna), la forbice delle altre 156 realtà comunali varia fra 5,5/6 euro e 8,5 euro massimi, compreso confezionamento ed ogni altro possibile onere;
5) L’ASP applicava nel 2025 le seguenti tariffe per ogni pasto, al netto dell’IVA: Comune di Siena 4,45 euro; Società della Salute 5,45 euro; strutture private 6,04 euro; merende strutture private 0,91 euro. L’ASP dichiarava inoltre: nessun margine operativo aggiuntivo per il Comune di Siena; circa il 13% di margine per la Società della Salute; circa il 25% per le strutture private. Visti i nuovi parametri che portano a 13 euro a pasto, la rimessa per l’ASP sarebbe plurimilionaria;
6) L’ANAC per RSA, case di riposo, e degenti assimilati prevede prezzi di riferimento massimi nazionali di aggiudicazione per appalti pubblici, comprensivi di utili di impresa, aggiornati nel 2025. Per il singolo pasto a “Paziente (Ordinario, RSA, DH e DS)”, i prezzi, a seconda delle caratteristiche del servizio, si collocano fra 5,54 e 7,32 euro, a seconda che la cucina sia interna o esterna, la consegna “fresco caldo” o “refrigerato rigenerato” e del livello di servizio. Per gli anziani il prezzo include anche “il servizio assistenziale nell’atto di somministrazione” (es. consegna al letto, vassoi personalizzati, diete speciali);
7) Un dato economico rilevato casualmente da una delle migliori rosticcerie di Siena, dovendo consegnare un pasto completo a una Sig.ra per assenza improvvisa della badante. La rosticceria fa ovviamente utili, paga l’affitto, non gode di agevolazioni fiscali, ha minori economie di scala, ha costi esterni amministrativi. Nonostante questo, tutto confezionato e sigillato a caldo: 144 grammi di tagliatelle fresche al ragù, 52 grammi di vitellina (2 fette), 104 grammi di caponata, 52 grammi di torta di mele, 2 fettine di pane: totale euro 9,49. Aggiungiamo a parte acqua per 20 centesimi e arriviamo a 9,69 euro;
8) Infine, ci sfugge il perché venga computata l’IRES nella determinazione della tariffa se, come dichiarato dall’ASP, non è previsto un margine commerciale.
Conclusione logica: converrebbe fare una gara pubblica che, se i costi dell’ASP fossero realmente quelli indicati, produrrebbe un notevole risparmio e imporrebbe di rivalutare il sistema complessivo.
Ma noi crediamo che i 13 euro siano i costi risultanti da un metodo di calcolo, legittimo, che non aggiunge i pasti alla restante produzione, tenendoli scorporati e determinando incrementi notevoli. Come si massimizza il costo unitario? Si utilizzano pochi pasti come divisore; si attribuiscono al nuovo servizio quote di costi già sostenuti; non si considera la capacità produttiva inutilizzata; si separano produzione, confezionamento, consegna e amministrazione; si applicano spese generali a più livelli; si attribuisce un costo amministrativo/organizzativo a ogni singolo pasto; non si distingue tra costo medio e costo marginale. È un procedimento che sterilizza completamente le economie di scala.
“Siena in Tavola” appare quindi non come l’attuazione della nostra proposta di puro welfare, ma come un’operazione commerciale legittima, impostata forse per produrre in futuro un contributo economico positivo al bilancio ASP. Per fare un esempio, con 100 anziani, 2 pasti al giorno e 4 euro di margine, si produrrebbe un beneficio economico annuale di circa 300.000 euro. Noi, fosse questo il caso, comprenderemmo le ragioni legate alla situazione di bilancio, ma come rappresentanti dei cittadini non potremmo condividerle; per questo ne prendiamo le distanze e ci dissociamo. Sena Civitas

MPS: UN PROGETTO CHE RAFFORZA SIENA E GUARDA AL FUTUROSena Civitas ha sostenuto fin dal primo momento la linea dell'Ammi...
21/08/2026

MPS: UN PROGETTO CHE RAFFORZA SIENA E GUARDA AL FUTURO
Sena Civitas ha sostenuto fin dal primo momento la linea dell'Amministratore Delegato Luigi Lovaglio e la capacità del Monte dei Paschi di proseguire autonomamente il proprio percorso di crescita.
Lo abbiamo fatto anche nei momenti più delicati, compresa la fase che precedette l'ultima assemblea di MPS, quando esprimemmo pubblicamente la nostra fiducia in Lovaglio e nella sua strategia. Una posizione che abbiamo successivamente confermato con chiarezza di fronte all'offerta di Intesa Sanpaolo.
Il progetto presentato oggi da MPS rafforza le ragioni di quella scelta.
Le offerte su Banco BPM e Banca Generali, insieme all'integrazione di Mediobanca, delineano infatti un progetto industriale di straordinaria rilevanza: un gruppo che, se le operazioni saranno portate a compimento, diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con circa 466 miliardi di euro di attivi e oltre 810 miliardi di attività finanziarie complessive.
Ma, al di là dei numeri, ciò che consideriamo particolarmente importante è il ruolo assegnato al Monte dei Paschi. MPS non sarebbe una banca destinata a perdere progressivamente autonomia, funzioni e identità all'interno di un gruppo più grande: diventerebbe invece il centro di un grande progetto di aggregazione finanziaria nazionale, preservando il proprio valore, il proprio marchio storico e le proprie radici territoriali. Il tutto garantendo un sano pluralismo concorrenziale nel sistema bancario nazionale.
È esattamente su questi aspetti che abbiamo richiamato l'attenzione in questi mesi, anche quando abbiamo avuto occasione di spiegare le ragioni della nostra posizione alla stampa nazionale e internazionale.
Per Siena questo significa molto. Significa vedere ulteriormente rafforzata la centralità della banca e, con essa, l'immagine di una città che può continuare ad essere sede e punto di riferimento di uno dei principali gruppi finanziari italiani.
Esprimiamo quindi piena fiducia nella capacità di Luigi Lovaglio e del management di MPS di portare avanti il progetto presentato, consapevoli naturalmente dei passaggi assembleari, regolamentari e di mercato ancora necessari.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato attribuire quanto sta accadendo soltanto al vertice della banca. Se oggi MPS può presentarsi al mercato con la forza necessaria per immaginare un'operazione di queste dimensioni, è anche grazie al lavoro compiuto in questi anni da tutti i dipendenti del Monte dei Paschi, che hanno attraversato momenti difficilissimi e hanno contribuito concretamente al risanamento, al rilancio e alla ritrovata credibilità della banca.
Oggi emerge la sostanza di MPS: la qualità della sua struttura, delle sue professionalità e di un patrimonio di competenze costruito nel tempo.
Abbiamo sempre sostenuto che la banca più antica del mondo non rappresentasse soltanto un valore storico da difendere, ma potesse avere ancora un grande futuro.
Il progetto presentato oggi indica che quel futuro può avere ancora Siena al centro.
Sena Civitas

Che cosa sta accadendo a Siena nei mesi del Palio?A Siena, luglio e agosto sono mesi particolari. La città si stringe at...
11/08/2026

Che cosa sta accadendo a Siena nei mesi del Palio?
A Siena, luglio e agosto sono mesi particolari. La città si stringe attorno ai propri rioni. Il Palio è il suo rito più profondo: un patrimonio storico, culturale e umano unico al mondo.
La storia della città ci insegna però che proprio in questo periodo, più volte, sono maturate decisioni destinate a incidere profondamente sul futuro di Siena. Non perché sia venuta meno l'attenzione di chi era chiamato a decidere, ma perché il dibattito pubblico e la partecipazione diffusa si concentravano inevitabilmente su ciò che rappresentava il cuore stesso dell'identità cittadina. E la storia ha dimostrato che alcune di quelle decisioni hanno avuto conseguenze gravissime per Siena.
Anche oggi siamo di fronte a passaggi importanti. Oltre alla vicenda che riguarda il Monte dei Paschi, sono in corso valutazioni sul futuro dell'area Beko, mentre proseguono i percorsi di sviluppo legati al Biotecnopolo, alla ricerca, all'intelligenza artificiale e alle collaborazioni tra università, imprese e centri di eccellenza.
Si tratta di processi diversi, ma accomunati da un elemento fondamentale: le scelte compiute in questi mesi potranno influenzare per molti anni il ruolo di Siena, la qualità della sua economia e le prospettive offerte alle nuove generazioni.
Sono in discussione alcune delle principali funzioni economiche, produttive e direzionali della città, che contribuiranno a definire ciò che Siena sarà in futuro.
È quindi naturale chiedersi quale modello di sviluppo si intenda costruire. Il turismo rappresenta una risorsa straordinaria, ma da solo non può essere sufficiente. Accanto a esso, Siena deve continuare a investire nelle università, nella sanità, nella ricerca, nell'innovazione, nella cultura e nelle infrastrutture, superando anche i limiti storici dei collegamenti stradali e ferroviari.
Il Monte dei Paschi, le università, il sistema sanitario, la Fondazione, il patrimonio culturale, le Contrade, le competenze e la reputazione internazionale della città rappresentano un patrimonio unico, che deve essere ricondotto a una visione comune.
Per questo motivo, è necessario indicare con chiarezza quale Siena si immagina per i prossimi decenni, con quali investimenti, quali opportunità per i giovani e quale equilibrio tra sviluppo economico, turismo e qualità della vita.
Perché la storia ci insegna che anche decisioni maturate nel giro di poche settimane possono incidere profondamente sul destino di un'intera comunità.
Sena Civitas - Pietraserena - Siena Si.cura

REPORTAGE SU MPS-INTESA DEL NEW YORK TIMES - Intervista al DG "Lovaglio" (traduzione in italiano - richiamata la posizio...
03/08/2026

REPORTAGE SU MPS-INTESA DEL NEW YORK TIMES - Intervista al DG "Lovaglio" (traduzione in italiano - richiamata la posizione di Sena Civitas)

PIANO URBANO DELLA NATURA: PIANTARE ALBERI ALLA LIZZA AREA PARCO GIOCHI DEI BIMBI E ALLA STAZIONE. Pietro Staderini - Se...
28/07/2026

PIANO URBANO DELLA NATURA: PIANTARE ALBERI ALLA LIZZA AREA PARCO GIOCHI DEI BIMBI E ALLA STAZIONE. Pietro Staderini - Sena Civitas
Prendo spunto dall'iniziativa dell'Amministrazione comunale e, nello specifico, dall'Assessorato all'Urbanistica guidato dall'Assessora Barbara Magi, Piano Urbano della Natura, "Il futuro verde di Siena inizia da te" che, alla luce dell'emergenza climatica, ha opportunamente posto l'attenzione sul valore delle aree verdi e sull'importanza degli alberi e della vegetazione per la qualità della vita nelle nostre città.
Considerando che i cambiamenti climatici stanno determinando estati sempre più calde, fenomeni meteorologici estremi e un progressivo peggioramento delle condizioni ambientali, ritengo fondamentale che ogni intervento urbanistico tenga conto della necessità di preservare e incrementare il patrimonio arboreo esistente.
Gli alberi rappresentano infatti un'infrastruttura naturale indispensabile: contribuiscono a mitigare le temperature, migliorano la qualità dell'aria, favoriscono la biodiversità, assorbono anidride carbonica e rendono gli spazi urbani più vivibili e accoglienti per cittadini e visitatori.
Per questo motivo è necessario che ogni progetto di trasformazione del territorio preveda, ove possibile, la tutela delle alberature esistenti e la messa a dimora di nuove essenze, privilegiando specie autoctone e adatte al contesto urbano. Investire nel verde non significa soltanto migliorare l'estetica della città, ma costruire un ambiente più sano, resiliente e sostenibile per le generazioni future.
Nella fattispecie, mi permetto di suggerire all'Assessorato di valutare uno studio finalizzato a realizzare un sistema di ombreggiamento dell'area giochi per bambini situata dietro la fontana de La Lizza. La scelta della soluzione tecnica più idonea spetta naturalmente agli uffici competenti, che potranno individuare l'intervento maggiormente compatibile con il contesto storico e paesaggistico. Tuttavia, ritengo che un'azione in tal senso sia ormai necessaria e urgente.
Nei mesi estivi, infatti, le elevate temperature e la totale esposizione al sole rendono i giochi inutilizzabili, privando bambini e famiglie di uno spazio pubblico importante per il gioco, la socializzazione e il tempo libero. Garantire aree ombreggiate significa non solo aumentare il comfort, ma anche tutelare la salute dei più piccoli, riducendo l'esposizione ai raggi solari e al calore eccessivo.
Un'altra area che necessita di un intervento significativo è Piazzale Rosselli alla Stazione ferroviaria. Oggi questo spazio, caratterizzato da vaste superfici piastrellate e pavimentate, durante l'estate si trasforma in una vera e propria "isola di calore", con temperature particolarmente elevate che rendono impossibile la permanenza sia dei cittadini sia dei numerosi visitatori che arrivano in città attraverso la stazione ferroviaria.
Una progettazione che preveda la piantumazione di alberi ad alto fusto, compatibilmente con le esigenze di viabilità, rappresenterebbe un investimento di grande valore ambientale e urbano. Gli alberi offrirebbero ombra naturale, contribuirebbero ad abbassare la temperatura dell'area, migliorerebbero la qualità dell'aria e renderebbero 0più gradevole uno dei principali punti di accesso alla città.
Piazzale Rosselli costituisce, infatti, il primo luogo che molti turisti vedono appena arrivati a Siena. Presentarsi con uno spazio più verde, accogliente e vivibile significherebbe offrire fin dal primo impatto un'immagine di una città attenta alla sostenibilità, alla qualità urbana e al benessere delle persone. Un intervento di questo tipo rappresenterebbe non soltanto una risposta concreta agli effetti dei cambiamenti climatici, ma anche un importante elemento di valorizzazione dell'ingresso alla città.
L'auspicio è che queste proposte possano essere prese in considerazione nell'ambito della pianificazione del verde urbano, affinché Siena continui a coniugare la tutela del proprio straordinario patrimonio storico con una crescente attenzione alla qualità ambientale e alla vivibilità degli spazi pubblici.
Pietro Staderini - Sena Civitas

SIENA IN TAVOLA: presentata un'interrogazione.Si ricorda che fu respinta la nostra mozione che proponeva la consegna dei...
10/07/2026

SIENA IN TAVOLA: presentata un'interrogazione.
Si ricorda che fu respinta la nostra mozione che proponeva la consegna dei pasti agli anziani fragili al solo prezzo complessivo di costo, quindi senza alcun onere per ASP e Comune e con accesso aperto a tutti, senza criteri ISEE, proprio perché il costo del servizio sarebbe stato comunque inferiore, grazie alle economie di scala, a quello che ogni singolo cittadino avrebbe sostenuto autonomamente.
La finalità era favorire la permanenza degli anziani nella propria abitazione, ritardando, ove possibile, il ricorso a strutture residenziali.
L'interrogazione è finalizzata a comprendere se il nuovo servizio abbia mantenuto quello spirito di puro welfare che caratterizzava la nostra proposta (respinta da buona parte della maggioranza e dell'opposizione) oppure se sia divenuto un'operazione con finalità economiche, anche in considerazione della situazione di bilancio dell'ASP, verificando quindi se sui pasti destinati agli anziani fragili vengano applicati margini o utili.
Sena Civitas

P.S.Di seguito all'interrogazione in testo della mozione respinta mesi fa.

INTERROGAZIONE:
La sottoscritta Consigliera Capogruppo del gruppo consiliare Sena Civitas Parri Chiara presenta la seguente interrogazione in merito al “Servizio sperimentale denominato Siena in Tavola”
PREMESSO CHE
-La stampa locale ha dato notizia dell'avvio del servizio sperimentale "Siena in Tavola", promosso da ASP Città di Siena, per la consegna a domicilio dei pasti preparati dal Centro Cottura Campansi;
-il Consiglio comunale ha respinto nei mesi scorsi una mozione che proponeva un analogo servizio di consegna dei pasti a domicilio agli anziani fragili, senza alcun onere per il Comune e per ASP, con il pagamento da parte dell'utente del solo prezzo di costo e con accesso basato esclusivamente sulla condizione di fragilità, senza ricorso al modello ISEE, proprio per favorire la permanenza delle persone nella propria abitazione e prevenire, ove possibile, il ricorso a strutture residenziali pubbliche o convenzionate;
-in risposta alla successiva interrogazione consiliare di Sena Civitas del 17/10/2026 sui costi della mensa centralizzata, ASP Città di Siena ha trasmesso una relazione ufficiale dalla quale risulta, tra l'altro, un costo medio effettivo di produzione del pasto pari a € 4,80, precisando inoltre che per il Comune di Siena non viene applicato alcun margine operativo aggiuntivo rispetto ai costi effettivi, documentazione che si allega alla presente interrogazione;
INTERROGA
il sindaco o l’Assessore competente per sapere:
-quale sia il costo del pasto posto a carico dell'utente;
-se tale importo corrisponda esclusivamente al prezzo di costo oppure comprenda maggiorazioni, quote aggiuntive o altri oneri;
-quali siano i criteri utilizzati per la determinazione della tariffa;
-quali siano i requisiti di accesso al servizio; se siano previsti limiti di età, condizioni sanitarie, sociali o altri requisiti specifici;
-se sia richiesta la presentazione del modello ISEE e, in caso affermativo, quali siano le soglie previste;
-se siano previste agevolazioni economiche, riduzioni tariffarie o esenzioni e con quali criteri vengano concesse;
-chi sostenga il costo della consegna a domicilio e con quali risorse economiche;
-quale sia il numero massimo di utenti previsto nella fase sperimentale e quali siano i criteri di selezione qualora le richieste superino la disponibilità del servizio;
-quale sia la durata della sperimentazione e quali parametri saranno utilizzati per valutarne l'efficacia;
-se, in caso di esito positivo, l'Amministrazione intenda rendere il servizio strutturale ed eventualmente estenderlo ad altre categorie di cittadini fragili;
-quale sia il costo complessivo della sperimentazione e se siano previsti contributi pubblici, finanziamenti esterni o risorse proprie di ASP o del Comune per la sua realizzazione;
-se il servizio sperimentale "Siena in Tavola" sia stato elaborato tenendo conto delle valutazioni tecniche già espresse da ASP nella risposta all'interrogazione consiliare sopra richiamata e, in caso affermativo, per quali ragioni siano state adottate modalità di accesso e tariffarie eventualmente diverse da quelle prospettate nella mozione discussa dal Consiglio comunale.
Siena, 09 luglio 2026
-F.to CHIARA PARRI

Testo Mozione respinta :

MOZIONE per l’estensione del servizio di mensa a favore degli anziani soli e/o bisognosi di cure a prezzi di costo (a domicilio).

PREMESSO CHE:

- Il Comune di Siena, ai sensi dell’art. 1 dello Statuto, riconosce la centralità della persona e il diritto alla salute e al benessere, con particolare attenzione alle fasce più deboli, tra cui gli anziani in condizioni di fragilità;

- L’ASP Città di Siena, ente strumentale del Comune, gestisce la cucina centralizzata, garantendo la preparazione di pasti equilibrati secondo le linee guida nutrizionali regionali;

- La struttura ha possibili potenzialità logistiche e organizzative per ampliare la produzione e destinare parte dei pasti anche a cittadini anziani in stato di bisogno, residenti in abitazioni private, senza compromettere la qualità del servizio attuale;

- In molti comuni italiani, indipendentemente dall’orientamento politico, si stanno attivando iniziative che prevedono l’erogazione di pasti a favore degli anziani a prezzi di costo;

- La distribuzione potrebbe essere organizzata in collaborazione con enti del terzo settore già attivi nel territorio



IL CONSIGLIO COMUNALE

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:



- Valutare la fattibilità tecnica e organizzativa dell’estensione del servizio mensa, gestito dall’ASP Città di Siena, per la fornitura di pasti a prezzi di costo (comprensivi di ogni onere), agli anziani bisognosi che vivono nelle loro abitazioni;

- Istituire un tavolo di coordinamento con l’ASP, Società della Salute Senese e le realtà del terzo settore per:

a) definire i criteri di accesso, "non legati comunque al reddito ma allo stato di fragilità e di bisogno";

b) individuare la possibile logistica di distribuzione;

c) progettare un piano di avvio sperimentale;

d) ricercare eventuali forme di sostegno per calmierare i costi effettivi (fondi regionali per il sostegno alla domiciliarità, bandi europei o PNRR dedicati all’inclusione, sponsorizzazioni etiche ecc);

e) valutare l’integrazione del servizio con altri strumenti di sostegno alla domiciliarità, in sinergia con l’Azienda USL Toscana Sud Est ecc;

Siena, 02 Settembre 2025
F.to CHIARA PARRI

Indirizzo

Via Cecco Angiolieri 25
Siena
53100

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