18/09/2026
SIENA, UNA PAGINA DI CUI VERGOGNARSI
La grazia è una prerogativa costituzionale e può rispondere, in casi eccezionali, a ragioni di clemenza e umanità.
Ma qui si sta guardando un altro film.
Qui si sta parlando di Mario Roggero: condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo, colpendoli alle spalle mentre fuggivano.
Qui, oggi, il Consiglio comunale ha approvato un atto che impegna ufficialmente la Sindaca e la Giunta a sostenere, a nome del Comune di Siena, la concessione della grazia e a trasmettere quella posizione al Presidente della Repubblica.
Si è superato un confine invalicabile.
Perché sostenere istituzionalmente questa grazia significa attribuire un valore pubblico e politico a una vicenda che tocca il principio stesso per cui la giustizia appartiene allo Stato e non può mai essere sostituita dalla vendetta privata.
È quella cultura della “giustizia fai da te” che riteniamo incompatibile con uno Stato di diritto.
E qui, oggi, quella cultura non è rimasta uno slogan: è entrata in un atto ufficiale del Comune di Siena.
Perfino una parte della stessa maggioranza si è vergognata di votarla: una porcheria talmente grossa che, evidentemente, è risultata motivo di raccapriccio tra le file degli stessi proponenti.
E quell’atto arriverà al Presidente della Repubblica con il nome della nostra città.
VERGOGNA!