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📅 15 GIUGNO 2026🕕 Ore 18.00📍 Circolo Arci dei Pispini – SienaCONTRO IL DDL CACCIACUSTODIRE IL TERRITORIO, IMMAGINARE IL ...
09/06/2026

📅 15 GIUGNO 2026
🕕 Ore 18.00
📍 Circolo Arci dei Pispini – Siena

CONTRO IL DDL CACCIA

CUSTODIRE IL TERRITORIO, IMMAGINARE IL DOMANI

Il disegno di legge sulla caccia voluto dal Governo Meloni rappresenta un grave passo indietro nella tutela della fauna selvatica, della biodiversità e del patrimonio naturale del nostro Paese.

Dobbiamo fermarlo e ne parleremo insieme al senatore Silvio Franceschelli, che sta seguendo da vicino l'iter del provvedimento in Parlamento.

L'incontro sarà introdotto da Rossana Salluce, segretaria dell'Unione Comunale del Partito Democratico di Siena.

Ma questa sarà anche l'occasione per allargare lo sguardo e affrontare una questione più grande.

Parlare di ambiente oggi significa parlare di crisi climatica, consumo di suolo, tutela del paesaggio, agricoltura sostenibile, energie rinnovabili, qualità della vita nelle città e nelle aree interne. Significa discutere del futuro che vogliamo lasciare alle nuove generazioni.

Per questo promuoviamo un incontro pubblico che, partendo dall'opposizione al DDL Caccia, vuole aprire una riflessione più generale sul ruolo dell'ambientalismo nel XXI secolo e sulle politiche necessarie per costruire un modello di sviluppo più giusto, sostenibile e rispettoso del vivente.

Un'occasione di confronto aperta a iscritte e iscritti, simpatizzanti, associazioni e a tutte le cittadine e i cittadini interessati.

Difendere la natura non significa soltanto fermare una cattiva legge. Significa scegliere quale futuro vogliamo costruire.

È IL MOMENTO DELL'UNITÀ: in gioco il futuro della nostra comunità.Le notizie e le indiscrezioni che si susseguono sul fu...
09/06/2026

È IL MOMENTO DELL'UNITÀ: in gioco il futuro della nostra comunità.

Le notizie e le indiscrezioni che si susseguono sul futuro del Monte dei Paschi di Siena e sulle possibili operazioni di aggregazione nel sistema bancario italiano impongono una riflessione seria e una presa di posizione chiara da parte di tutte le istituzioni cittadine e regionali.

Dopo anni di interventi pubblici e di risorse stanziate per il risanamento della banca, con lo Stato impegnato a garantirne la stabilità e la sana gestione, Siena intravedeva finalmente la possibilità di tornare a beneficiare del ruolo strategico di Monte dei Paschi. Una prospettiva che oggi rischia purtroppo di essere nuovamente rimessa in discussione.

Per il Partito Democratico di Siena è necessario sostenere, e sosterremo con convinzione, ogni iniziativa volta a mantenere a Siena il centro direzionale e strategico della banca e a preservarne l’integrità della rete commerciale. Si tratta di tutelare non solo una storia che appartiene all’identità della nostra comunità, ma anche migliaia di lavoratrici e lavoratori, clienti, piccole imprese e professionalità che costituiscono il patrimonio umano e operativo della banca. In gioco ci sono occupazione qualificata, competenze, indotto economico e capacità decisionale, elementi essenziali per il futuro del territorio. Un ulteriore progressivo svuotamento della presenza della banca a Siena avrebbe conseguenze pesanti per l'economia locale, il tessuto sociale e le prospettive di sviluppo dell'intero territorio.

Di fronte a uno scenario che potrebbe incidere in modo significativo sugli assetti del sistema bancario nazionale e sul ruolo di Siena al suo interno, appare necessario attivare tempestivamente un confronto che porti alla massima collaborazione con tutti i soggetti coinvolti: le istituzioni tutte, le rappresentanze economiche e sociali e le forze politiche del territorio.

“La finalità deve essere quella di garantire la massima trasparenza alla comunità locale, ai dipendenti, ai clienti e agli azionisti.” esplicita la Segretaria Rossana Salluce.

In questo quadro, il Partito Democratico di Siena conferma sin d'ora la propria disponibilità a collaborare con l'Amministrazione comunale e con tutte le istituzioni interessate per sostenere ogni iniziativa utile alla tutela degli interessi della città, dei lavoratori e dei clienti.

Non possiamo e non vogliamo, come comunità tutta, essere semplici spettatori di processi che riguardano il nostro futuro.

Su una questione di tale rilevanza è necessario costruire il più ampio consenso possibile, mettendo al centro la difesa del lavoro, delle competenze, del ruolo della città e del valore che il Monte dei Paschi continua a rappresentare per l'intera comunità.

Nonostante le crescenti contestazioni da parte di docenti, studenti e famiglie, il Governo Meloni e il ministro Valditar...
08/06/2026

Nonostante le crescenti contestazioni da parte di docenti, studenti e famiglie, il Governo Meloni e il ministro Valditara sembrano intenzionati a non fare alcun passo indietro sulla riforma degli istituti tecnici.
La riforma prevede una profonda revisione degli istituti tecnici, con una maggiore integrazione tra scuola, imprese, ITS Academy e università, una revisione dei curricoli sulla base dei fabbisogni espressi dal sistema produttivo e un rafforzamento dei percorsi di formazione in azienda e dell'orientamento al lavoro. Inoltre, punta a estendere il modello della filiera tecnologico-professionale con percorsi quadriennali che consentano di conseguire il diploma in quattro anni anziché cinque.
Dietro la promessa di una scuola più vicina al mondo del lavoro, emergono però criticità profonde. La riduzione della durata del percorso scolastico e la conseguente rimodulazione degli orari rischiano di comprimere ulteriormente gli spazi dedicati alle discipline culturali e formative non strettamente tecniche. Meno ore per alcune materie significano meno strumenti per sviluppare spirito critico, capacità di analisi, consapevolezza civica e una preparazione completa, elementi indispensabili per affrontare le sfide del futuro.
Ma c'è un altro aspetto che non può essere ignorato: ridurre la durata dei percorsi e il monte ore complessivo significa anche mettere a rischio posti di lavoro nella scuola. Dietro ogni taglio di ore ci sono docenti, personale e professionalità che potrebbero vedere ridotte le proprie opportunità occupazionali. Una riforma che rischia quindi di impoverire contemporaneamente la qualità della formazione degli studenti e le prospettive lavorative di chi nella scuola opera ogni giorno.
Da tutta Italia si alza una protesta forte contro una riforma costruita senza un adeguato confronto con docenti, studenti, famiglie e organizzazioni sindacali. Chi vive ogni giorno le aule e i laboratori chiede ascolto e partecipazione, non decisioni calate dall'alto.
Esprimiamo piena solidarietà ai professori che si stanno mobilitando e alle famiglie che chiedono di essere ascoltate. Gli istituti tecnici hanno bisogno di investimenti, laboratori moderni, innovazione, sicurezza e valorizzazione del personale. Non di interventi che rischiano di trasformare la scuola in un semplice strumento al servizio delle esigenze immediate del mercato.
Per questo crediamo che sia necessario mobilitarsi. Difendere la scuola pubblica significa difendere il futuro dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, ma anche il lavoro e la dignità di chi ogni giorno garantisce il funzionamento del sistema educativo.
Noi siamo al fianco di chi difende una scuola pubblica, democratica e partecipata. La scuola non può essere governata senza ascoltare la comunità educante. Il futuro dei giovani e il lavoro di migliaia di persone meritano rispetto, confronto e investimenti veri.

ALTRI 14 MILIARDI DALL’EUROPA PER FARE QUELLO CHE LA DESTRA NON VUOLE FAREI membri del Governo, come al solito, o non ha...
07/06/2026

ALTRI 14 MILIARDI DALL’EUROPA PER FARE QUELLO CHE LA DESTRA NON VUOLE FARE

I membri del Governo, come al solito, o non hanno capito — e non ci sorprenderebbe — oppure stanno prendendo in giro gli italiani per l’ennesima volta.

Chiariamo subito una cosa: l'Europa non ha regalato all'Italia 14 miliardi di euro.

La Commissione europea ha concesso al nostro Paese una maggiore flessibilità nei conti pubblici, autorizzando il Governo a fare fino a 14 miliardi di euro di deficit in più nei prossimi tre anni, pari allo 0,6% del PIL. In altre parole, ha concesso all'Italia più margini di spesa.

Ma c'è una condizione precisa: quelle risorse devono servire a rafforzare la sicurezza energetica del Paese. Tradotto ancora più semplicemente: investimenti nelle energie rinnovabili, nell'efficienza energetica e nella transizione ecologica.

Lo spazio di spesa ottenuto dal Governo, quindi, dovrebbe essere utilizzato proprio per quelle politiche che Fratelli d'Italia e i suoi alleati combattono sistematicamente a Bruxelles, dove passano il tempo a minimizzare il cambiamento climatico, ostacolare il Green Deal europeo e rallentare il percorso verso l'autonomia energetica costruita sulle fonti rinnovabili.

C'è di più.

Quegli investimenti dovrebbero essere aggiuntivi rispetto a quelli che il Governo avrebbe già dovuto programmare. Ma quali sarebbero le politiche verdi che l'esecutivo ha realmente messo in campo? Nel bilancio dello Stato non si vedono investimenti significativi sulla mobilità sostenibile, sulla transizione energetica o sulla decarbonizzazione dell'economia. Del resto stiamo parlando degli stessi obiettivi che Giorgia Meloni si impegna a contrastare ogni volta che si presenta ai tavoli europei.

Il rischio, dunque, è evidente: ottenere dall'Europa margini di deficit destinati formalmente alla sicurezza energetica e utilizzare poi, nei fatti, quello spazio per altre finalità.
Meloni attacca Bruxelles quando le conviene, ma corre a chiedere aiuto quando servono risorse.
Un danno doppio: alla credibilità internazionale dell'Italia e ai conti pubblici, perché il prezzo del maggiore deficit lo pagherà chi verrà dopo di loro. Come il danno alla credibilità internazionale, del resto.

COMUNICAZIONEPer sopraggiunti motivi di salute dell'on. Cecilia D'Elia, intervenuti all'ultimo momento, l'incontro previ...
06/06/2026

COMUNICAZIONE

Per sopraggiunti motivi di salute dell'on. Cecilia D'Elia, intervenuti all'ultimo momento, l'incontro previsto per questo pomeriggio è rinviato a data da destinarsi.

All'on. D'Elia rivolgiamo i nostri migliori auguri di pronta guarigione.

La nuova data dell'iniziativa sarà comunicata non appena possibile. Ci scusiamo per il disagio e ringraziamo tutte e tutti per la comprensione.

MENO PROPAGANDA E PIÙ SICUREZZA: SIGNORA SINDACA, CHIEDA AI SUOI ALLEATI DI GOVERNO IL RIPRISTINO INTEGRALE DEGLI ORGANI...
05/06/2026

MENO PROPAGANDA E PIÙ SICUREZZA: SIGNORA SINDACA, CHIEDA AI SUOI ALLEATI DI GOVERNO IL RIPRISTINO INTEGRALE DEGLI ORGANICI DELLE FORZE DELL'ORDINE

Basta propaganda! La sicurezza non si costruisce rispolverando deleghe vacanti da mesi per andare sui giornali al momento giusto. Si costruisce garantendo la presenza delle forze dell'ordine sul territorio, investendo nella cura della città, nei servizi, nella coesione sociale e nella prevenzione.

Se davvero la maggioranza ritiene che la sicurezza sia una priorità, invece di moltiplicare gli incarichi dovrebbe per prima cosa rivolgersi ai propri alleati a Roma e pretendere ciò che da anni chiedono le organizzazioni sindacali di categoria: il ripristino integrale degli organici delle forze dell'ordine.
Basta propaganda. Basta!

Con l'approvazione definitiva del ddl Valditara sul cosiddetto "consenso informato" per le attività scolastiche, il Gove...
05/06/2026

Con l'approvazione definitiva del ddl Valditara sul cosiddetto "consenso informato" per le attività scolastiche, il Governo compie un passo indietro sul terreno dell'educazione e della prevenzione.
Il provvedimento prevede che le scuole debbano informare preventivamente le famiglie sui contenuti, le finalità e i soggetti coinvolti nelle attività extracurriculari che affrontano temi legati alla sessualità, all'affettività e alle relazioni, raccogliendo il consenso esplicito dei genitori per la partecipazione degli studenti. Una misura presentata come strumento di trasparenza e tutela delle famiglie, ma che rischia di trasformare percorsi educativi fondamentali in un terreno di sospetto e di ostacolare iniziative indispensabili per la crescita delle ragazze e dei ragazzi.
Parlare a scuola di affettività, rispetto, consenso, parità tra donne e uomini, contrasto agli stereotipi e alla violenza non significa imporre un'ideologia. Significa fornire strumenti di conoscenza, consapevolezza e libertà alle nuove generazioni.
La scuola pubblica deve restare un luogo aperto, capace di educare al rispetto delle differenze, alla responsabilità nelle relazioni e al riconoscimento dei diritti di tutte e tutti. Perché il silenzio non protegge: lascia spazio a pregiudizi, discriminazioni e modelli culturali che alimentano la violenza.
L'educazione sessuo-affettiva è uno strumento fondamentale di prevenzione, riconosciuto in gran parte d'Europa. Investire nell'educazione significa investire nella libertà, nell'autonomia e nella sicurezza delle ragazze e dei ragazzi.
Noi continuiamo a credere in una scuola che formi cittadine e cittadini consapevoli, liberi e rispettosi. Perché il rispetto si insegna. La parità si costruisce. E la violenza si previene anche attraverso l'educazione.

Vi aspettiamo!
05/06/2026

Vi aspettiamo!

Continuiamo a mettere al centro le nuove generazioni con una proposta concreta e ambiziosa: la legge  , presentata da Ma...
04/06/2026

Continuiamo a mettere al centro le nuove generazioni con una proposta concreta e ambiziosa: la legge , presentata da Marco Sarracino insieme alla Segretaria Elly Schlein, alla senatrice Cecilia D'Elia, alla Segretaria dei Giovani Democratici Virginia Libero e alle associazioni impegnate sul tema dello spopolamento e della mobilità giovanile.

Una proposta che affronta una delle emergenze più gravi del Paese: migliaia di ragazze e ragazzi costretti a lasciare la propria terra per trovare altrove opportunità di studio, lavoro e realizzazione personale.

La legge prevede misure per aumentare salari e occupazione, sostenere le imprese innovative, rafforzare i servizi nei piccoli comuni e nelle aree interne, favorire l'accesso alla casa e creare strumenti concreti per il rientro di chi è partito. Tra gli interventi anche il sostegno alla mobilità e al ritorno a casa degli studenti fuorisede.

È una proposta che nasce dall'ascolto dei territori e delle nuove generazioni e che prova a dare una risposta concreta a chi vuole costruire il proprio futuro senza essere costretto ad abbandonare la propria comunità.

Perché un Paese che perde i suoi giovani perde il suo futuro. E il Partito Democratico sceglie di investire proprio su quel futuro.

Sabato prossimo parleremo anche di questo con la senatrice Cecilia D'Elia, nostra ospite al Circolo Ai Pispini. Vi aspettiamo.

UN COLPO DI MANO BLOCCA LA MOZIONE UNITARIA DELLE OPPOSIZIONILa destra rinvia il voto sulla mozione unitaria delle oppos...
04/06/2026

UN COLPO DI MANO BLOCCA LA MOZIONE UNITARIA DELLE OPPOSIZIONI

La destra rinvia il voto sulla mozione unitaria delle opposizioni sulle spese militari e sugli impegni assunti dal Governo in sede Nato.

Un passaggio politico importante: un testo comune costruito da Pd, M5S, Avs e Iv che chiede di ridiscutere l'obiettivo del 5% del PIL destinato alla spesa militare e di concentrare maggiori risorse su sanità, famiglie, imprese e contrasto alla povertà.

Perché rinviare il voto all'ultimo momento, cambiando l'ordine dei lavori della Camera?

Perché un tema, che per mesi è stato raccontato come il simbolo delle divisioni dell'opposizione, divide in realtà, e molto di più, la stessa maggioranza. Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno posizioni diverse su Europa, difesa comune e riarmo. Discutere e votare quella mozione avrebbe mostrato contemporaneamente il primo importante punto di convergenza delle opposizioni e tutte le contraddizioni del centrodestra.

Così, ancora una volta, invece di affrontare il confronto parlamentare, la maggioranza decide di spostarlo.

Ancora una volta il Parlamento viene piegato alle convenienze del Governo e della maggioranza.

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