08/09/2026
LA DEMOCRAZIA NON SI ABBATTE IN UNA NOTTE
È arrivato il momento di smettere di chiamare “segnali” quello che abbiamo davanti.
In Sassonia-Anhalt l’AfD (cioè l'estrema destra) è arrivata quasi al 44%. La CDU (destra conservatrice) è crollata al 17%.
Non stiamo più parlando di una frangia estremista ai margini del sistema. Stiamo parlando di un’estrema destra che si prepara al potere nel cuore dell’Europa.
E i democratici dormono.
Peggio: molti ne adottano il linguaggio, le paure, le ossessioni, sperando così di recuperarne gli elettori. È ciò che la Germania dovrebbe averci appena insegnato a non fare.
E in Italia?
Vannacci sfiora l’8%, evoca la Decima Mas, parla apertamente di “remigrazione” e rappresenta ormai un problema elettorale serio per la destra di governo.
Il meccanismo non deve ancora cominciare. È già in atto da anni.
Sui migranti, sulla sicurezza, sui diritti, sulle garanzie, il confine di ciò che è considerato accettabile si è già spostato. Parole che ieri sarebbero state irricevibili sono diventate linguaggio politico corrente; idee che sembravano estreme sono entrate nel dibattito pubblico e poi nelle scelte di governo.
Il punto, dunque, non è se Meloni inseguirà Vannacci. È quanto ancora riterrà utile spostarsi verso destra per non perderne gli elettori.
Ed è così che funziona: ciò che ieri era indicibile diventa slogan, poi proposta politica, poi legge. E ogni volta il limite successivo sembra un po’ meno inaccettabile.
Basterebbe aver studiato un po’ di storia per riconoscerlo.
Ma davvero non vediamo quello che sta accadendo?
Possibile che, ancora una volta, i democratici dormano?
La democrazia non non sempre viene abbattuta in una notte con un colpo di stato.
Può essere svuotata lentamente. Un diritto alla volta. Una garanzia alla volta. Una parola alla volta.
Finché ci si abitua anche all’inaccettabile.
Questo è il pericolo più grande: accorgersene quando sarà troppo tardi.
La Germania ha appena fatto suonare la sveglia.
SVEGLIAMOCI!