Partito della Rifondazione Comunista Sezione Signa San mauro

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22/08/2026

BOSCO OSPIZIO: FERMIAMO IL CONSUMO DI SUOLO

Bosco Ospizio, Rifondazione Comunista Emilia-Romagna e Reggio Emilia: la politica torni a difendere l'interesse pubblico
La vicenda del Bosco Ospizio è rivelatrice delle non-politiche che da troppo tempo caratterizzano le amministrazioni pubbliche, ovvero strategie aziendali che finiscono per determinare le scelte urbanistiche delle città. È il caso del Bosco Ospizio, che mette in evidenza la crescente dipendenza delle istituzioni dagli interessi dei grandi soggetti privati.

Le opere di pubblica utilità vengono sempre più spesso subordinate agli investimenti delle aziende, che, in cambio della possibilità di costruire e consumare suolo, concedono "compensazioni" come biblioteche, case della comunità o piste ciclabili. È un meccanismo perverso che rende la politica subalterna agli interessi privati e trasforma la programmazione del territorio in una continua trattativa, dove l'interesse generale finisce in secondo piano.

Se tra gli anni ‘90 e i primi 2000 la cementificazione incontrollata era alimentata dagli oneri di urbanizzazione - divenuti una delle principali entrate dei bilanci comunali impoveriti dai vincoli imposti dall'austerità europea - oggi, con nuovi sacrifici giustificati dalle politiche di guerra e riarmo, siamo passati a uno scambio altrettanto iniquo tra consumo di suolo e realizzazione di opere pubbliche. Cambiano le forme, ma non la sostanza: la politica continua a rinunciare al proprio ruolo di governo del territorio, lasciando che siano le convenienze economiche a decidere il futuro delle città.

D'altronde veniamo da decenni di amministratori formati dentro la cultura neoliberista, convinti che il loro compito principale sia creare un ambiente favorevole ai capitali. Per questo, quando si parla di "marketing territoriale" o di "rigenerazione urbana", è necessario guardare oltre gli slogan: troppo spesso queste espressioni vengono utilizzate per rendere accettabili operazioni che comportano nuovo consumo di suolo e nuove forme di speculazione.

Ma la vicenda Bosco Ospizio ci dice anche qualcosa di più profondo. In un tempo segnato dalla crisi climatica, continuare a consumare suolo significa perseverare in un modello di sviluppo che non è più sostenibile. Ogni bosco urbano rappresenta un patrimonio ecologico insostituibile: assorbe CO₂, mitiga il caldo, tutela la biodiversità e migliora la qualità della vita delle persone. Sono funzioni che non possono essere compensate.

Per questo chi sta difendendo il Bosco Ospizio richiama la politica alle proprie responsabilità affermando una verità semplice: oggi l'interesse pubblico coincide sempre di più con la tutela degli ecosistemi e con la salvaguardia del suolo. Le istituzioni dovrebbero ascoltare questa mobilitazione, non considerarla un problema di ordine pubblico.

Rifondazione Comunista Emilia-Romagna e Reggio Emilia esprimono la propria piena solidarietà al presidio permanente e a tutte le persone impegnate nella difesa del Bosco Ospizio. Allo stesso tempo chiediamo al Sindaco e alla giunta di Reggio Emilia di scegliere da che parte stare: dalla tutela del territorio e dell'interesse collettivo o dagli interessi della grande distribuzione. C'è ancora il tempo per fermare un progetto sbagliato e aprire un confronto vero con la città. A Conad chiediamo di ritirare la querela presentata contro ignoti in relazione ai fatti che hanno impedito l'avvio dei lavori. Criminalizzare una mobilitazione civile e partecipata non contribuisce a risolvere il conflitto.

Eliana Ferrari e Stefano Grondona
Segretaria e segretario Rifondazione Comunista Emilia-Romagna

Luca Grasselli e Alberto Montelaghi
Segreteria Rifondazione Comunista Reggio Emilia

Prc Reggio Emilia

🌹Il 𝟐𝟑 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟏𝟗𝟐𝟕 nel penitenziario statunitense di Charlestown vengono giustiziati due innocenti, 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐜𝐜𝐨 e 𝐁𝐚𝐫𝐭𝐨...
22/08/2026

🌹Il 𝟐𝟑 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟏𝟗𝟐𝟕 nel penitenziario statunitense di Charlestown vengono giustiziati due innocenti, 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐜𝐜𝐨 e 𝐁𝐚𝐫𝐭𝐨𝐥𝐨𝐦𝐞𝐨 𝐕𝐚𝐧𝐳𝐞𝐭𝐭𝐢.
La loro vera colpa? Essere anarchici e italiani. Il discorso alla giuria di Vanzetti è lungo, lucido ed è una denuncia forte e appassionata, da leggere e rileggere. Un piccolo e significativo estratto:
"Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra, non augurerei a nessuna di queste creature ciò che ho dovuto soffrire per cose di cui non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui sono colpevole. Sto soffrendo perché sono un anarchico, e davvero io sono un anarchico; ho sofferto perché ero un italiano, e davvero io sono un italiano...”
La storia di Sacco e Vanzetti, simbolo della lotta per i diritti umani e contro la pena di morte, diventa un film, “Sacco e Vanzetti”, nel 1971, regia di Giuliano Montaldo, con un grande Gian Maria Volonté, indimenticabile proprio il monologo di Vanzetti e le musiche di Ennio Morricone, “Here’s to You”, arricchita poi dalle parole di Joan Baez e cantata in italiano da Gianni Morandi, una ballata bellissima in tutte le versioni.

SARA CURTIS E I PATRIDIOTI (Pubblicato il 23 maggio 2025. Sempre valido. Ora più che mai)ITALIOTISara Curtis si sfoga: ....
15/08/2026

SARA CURTIS E I PATRIDIOTI
(Pubblicato il 23 maggio 2025. Sempre valido. Ora più che mai)
ITALIOTI
Sara Curtis si sfoga: .
Le sue parole rivelano la violenza meschina di chi non accetta che l’identità sia plurale, meticcia, vitale. A voi, fottuti italioti, segugi del sangue puro, che misurate la patria a colpi di albero genealogico e cromosomi, viene da chiedere: ma lo specchio, la mattina, non vi sputa in faccia?
Siete italiani semplicemente perché avete avuto il c**o - o la sfiga, a seconda dei punti di vista - di nascere sul suolo italiano. Punto. Non avete fatto nulla per meritarvelo, non avete scritto Costituzioni o liberato città.
È stata una casualità geografica, come nascere con gli occhi marroni o essere allergici al polline. Eppure parlate come se l’Italia fosse una vostra proprietà privata, come se il tricolore fosse una seconda pelle. Ma l’Italia non è vostra. Non lo è mai stata. L’Italia appartiene a chi la abita, a chi la cambia con fatica, mani sporche e testa alta.
Siete nati qui, punto. Ma vi comportate come se quella che chiamate Patria fosse un condominio vostro, con le chiavi in tasca e il diritto di cacciare chi non vi somiglia. Casualità, sì. Voi siete italiani per caso. E mentre contate le “gocce di Nigeria” nel sangue di una ragazza, di una campionessa, lei vi lascia indietro, ad annaspare nel fango della vostra miseria morale. E vi fa paura perché corre più veloce della vostra inutilità.

Esprimo con profondo disappunto e amarezza la mia posizione riguardo all’iniziativa “Flottiglia e Territorio” prevista p...
30/06/2026

Esprimo con profondo disappunto e amarezza la mia posizione riguardo all’iniziativa “Flottiglia e Territorio” prevista per oggi al Circolo Stella Rossa di Signa, promossa da Antonella Bundu e Dimitri Palagi. Nonostante le buone intenzioni dichiarate, l’evento ha suscitato forte disagio nella nostra sezione in particolare, a causa delle modalità con cui è stato organizzato e delle scelte deliberate durante la fase preparatoria. Un punto che ritengo imprescindibile sottolineare è infatti la totale mancata condivisione e comunicazione: non siamo stati invitati né informati direttamente; abbiamo appreso dell’iniziativa esclusivamente attraverso i social , rimanendo così esclusi da un momento potenzialmente importante per il nostro territorio.

Inoltre, è doveroso evidenziare che l’idea e la promozione dell’evento sono state affidate a Carla Pieraccini, militante del partito AVS, e a una giovane attivista recentemente fuoriuscita dal Partito Democratico di Signa. Questa composizione avrebbe potuto rappresentare un’opportunità preziosa di arricchimento e confronto costruttivo tra diverse realtà politiche. Purtroppo, si è trasformata in un’occasione di esclusione netta e decisa dei compagni e delle compagne di Rifondazione Comunista locale e dei circoli storici che da sempre incarnano un fondamento politico, culturale e sociale insostituibile per la nostra area.

La mancata inclusione di queste realtà non è solo un grave errore , ma anche un segno di disattenzione verso chi, sul territorio, costituisce un autentico patrimonio di militanza, coerenza e impegno politico quotidiano. Rivolgo in particolare ad Antonella Bundu un richiamo forte e sincero: la visibilità pubblica e il ruolo che oggi ricopre sono il risultato di anni di dedizione collettiva, di sostegno reciproco e di partecipazione attiva da parte dei militanti della base del nostro partito, non possono essere considerati meri frutti di singole iniziative o posizioni parziali

FONTANI ENRICO

10/06/2026
IL GAZEBO ROSSO VI ASPETTA! OGGI DALLE ORE 9 ALLE ORE 12 - PRESSO PIAZZA STAZIONEPER LE QUESTIONI DEL PONTE A SIGNA E AE...
23/05/2026

IL GAZEBO ROSSO VI ASPETTA!
OGGI DALLE ORE 9 ALLE ORE 12 - PRESSO PIAZZA STAZIONE
PER LE QUESTIONI DEL PONTE A SIGNA E AEROPORTO

INTERVENTI SUL PONTE TRA SIGNA E LASTRA A SIGNA : UNA SITUAZIONE DA RISOLVERE
IL PROBLEMA DELLA RAMPA E DEL TRAFFICO

CHE LA QUESTIONE DELLL' AMPLIAMENTO DELL'AEROPORTO DI PERETOLA SIA UN GRANDE PROBLEMA PER L'AMBIENTE NESSUNO LO METTE IN DUBBIO!

Chiara Mocci capolista di “Sesto CollettivA” per Beatrice CorsiI segretari del circolo della Piana Fiorentina di Rifonda...
17/05/2026

Chiara Mocci capolista di “Sesto CollettivA” per Beatrice Corsi

I segretari del circolo della Piana Fiorentina di Rifondazione Comunista, Giada Funghi e Duccio Vignoli, comunicano che alle elezioni amministrative di Sesto Fiorentino sosterranno la candidatura a sindaca di Beatrice Corsi all’interno della lista “Sesto CollettivA”.

La lista nasce dall’incontro tra Rifondazione Comunista e Possibile, che si sono messi a disposizione di un percorso costruito insieme ad attiviste e attivisti del territorio e della società civile.

La capolista sarà Chiara Mocci.
“Sesto CollettivA” rappresenta una scelta radicale per la città: radicale nel senso di andare alla radice dei problemi, non limitandosi a gestirne gli effetti, ma affrontando le cause strutturali delle disuguaglianze, della precarietà e delle ingiustizie sociali. Questo significa anche ripensare i modelli di sviluppo, la tutela del territorio e l’estensione concreta dei diritti.

Le recenti esperienze elettorali in Toscana confermano una domanda crescente di partecipazione reale da parte della cittadinanza e un rifiuto di modelli di sviluppo calati dall’alto, orientati agli interessi di pochi e spesso in contrasto con i bisogni delle comunità e con la sostenibilità sociale e ambientale. A questa domanda può rispondere solo una proposta politica realmente autonoma e alternativa rispetto agli attuali equilibri istituzionali.

Chiara Mocci ha 46 anni e lavora da 25 anni nel settore privato. Dopo anni in cui l’impegno civico è rimasto in secondo piano, ha scelto di trasformare la propria sensibilità sui diritti delle donne, la giustizia sociale e le crisi internazionali in impegno politico attivo. Si riconosce in una visione femminista e antifascista e ritiene che i diritti o sono universali oppure diventano privilegi. La sua candidatura nasce dalla volontà di riportare al centro del dibattito politico la casa, il lavoro, l’autonomia delle donne e la dignità delle persone, con l’obiettivo di contribuire a una Sesto Fiorentino più giusta e solidale, dove la cura e la partecipazione siano elementi fondanti della vita collettiva.

Circolo di Rifondazione Comunista della Piana Fiorentina “Teresa Mattei”

14/05/2026

Che la questione dell'ampliamento dell'Aeroporto di Peretola sia un grande problema per l'ambiente nessuno lo mette in dubbio! Nondimeno è anche una questione nodale dal punto di vista dell'uso del denaro pubblico. Anche una sommaria ricerca su Internet offre un quadro economico che non può non destare forti preoccupazioni . Su Firenze Peretola sono previsti 470 milioni di euro di spesa, su Pisa San Giusto 80milioni di euro, secondo i dati aggiornati al 2026, in precedenza di parlava rispettivamente di 400 e 70 milioni di euro. Secondo le stime i risultati attesi al 2035 sono 5,8/6 milioni di passeggeri per Firenze Peretola, 8 milioni per Pisa San Giusto, a fronte dei risultati 2025 di 3,8 milioni Firenze e 5,9 Pisa al finanziamento degli interventi sull'aeroporto fiorentino saranno finanziati: per 150milioni da fondi pubblici, il resto da fondi privati a carico del soggetto gestore. La semplice domanda che ogni cittadina o cittadino dotati di un minimo di senso civico dovrebbero porsi è di una semplicità estrema: il gioco vale la candela! In tutta evidenza no! Considerati i danni ambientali e la pochezza dei risultati. Tutto ciò alla luce di ulteriori due osservazioni: La realizzazione del quadruplicamento della ferrovia Firenze-Empoli, che in fa sedi realizzazione non pochi problemi ha causato ai cittadini di Lastra a Signa(segnatamente ai residenti della collina di Santa Lucia, venne a suo tempo giustificata con l'obiettivo di dismettere lo scalo di Peretola e rendere San Giusto facilmente raggiungibile da Firenze. Tant'è che la tratta aveva il suo capolinea direttamente in aeroporto, ma nel 2013 la stazione è stata dismessa, poi addirittura smantellata e sostituita da una navetta da Pisa Centrale. L'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) definisce Pisa San Giusto come“aeroporto militare aperto al traffico commerciale”, ciò comporta limitazioni alla gestione dei voli, come certifica il regolamento specifico dello scalo. Inoltre c'è da osservare come vicinissima si trovi la base militare americana di Camp Darby, sede di stoccaggio di materiale militare e munizionamento per le forze armate Usa. Forse un vero investimenti su Pisa San giusto sarebbe la smilitarizzazione dello scalo!
PRC SIGNA - SAN MAURO

Il primo maggio 1886 a Chicago gli operai scendono in piazza per rivendicare la giornata lavorativa di 8 ore. Nelle fabb...
01/05/2026

Il primo maggio 1886 a Chicago gli operai scendono in piazza per rivendicare la giornata lavorativa di 8 ore. Nelle fabbriche della più grande città dell’Illinois, così come in tutti gli Stati Uniti e in Europa, le condizioni di lavoro sono massacranti e i salari da fame. Condizioni spesso riservate anche a donne e bambini, che dal lunedì al sabato si spaccano la schiena per 14 ore al giorno, magari per finire anzitempo in una bara a causa delle inesistenti norme di sicurezza.
Lo sciopero di Chicago assume presto i toni di una grande protesta popolare. E così le manifestazioni non si fermano ma proseguono con ancor più vigore nei due giorni seguenti. Il tre maggio, però, un gruppo di operai riuniti davanti alla fabbrica di mietitrici McCormick viene attaccato dalla polizia. Ci sono due morti e centinaia di feriti. L’indignazione e la rabbia tra gli operai crescono a dismisura. Giorno quattro, migliaia di persone si riversano ad Haymarket Square. Mentre August Spies, un anarchico leader della protesta, tiene un comizio in cui invita gli operai a stare calmi e a non fare gesti avventati, la polizia decide di disperdere la manifestazione. Appena gli agenti si avvicinano ai manifestanti una bomba viene lanciata verso la loro prima fila. La deflagrazione uccide un poliziotto di nome Mathias J. Degan. A quel punto gli agenti si mettono a sparare all’impazzata ammazzando 11 persone, tra cui 7 poliziotti uccisi dal fuoco amico. Nei giorni seguenti le forze dell’ordine arrestano tutti i principali esponenti dello sciopero: August Spies, Samuel Fielden, Adolph Fischer, George Engel, Michael Schwab, Louis Ling, Oscar Neebe. Dopo poco si consegna anche Albert Parsons; latitante, decide di condividere la stessa sorte dei suoi compagni.
Tre degli arrestati sono stati oratori ad Haymarket Square, alcuni non erano nemmeno in piazza, sei di loro sono di origine tedesca, praticamente tutti sono anarchici. Parte un processo in cui l’accusa non riesce a dimostrare alcun collegamento tra gli imputati e l’ordigno che ha ucciso l’agente Degan. Nonostante ciò, anche grazie a una giuria selezionata ad hoc per l’occasione, gli otto sono tutti condannati. Neebe a quindici anni, gli altri a morte. Per Fielden e Schwab la pena sarà commutata in ergastolo, Ling si suiciderà in carcere, mentre Spies, Parsons, Fischer ed Engel, nonostante una grande mobilitazione nazionale e internazionale, saranno impiccati l’11 novembre 1887. Con il suo ultimo respiro Spies pronuncerà queste parole:
"Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che strangolate oggi".
Alcuni anni dopo Fielden e Schwab saranno graziati mentre il capo della polizia di Chicago verrà condannato per corruzione.
Proprio in ricordo degli eventi di Chicago, il 20 luglio del 1889, durante la Seconda Internazionale, si deciderà di fissare al primo maggio la Giornata dei Lavoratori.

Cronache Ribelli

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