23/03/2026
PARCHEGGIO DI VIA ALDO MORO, UN’OPERA PUBBLICA IMPOSSIBILE E MAI CANTIERATA: IL CONSIGLIO DI STATO CONDANNA IL COMUNE DI SOMMA
VESUVIANA A RISARCIRE I PROPRIETARI.
L’ENNESIMO DANNO ECONOMICO DELL’AMMINISTRAZIONE DI SARNO.
LE RESPONSABILITÀ DELL’EX CONSIGLIERE GIUSEPPE NOCERINO.
Dall’ottobre 2012 il Comune di Somma Vesuviana occupa un suolo di proprietà privata nella parte centrale di Via Aldo, con l’intento di destinarlo a parcheggio.
Un’opera mai cantierata poiché tecnicamente complicata e costosa in considerazione della morfologia del terreno e per la presenza di edifici che potrebbero subire delle compromissioni strutturali.
Ciononostante, la centralissima Via Aldo Moro è stata abbandonata al degrado: sterpaglie e rovi hanno invaso finanche il marciapiede.
Fin quando nel 2021, la proprietà ha protocollato al Comune una rinuncia a qualsivoglia indennizzo o risarcimento a fronte dell'intento manifestato dal Comune di restituzione dell’area.
Con la sua crociata senza senso, fatta di video facebook e mozioni, il Consigliere Giuseppe Nocerino ha convinto l’intero consiglio comunale ed il Sindaco Di Sarno a fare "marcia indietro", proseguendo nell’occupazione del fondo, confermando la programmazione di quell’opera pubblica.
Ed oggi arriva la condanna del Consiglio di Stato (pubblicata l’11.03.2026) che conferma il metodo scriteriato e privo di visione politica ed amministrativa che ha ispirato i protagonisti della scena politica della città. In primis l’ex Sindaco Salvatore Di Sarno ed, in questa vicenda, del consigliere uscente Giuseppe Nocerino attuale aspirante alla carica di primo cittadino.
Se queste sono le premesse, parecchi dubbi vanno sollevati sulle auto-decantate capacità amministrative in capo a Nocerino.
Sarebbe auspicabile un video di ammissione dell’errore di valutazione da parte dell’aspirante Sindaco Giuseppe Nocerino e di quello uscente, auspicando un loro passo indietro nella prossima competizione elettorale per salvaguardare la città da ulteriori danni economici che graveranno sulle tasche dei cittadini.
Va tra l’altro considerato che a breve anche la Corte d’Appello di Napoli si pronuncerà sulla quatificazione di un ulteriore indennizzo che si aggiungerà alla condanna risarcitoria pronunciata dal Consiglio di Stato.
Insomma altri centinaia di migliaia di euro letteralmente buttati al vento, imputabili ad una grave incapacità dei politici cittadini.
Intanto, si attende il giudizio della Corte dei Conti già interessata della vicenda all’epoca dei fatti.