24/05/2026
Previdenza e professione: le sfide del presente e gli obiettivi del futuro per ingegneri e architetti liberi professionisti
“La previdenza dovrebbe essere il più importante progetto nella carriera di ogni ingegnere e di ogni architetto”. Ne è convinto l’ing. Massimo Garbari, presidente di Inarcassa, la Cassa nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri e gli Architetti Liberi Professionisti, che è stato di recente ospite a Sondrio del seminario organizzato dai due Ordini dal titolo “La libera professione: rapporti con Inarcassa e obblighi previdenziali. Contrattualistica privata, tutela dei diritti”.
Dopo i saluti dei presidenti dei due Ordini, l’ing. Felice Mandelli e l’arch. Cristina Tarca, l’incontro è entrato nel vivo con l’articolato intervento dell’ing. Garbari.
“Sono convinto che sia negli interessi di ogni cittadino e, dunque, di ogni professionista capire come funzioni la propria previdenza e ciò in primis per massimizzare il risultato e guardare al futuro con un po’ più di serenità” ha esordito il presidente, passando poi a tratteggiare il quadro attuale, “in progress”, entro cui si muovono sia la previdenza stessa, che la professione.
“Oggi la previdenza è in una fase di cambiamento perché ci sono dei fenomeni demografici in atto molto importanti come la denatalità da un lato e l’invecchiamento della popolazione dall’altro – ha osservato il Presidente di Inarcassa – Un discorso analogo riguarda la professione: negli ultimi anni abbiamo avuto un calo di giovani iscritti, conseguenza di una evidente, minore attrattività della professione stessa”. Dati di fatto, di fronte ai quali però per Garbari “è necessario partire per cercare di guidare, indirizzare il cambiamento in atto. Io sono fiducioso sul fatto che riusciremo a riattrarre i giovani e, soprattutto, sono convinto dell’importanza di ragionare sul fenomeno: momenti di riflessione come questo incontro di Sondrio andrebbero ripetuti più spesso”. Al futuro della professione Garbari ha voluto “dedicare” espressamente anche un’illuminante affermazione di Darwin: “Non è la più forte della specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti”.
La giornata è servita anche a fare il punto “in cifre” sui professionisti iscritti ai rispettivi Albi in provincia nel 2025. Gli ingegneri sono 693 (un ingegnere con Partita Iva ogni 485 abitanti), di 14,7% donne. Il 42,4% svolgono esclusivamente la libera professione e 300 sono gli iscritti Inarcassa (di cui 46 donne, pari al 15,3%). Più alta la percentuale degli architetti che svolgono la libera professione - 58,7% - così come più numerose le donne iscritte a Inarcassa, 89, pari al 34,6%, su 257 totali.
Ingegneri e architetti della provincia, poi, si distinguono rispetto al resto della regione e del Nord Italia anche per reddito medio nel 2024, pari a 69.485 euro, con gli ingegneri con una media di 87.399 euro decisamente superiore ai 48mila cui degli architetti.
“Si tratta di una realtà attiva, professionalmente interessante, è senz’altro una categoria solida – ha osservato il presidente Garbari - Anche qui, sebbene la presenza di giovani sia leggermente superiore alla media nazionale, il tema dell’attrattività della professione va tuttavia approfondito e sviluppato”. Il chiaro riferimento è alla quota in progressiva riduzione dei giovani (under 40) sul totale degli associati (43% nel 2000, 23% stima per il 2030), mentre la quota dei pensionati è in continua crescita (10% nel 2000, 27% nel 2030).
Una curiosità: l’aspettativa di vita dei liberi professionisti appare più elevata rispetto ai colleghi dipendenti. “Ciò si traduce inevitabilmente in una pensione più bassa, ma non si può avere tutto!” ha commentato con un sorriso il presidente di Inarcassa.
La seconda parte del seminario ha visto l’intervento dell’Arch. Roberto Ricci, Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Rimini dedicato a “Il contratto professionale tra doveri, diritti e tutele del professionista”.
L’addetto stampa – Sara Baldini