15/04/2020
È questo il "Modello Lombardo" ?
𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐥𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐨, 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑎𝑡𝑎
Alcuni si sono stupiti dell’attacco di ieri, così netto alla giunta della Regione Lombardia.
Scendiamo nella complessità del problema, anche se i social non aiutano.
Tralasciando il nesso che ha portato alcuni opinionisti di destra, ad elogiare la qualità del “modello” lombardo per screditare l’operato di altri amministratori di Regioni, ora si scopre che proprio quel modello sta mostrando tutta la sua fragilità.
Non sono gli ideologismi a dirlo, ma i fatti.
Negli ultimi 15 anni infatti, fino al 10% del budget complessivo regionale - prelevato dalla fiscalità - è stato investito come tornaconto alle aziende sanitarie private, senza produrre servizio sanitario.
Nessuno si vanterebbe di tutto questo in termini di efficienza ed eccellenza della sanità lombarda.
In aggiunta, la riforma del Sistema Sanitario lombardo si è dimenticata di creare i presidi ospedalieri di prossimità, che sarebbero stati in questa crisi, lo snodo principale per offrire al territorio la miglior risposta all'emergenza. Da un lato, la collaborazione dei tanti medici di base, dall'altro, si sarebbero liberati i presidi d'urgenza.
Anche evitare che gli ultimi tre Governatori non finissero indagati o condannati per reati legati all'esercizio delle loro funzioni - insieme ai vari Rizzi, Canegrati e via discorrendo – sarebbe stato utile, ma non vogliamo esagerare.
Arrivando al presente, si scopre che la giunta Fontana ha scritto un’ordinanza che imponeva a tutti i lombardi di avere delle mascherine, proprio nel momento di massima crisi di reperibilità delle mascherine. Sono venuti meno i dispositivi nei luoghi più interessati a fronteggiare l’emergenza, come gli ospedali o le RSA.
Di solito su questi dettagli si tende a chiudere un occhio in tempo di crisi, ma per troppo tempo la sanità lombarda è stata presentata come modello, per anni si è insistito sull'autonomia differenziata con la A maiuscola e si è pure fatta continua polemica con il Governo in un momento in cui nessun amministratore con un minimo di serietà avrebbe rinunciato al principio di 'leale collaborazione' con le istituzioni statali. Forse è il caso che da qualche parte venga fatto notare che ci sono già diversi elementi che non quadrano in questo modello.
E' chiaro che Regione Lombardia oggi mostra i limiti di un sistema sia nell'efficienza che nell'efficacia.
Ha perso la rotta e l’obbiettivo ultimo dello Stato e delle amministrazioni: prendersi cura delle persone.
6000sardinelombardia