30/08/2026
ROMAGNA L’ANIMA GIOVANE DEL CASTELLO:
CHI C ‘È DIETRO LA MAGIA DEL FESTIVAL DEI BURATTINI
Tra sogni di tutela ambientale, legami col territorio e dedizione al lavoro: i volti delle «magliette gialle» che animano il borgo.
di Giovanna tufano
Cala il sipario questa sera sulla 39ª edizione del Festival dei Burattini di Sorrivoli, ma a rimanere impressa nella memoria di chi ha attraversato il Castello,nei giorni del festival, è soprattutto l’energia di chi, dietro le quinte, garantisce ogni sera l'accoglienza e l'organizzazione.
Un gruppo di una cinquantina di giovani, accomunati dalle iconiche magliette gialle, da una forte complicità e dal desiderio di preservare un’eredità culturale fuori da ogni circuito commerciale.
A guidare questa macchina organizzativa ci sono i ragazzi della cooperativa sociale “Terra dei Miti”, nata nel post-Covid per dare continuità storica alla manifestazione.
Tra loro c’è Daniele Paci, perito agrario e giardiniere, il cui legame con il festival affonda le radici nella memoria di Gianfranco Zavalloni, fondatore dell'evento. Daniele mantiene viva questa eredità riportando alla luce e rielaborando i disegni originali del pedagogista Zavalloni e dell’illustratore giornalista,Tinin Mantegazza, sulle magliette ufficiali della festa.
Al suo fianco,Enrico Ricci con la sua presenza fissa a raccogliere le ordinazioni per la cena. “ Sono cresciuto con il festival e il valore della condivisione del progetto”. Per Mirco Turci, altro animatore del gruppo, importante e’ conservare l’eredità e attivare sempre nuovi giovani alla condivisione delle attività sociali e culturali del Castello di Sorrivoli.
Il valore del festival risiede però soprattutto nel senso di comunità che riesce a trasmettere a chi vi collabora. Per Eleonora Placuzzi, 24 anni, prossima alla laurea in Giurisprudenza, e per Giorgia Onofri, 24enne di Borello e consulente del lavoro, Sorrivoli è prima di tutto «casa e un posto sicuro in cui rifugiarsi». Una famiglia estesa in cui nessuno viene lasciato solo e dove le relazioni travalicano i giorni dello spettacolo. Lo conferma Elia Spinelli, 27 anni, di Martorano: laureato magistrale in Scienze Naturali con la passione e l'aspirazione di lavorare nei parchi dedicandosi al monitoraggio degli ecosistemi. Elia vive l'impegno al festival con vivo entusiasmo, sottolineando come il gruppo si viva con affiatamento anche durante tutto il resto dell'anno.
A garantire la continuità intergenerazionale di questo progetto restano due punti di riferimento fondamentali: Mino Savadori, figura storica e coordinatore della manifestazione, che veglia affinché non si smarrisca mai lo spirito autentico e comunitario delle origini, e Don Pasquale, parroco del paese, vero collante sociale tra famiglie, bambini e ragazzi anche attraverso le iniziative e le uscite in montagna, organizzate durante l'anno. La squadra dei giovani, continuerà la sua esperienza nella condivisione dei suoi valori.