Biblioteca delle Donne Soverato

Biblioteca delle Donne Soverato Biblioteca specialistica

30/06/2026
29/06/2026

LE INVISIBILI di Luis Julien Petit

La seconda serata del Festival di scrittura femminile che si è concluso ieri a Soverato, a cura della Biblioteca delle Donne Soverato, ci ha regalato quest’anno, fra le altre cose, un’autentica perla per i cinefili. “Le Invisibili” di Luis Julien Petit, una produzione francese indipendente del 2018 che ha incassato oltre 19 milioni di dollari.
Basato su un romanzo di Claire Lajeunie (in seguito trasformato dalla stessa autrice in documentario), il film tratta il dramma delle donne senza fissa dimora a Parigi. Folgorato dalla lettura del libro, il regista ne ha acquistato subito i diritti e poi si è messo in viaggio per tutta la Francia per visitare e conoscere di persona le realtà del territorio dedite all’accoglienza e al ricovero delle homeless. E dopo un anno di esperienze ha coinvolto la stessa autrice del romanzo, insieme alla scenografa Marion Doussot, alla stesura della sceneggiatura.

Molti i punti di forza del risultato, a cominciare dalla fotografia (firmata David Chambille) che fa emergere nel racconto visivo tutto il grigio delle esistenze che racconta. La storia si svolge in una Parigi irriconoscibile, fatta di quelle periferie e quegli squallori identici in tutte le città del mondo, uno sfondo monocromo dove l’unica poesia che risalta è quella degli sguardi e dei gesti delle protagoniste.
E poi loro, appunto, protagoniste nel racconto come nella vita, lasciate libere di improvvisare, di essere sé stesse, di esprimersi. Emergono così personaggi dolci e grotteschi, come la straordinaria Chantal che, dopo aver passato più di 20 anni in galera per aver ammazzato il marito violento, diventa una riparatrice provetta di elettrodomestici. Nessuna attrice professionista dunque, ad eccezione di quelle che interpretano le assistenti sociali, bravissime anche loro nel non recitare affatto, tanto che non si distingue la differenza con le altre.

Interessante anche il taglio narrativo, che sceglie di affiancare il dramma di chi ha bisogno di un rifugio a quello di chi quel rifugio potrebbe fornirglielo ma è ostacolata da burocrazie, amministrazioni e logiche di profitto, tanto da spingersi a infrangere la legge, mentire e rimetterci in prima persona. Entrambe impotenti nei confronti di un sistema che procede per insensibilità e protocolli.
Donne che aiutano donne. Donne che cercano aiuto da altre donne. Donne che litigano, che piangono, che ridono, che studiano. Che, prima ancora della sopravvivenza, cercano disperatamente di difendere briciole di dignità, minuscoli brandelli di autostima.

Il tutto raccontato senza mai cadere nella retorica o nella compassione, al contrario con uno sguardo capace di cogliere l’ironia dei paradossi, la comicità dei disagi, la follia dei regolamenti. Resta centrale il tema della fragilità (delle donne senza fissa dimora, delle assistenti sociali, delle donne tradite dai mariti), ma in controluce fa emergere anche quello della forza, (se non la famosa resilienza, di certo la resistenza), fatta di solidarietà, coraggio e disperazione.
Una forza tutta femminile, creativa e indomita, la cui ampiezza è pari alla misura del dramma.

Marta Irene Franceschini

29/06/2026

LA QUALITA’ A SOVERATO: IL FESTIVAL DI SCRITTURA FEMMINILE 26/27/28 GIUGNO 2026

Sono state tre serate speciali dedicate alla scrittura femminile quelle organizzate dalla Biblioteca delle Donne Soverato dal titolo “Donna, vita, libertà”. Una serie di incontri che hanno spaziato dalla storia alla politica, dalla Calabria al mondo che ci circonda, toccando temi attuali e urgenti, e portando sul palco naturale di Piazza Maria Ausiliatrice una cosa assai rara di questi tempi: la qualità.
Sì, perché di festival letterari in giro per l’Italia ce ne sono tanti, alcuni molto prestigiosi, altri che contano su scenografie importanti, personaggi famosi o location da favola. E già questo sarebbe un segnale positivo per un mondo che legge sempre meno. Ma è anche vero che a volte il fenomeno rischia di diventare un po’ una moda, di scivolare cioè in applausi scroscianti e lunghe file per tornare a casa con un libro autografato. Il noto, italianissimo presenzialismo.

Non è quello che è successo venerdì, sabato e domenica in Piazza Maria Ausiliatrice. Maria Procopio, socia fondatrice e direttrice della biblioteca, ha portato a Soverato competenze e talenti di alto livello, e lo ha fatto con la semplicità e la grazia di chi offre un frutto in dono. Ci ha dato la possibilità di ascoltare parole potenti e luminose, che hanno stimolato riflessioni collettive che abbiamo condiviso, insieme ad altre più intime, che ci siamo portate a casa.
Ogni sera, nonostante il caldo afoso che faceva agitare senza sosta i ventagli tra il pubblico, le ore sono volate in un ascolto attento e partecipato. Abbiamo imparato tutte e tutti qualcosa.
Per esempio, chi era Anna Kulishoff, femminista ante-litteram, rivoluzionaria, giornalista, scienziata, oltre che fondatrice del partito socialista italiano. Ce lo ha raccontato Fiorenza Taricone, a sua volta accademica pluri diplomata, femminista, politologa, scrittrice, soffermandosi sui perché di una censura così smaccata: il suo nome non rientra in nessun testo scolastico, se non come nota a piè di pagina come moglie o compagna di Andrea Costa e Filippo Turati. Attenzione, dunque: la rimozione del femminile è ancora saldamente in corso oggi, anno 2026.

Oppure il rapporto impossibile tra destre e femminsmi, analizzato con maestria da Giorgia Serughetti, altra accademica, giornalista, scrittrice ed esperta di questioni di genere (recentemente ha scritto insieme a Rosi Braidotti e Jennifer Guerra “Giù le mani dal femminismo”). Si è parlato di mercificazione del femminismo, di libertà individuali e collettive, dell’importanza di mantenere un NOI senza sacrificare le differenze interne. E di quella cronica malattia politica chiamata identità.

Anche il tema rovente dei migranti è stato toccato, senza retoriche né scorciatoie. La reporter internazionale Mariangela Paone ci ha svelato la trappola dell’assistenza europea, un labirinto di burocrazie, leggi e decreti tanto assurdi quanto contradditori, che spesso si rubano la vita di milioni di persone innocenti. Come quella di Rezwana Sekandari, tredicenne unica sopravvissuta al naufragio della sua famiglia, e sballottata tra Grecia e Svezia per più di dieci anni.

Sullo sfondo la Calabria, raccontata da autrici del territorio che hanno raggiunto fama nazionale: Anna Mallamo (“Col buio me la vedo io”, Einaudi), nata a Reggio, che vive a Messina e si definisce una “strettista”; Eliana Iorfida (“Montagnammare”, Pellegrini), che vive a Badolato; e Douaa Alokla (“Damasco è dove sono”, Apollo Edizioni), nata in Siria e residente da più di 10 anni a Camini. E in tutti e tre i casi la letteratura ha compiuto la magia di ricondurci a un livello più intimo e segreto, dove le filosofie si intrecciano con il mistero della vita.

A completare la carrellata di eccellenze altri tre piccoli gioielli. La mostra “Appunti visivi di sguardi femminili”, cinque artiste internazionali che ci danno testimonianza dei loro talenti con la semplicità e il candore dei bambini; il delicatissimo film “Le invisibili” di Lousi Julien Petit (ne ho scritto qui https://www.facebook.com/share/p/1LCzvGw7wB/), sul dramma delle donne senza fissa dimora; e le storie cantate da Francesca Prestia sulle “Donne del sud”.

Resta forse solo un po’ di amarezza in me, donna del nord che vive al sud, per il pubblico non esattamente numeroso e di età piuttosto avanzata, me compresa. Semplicemente, mi dispiace che di tanta qualità non abbiano potuto goderne in molti.
Ma la delusione è superata di gran lunga dal piacere di quello che ho vissuto. Questo festival è stato davvero un nutrimento dell’anima, ma la cosa che mi ha colpito di più è stato il modo in cui lo hanno gestito. Maria Procopio e il suo team di donne/socie/amiche si sono mosse con disinvoltura ed eleganza, senza mai cadere in protagonismi né celebrazioni, ma anzi con una dolcezza e una sensibilità disarmanti. Professionali, lucide, competenti ma anche calorose, gentili e amichevoli. Insomma: sono state capaci di creare e mantenere una bella atmosfera: attenta, presente e rilassata. Qualcosa che nella mia immaginazione assomiglia molto a un cerchio.

Ieri sera, mentre guidavo per rientrare a Catanzaro, mi sentivo stranamente emozionata, come se avessi partecipato non a festival letterario, ma a un rituale di saggezza femminile, una festa della sapienza, dove le donne si scambiano saperi. È proprio questa la famosa economia del dono di matriarcale memoria, ho pensato: c’è la gratuità, lo scambio, e la gioia del ricevere che coincide con quella del donare.
Te ne accorgi, perché vai via piena di gratitudine.

Marta Irene Franceschini

29/06/2026

Condividiamo con gratitudine le riflessioni della professoressa Maria Palazzo, docente di francese presso l’Istituto Tecnico Economico “A. Calabretta” di Soverato, che ha seguito con attenzione e partecipazione tutte e tre le serate del Festival “Donna Vita Libertà”.
Le sue parole restituiscono con sensibilità il senso profondo di questo percorso: un Festival che non ha voluto “esaltare” le donne, ma ascoltarne le storie, attraversarne le esperienze, aprire spazi di confronto, cultura, pensiero critico e speranza.
La ringraziamo per la presenza assidua, per gli interventi, per lo sguardo attento e per aver saputo cogliere il valore di un cammino condiviso che la Biblioteca delle Donne di Soverato continua a portare nello spazio pubblico della città.
Grazie per queste parole generose e profondamente partecipi.

“ Ogni anno, il FESTIVAL DI SCRITTURA FEMMINILE offre immensi spunti di cultura e di apertura per i nostri orizzonti intellettuali.
La BIBLIOTECA DELLE DONNE di Soverato, come hanno detto anche il Sindaco Daniele V***a e il Vicesindaco Emanuele Amoruso, è attivissima, non solo nelle attività svolte, ma anche sul territorio.
L'attenzione non è solo focalizzata sul femminile e i suoi risvolti, ma tende anche a coinvolgere le Scuole e le Istituzioni.
Ogni volta è un arricchimento, che ci consente un confronto sincero e profondo.
Questa volta, ho avuto modo di ritrovare, a poco più di 100 anni dalla morte, una figura femminile importantissima e interessantissima della nostra Storia: Anna Kuliscioff, che il mio professore di italiano, al Liceo, il praeclaro Giovanni Rubino, di fede socialista, ci aveva fatto amare, sottolineandone le doti di impegno politico e sociale.
Approfondire la sua vita, attraverso gli studi della professoressa Fiorenza Taricone è stato come ritrovare il tempo in cui sognavo un tempo migliore.
E credo che non bisogna smettere di sognarlo, nonostante le delusioni politiche, di qualunque indirizzo, che ci sovrastato, ora!
Ora che la politica si vanta di "lavorare per i cittadini", ma trascura le fondamenta della politica stessa, parlare di Anna Kuliscioff, come donna, come madre e come forza politica, ha rappresentato, non solo un dare voce ad un simbolo, ma, come ha detto la prof Taricone, continuare ad "indignarci" per ciò che ancora non va. Per le donne e per il mondo intero.
Anna Kuliscioff, come diceva anche il mio professore, rappresenta una figura che rompe con gli schemi e, pur nella scelta di portare avanti un programma politico, anche di lotta partitica, è sempre attuale per la fierezza nel non piegarsi di fronte alle circostanze.
Quanto alla "dottora dei poveri", ricordo che, forse in un tema, o in qualche composizione, scrissi che vi erano attinenze col Che Guevara. Anche lui era il "dottore dei poveri", visitava le favelas, portando la figlia sulle spalle, per farle conoscere il dolore dei poveri (cosa che la figlia del Che rivelò in un'intervista). Di questo, a fine intervento, ho parlato con la prof Taricone, piacevolmente sorpresa che io, a scuola, avessi avuto un professore così politicamente illuminato... Ricordo che, col mio prof, discutevo sempre. Non sempre andavamo d'accordo (🤣), specie su Leopardi, ma profondi sono stati i suoi spunti di insegnamento, che, poi, mi sono serviti culturalmente e nei miei studi successivi.
La prof Natalina Stamile ha intervistato magistralmente la studiosa Taricone, così come Giorgia Rombolà ha magistralmente intervistato la scrittrice Anna Mallamo, nel successivo intervento, previsto dal convegno.
Avremo ancora altre due belle serate, per continuare ad arricchirci.
Ringrazio la Presidente Maria Procopio e le mie amiche e colleghe Ausilia Siciliano, Maria Patrizia Tropeano e Alessandra Merola.
❤️”

“ Un immenso grazie alle RAGAZZE de LA BIBLIOTECA DELLE DONNE DI SOVERATO.
Un applauso a Maria Procopio, Presidente o Presidentessa, che dir si voglia, e a tutte le socie.
La terza serata è stata, a dir poco, straordinaria, con testimonianze dirette e con il concerto finale di FRANCESCA PRESTIA, unica cantastorie donna,in Calabria.
Più volte, stasera, mi sono commossa.
Un grazie speciale alle mie amiche Maria Patrizia Tropeano, Ausilia Siciliano, Alessandra Merola e Anna D'Amico, con cui ho condiviso queste tre serate straordinarie, che non hanno, come dicono alcune persone, "esaltato" le donne, ma ne hanno esposto la condizione, in Italia e fuori dall'Italia, con occhio attento, dando voce a tanti aspetti del femminile.
Le scrittrici, le giornaliste, le donne impegnate, non hanno dato mostra di sé, ma hanno preferito, stavolta più che mai, esprimere opinioni, dare spazio al confronto, regalare a tutti noi, un ampio orizzonte che parla di forza, ma anche di speranza.
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE per tutto ciò che ci ha arricchito, culturalmente e umanamente.
I convegni de LA BIBLIOTECA DELLE DONNE DI SOVERATO mi dànno modo di ascoltare, più che di parlare. Mi arricchiscono, perché non sempre conosco (a volte, le tengo a distanza per non soffrire troppo) tante realtà.
Ho bisogno di ogni porta che si apre alla cultura e, nella mia vita, non escludo nulla.
Sono intervenuta solo due volte.
E, ogni volta, ho sentito un afflato di speranza, anche dove io, personalmente, stento a vederne.
È stato un dono grande.
Mi piace ciò che dà input a un mondo che non si arrende.
Ancora un grazie, anche se è poco.
Voglio concludere, parafrasando GUERRE STELLARI: "Che la forza sia con voi" e con tutti noi.
Perché l'entusiasmo è ciò che dà vita alla voglia di non arrendersi mai, per un mondo in cammino. Sempre.💞”

Il Festival “Donna Vita Libertà” si è concluso con una serata intensa e profondamente emozionante, con un pubblico prese...
29/06/2026

Il Festival “Donna Vita Libertà” si è concluso con una serata intensa e profondamente emozionante, con un pubblico presente, attento e coinvolto fino alla fine.
E’stato un Festival riuscito, attraversato da libri, arte, cinema, musica, confronto e relazioni. Tre serate che hanno confermato quanto sia importante portare la voce, il pensiero e le storie delle donne nello spazio pubblico della città.
L’ultima serata è stata dedicata in modo particolare alle donne, alle migrazioni,a quell’umanità in cammino che attraversa confini, guerre, perdite, attese e speranze.
Con Mariangela Paone, autrice di “Sospesa. Una vita nella trappola dell’Europa”, in dialogo con Anna L. Melania Sia, il pubblico è entrato nella storia dolorosa e potente di Rezwana Sekandari, giovane afghana sopravvissuta al naufragio in cui ha perso i genitori, la sorella e il fratello.
Con passione, rigore ed emozione, Mariangela Paone ha saputo rendere il pubblico partecipe di una vicenda umana segnata non solo dalla tragedia del mare, ma anche dalla durezza della burocrazia, dall’impossibilità di raggiungere l’unico riferimento familiare in Svezia, dalle attese e dagli ostacoli di un’Europa che troppo spesso lascia le vite sospese.
Molto toccante anche il racconto del percorso che ha portato Rezwana, grazie all’impegno e all’umanità di Mariangela Paone, a ritrovare almeno alcune tracce dei suoi familiari scomparsi: le tombe della madre e della sorella, il luogo di sepoltura del fratello, mentre quella del padre non è mai stata trovata. Un momento di grande intensità, che ha commosso profondamente il pubblico.
Particolarmente emozionante è stata anche la presenza dell’insegnante di Mariangela Paone, che ha ricordato nella sua ex alunna il rigore morale, la sensibilità e la capacità di guardare il mondo con responsabilità e attenzione agli altri. Un passaggio molto bello, che ha restituito il valore della scuola, dei legami educativi e delle tracce che restano nel cammino di una persona.
La serata è proseguita con Douaa Alokla, autrice di “Damasco è dove sono”, presentata da Mariangela Paone. Con grande emozione Douaa ha raccontato la sua storia, il distacco da Damasco, l’arrivo in Italia, lo spaesamento, le difficoltà dell’integrazione e il senso di smarrimento vissuto davanti a luoghi lontani da ciò che immaginava.
Il suo racconto ha aperto una riflessione importante sull’accoglienza: non basta portare una persona in salvo, bisogna anche creare condizioni reali perché possa sentirsi parte di una comunità, costruire relazioni, progettare il futuro. Oggi Douaa, prossima alla laurea in Psicologia, ha restituito al pubblico una testimonianza di forza, consapevolezza e speranza: la possibilità, nonostante tutto, di costruire un progetto di vita.
Gli interventi del pubblico, gli applausi e la partecipazione hanno reso l’incontro ancora più vivo, trasformando la serata in un momento di ascolto collettivo e di profonda condivisione.
A concludere il Festival, la voce intensa di Francesca Prestia con “Donne del Sud”. Attraverso il canto e il racconto, Francesca Prestia ha portato al centro le storie di donne forti, resistenti, spesso dimenticate: da Giuditta Levato alle gelsominaie, fino alle tante donne del Sud che hanno attraversato la fatica, il lavoro, la lotta e la dignità.
Una conclusione potente e simbolica, capace di tenere insieme memoria, radici, giustizia sociale e forza femminile.
Il Festival si chiude, ma resta il senso di un cammino condiviso: la Biblioteca delle Donne di Soverato continua a essere uno spazio di relazione, cultura, pensiero critico e presenza femminile nella nostra comunità.
Grazie alle autrici, alle relatrici, alle artiste, a Francesca Prestia, al pubblico, alle istituzioni presenti, alle socie, alle amiche e a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita di queste tre giornate.

Ultima serata del Festival di scrittura femminile “Donna Vita Libertà”Questa sera, in Piazza Maria Ausiliatrice a Sovera...
28/06/2026

Ultima serata del Festival di scrittura femminile “Donna Vita Libertà”

Questa sera, in Piazza Maria Ausiliatrice a Soverato, si conclude la terza edizione del nostro Festival con una serata dedicata alle storie di migrazione, alle voci delle donne, alla memoria, all’arte e alla musica.

🔸 Ore 18:00
Mariangela Paone presenta “Sospesa. Una vita nella trappola dell’Europa”.
Dialoga con l’autrice Anna L. Melania Sia.

Un libro che racconta una storia attraversata dal dolore e dalla sopravvivenza: quella di Rezwana Sekandari, unica sopravvissuta della sua famiglia a un naufragio. Una testimonianza forte, che apre una riflessione sulle migrazioni, sulle responsabilità dell’Europa e sulle vite rimaste sospese tra confini, attese e diritti negati.

🔸 Ore 19:30
Douaa Alokla presenta “Damasco è dove sono”.
Dialoga con l’autrice Mariangela Paone.

Una voce giovane e diretta racconta la propria storia di migrazione e quella della sua famiglia. Una vicenda personale che diventa racconto collettivo, memoria di popoli feriti dalla guerra e, insieme, gesto di solidarietà e speranza.

🎶 Ore 21:00
Francesca Prestia canta “Donne del Sud”.

A chiudere il Festival sarà la voce intensa di una grande cantastorie calabrese, capace di trasformare musica, parola e memoria in racconto civile e poetico. Con “Donne del Sud”, Francesca Prestia porta al centro storie femminili, radici, resistenza e dignità.

🎨 Continua anche la mostra collettiva d’arte “Appunti visivi di sguardi femminili”, allestita nell’atrio del Comune, con le opere di Ana Rosa Louis, Eleonora Sala, Lorena Abbiatici, Maria Luisa Corapi e Marisa Guccione.

Colori, forme e linguaggi diversi accompagnano il percorso del Festival, offrendo uno sguardo visivo e femminile sui temi che attraversano queste tre giornate.

📍 Piazza Maria Ausiliatrice – Soverato
🕕 Dalle ore 18:00

Vi aspettiamo per condividere insieme l’ultima serata.

28/06/2026

🎥 Dal Festival “Donna Vita Libertà”

Alcuni momenti della presentazione di Eliana Iorfida, autrice di “Montagnammare”, in dialogo con Alessandra Merola.

Un incontro che ha incuriosito e coinvolto il pubblico, intrecciando racconto, memoria, luoghi e appartenenze.

28/06/2026

🎥 Dal Festival “Donna Vita Libertà”

Alcuni momenti della presentazione di Giorgia Serughetti, autrice di “Potere di altro genere. Donne, femminismi e politica”, in dialogo con Maria Procopio, Presidente della Biblioteca delle Donne di Soverato.

Un incontro chiaro, intenso e partecipato, che ha aperto un confronto importante su donne, femminismi, politica e potere.

Indirizzo

Piazza Maria Ausiliatrice
Soverato Marina
88068

Orario di apertura

Lunedì 15:30 - 19:00
Martedì 09:30 - 13:00
Mercoledì 15:30 - 19:00
Giovedì 09:30 - 13:00
Venerdì 09:30 - 13:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Biblioteca delle Donne Soverato pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Biblioteca delle Donne Soverato:

Scelte rapide

Condividi

Digitare