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Gesualdo è un medico che ha lasciato da tempo la Calabria e un passato che credeva sepolto. La lettura casuale di un art...
12/08/2026

Gesualdo è un medico che ha lasciato da tempo la Calabria e un passato che credeva sepolto. La lettura casuale di un articolo di cronaca riporta alla luce un nome: Leo D’Amantea, l’uomo che anni prima aveva assassinato il suo amico Enzo Capoferro sulle scale dell’università di Messina. Da quel momento tornano i ricordi delle lotte studentesche, dell’amore assoluto tra Enzo e Giulia, della violenza che ha segnato un’intera generazione e si intrecciano a una tensione interiore che non si è mai davvero placata. Il tempo del male è un romanzo che attraversa quarant’anni di storia italiana, dalla militanza politica degli anni Settanta alle guerre di faida, fino alla deriva interiore di un uomo che ha smesso di distinguere la memoria dall’ossessione.

04/08/2026

POLITICA O BARBARIE ?

Politica dal basso in alta quota: uno scossone alla bassa politica, servile nei confronti dell' eolico selvaggio

La politica dei politicanti sembra non accorgersi della crepa in rapida espansione che sta togliendo un po' di muffa al clima sociale imperante, retto finora da una propensione alla conformità, all'adeguamento a quanto va per la maggiore, all' accettazione passiva di tutto. I mestieranti della politica, ridotti al vile ruolo di cinghia di trasmissione dei voleri delle più predatorie bande finanziarie e dei desideri di altrettanto implacabili e potenti multinazionali, stanno protervi nelle personali torri d'avorio, convinti della ormai definitiva eliminazione della democrazia, ridotta a un macabro guscio vuoto, e di potersi rapportare senza pagare dazio soltanto alle loro ristrette clientele e ai loro padroni e mai al corpo sociale complessivamente considerato. Per questo da decenni si impegnano a sfornare un decreto sicurezza dietro l'altro: per garantire la loro sicurezza e quella dei predoni di risorse collettive, per mettere l'ingiustizia più sfacciata al riparo dall'ordine pubblico costituzionale, fondato sul dissenso, sulla discussione, sul dibattito tra cittadini e istituzioni a ogni livello nella libertà di pensiero sancita dall' articolo 21 della Carta fondativa della Repubblica, sempre tradita dagli spergiuri pur vincolati ad onorarla. I cattivi politici non si aspettavano qualche mese fa un milione di persone in piazza per la Palestina e trascurano l'opposizione diffusa alla transizione energetica falsa e capace di aggravare la crisi ecologica con la sottrazione di vagonate quotidiane di denaro pubblico a un possibile passaggio alle rinnovabili reale, democratico, policentrico, a consumo di suolo zero, rispettoso dei territori e della vita dei loro abitanti. L'esempio alla ribalta della cronaca viene da San Vito sullo Jonio: la politica regionale calabrese non può servire due altari, quello degli operatori turistici, dei produttori di cibo di una filiera virtuosa connessa al trekking Coast to coast e al Biodistretto del Parco Regionale delle Serre e dei territori limitrofi, e contemporaneamente quello del fondo infrastrutturale statunitense JP Morgan, che agisce nelle Serre calabresi grazie alla società/prestanome Parco Eolico San Vito s.r.l, il cui capitale sociale basta sì e no ad acquistare una scorta annuale di stuzzicadenti. Questa compagnia di vassalli vuole realizzare a scapito di alberi e suolo un infame impianto eolico industriale, in conflitto con l'economia locale e con la qualità ambientale dell'intero vasto comprensorio interprovinciale. La Regione ha scelto di servire l'altare americano, rinunciando a percorrere fino in fondo la vicenda giudiziaria condotta in primo grado attestandosi su una coerente posizione antagonista, in difesa del decreto che aveva caducato la procedura relativa al progetto. Ora la Regione mostra di non voler ricorrere al Consiglio di Stato in secondo grado e ha scatenato lo sdegno dei cittadini che sarebbero travolti dal mega impianto, affiancati dai loro amministratori. Occhiuto ha ricevuto ( dai sindaci e dagli operatori economici che giorno per giorno inverano la retorica sul turismo lento, esperienziale, sul ripopolamento delle aree interne, sugli itinerari del gusto e dell'anima ) due lettere molto incisive e belle, ma fa orecchie da mercante mentre ieri una popolazione di 400 persone si è riversata sulla montagna provenendo da due suoi versanti, raggiungendo Passo Napoli e poi il Lago Acero con una doppia marcia a piedi. Questi benemeriti manifestanti, consapevoli dei loro diritti e disposti a difenderli anche con l'opposizione fisica all'eventuale apertura dei cantieri, erano una pacifica ma inflessibile avanguardia di comunità molto più ampie: rappresentavano le loro famiglie, le loro aziende e pezzi consistenti dei loro paesi. E anche il sindaco di Polìa Luca Alessandro e quello di Serra San Bruno Alfredo Barillari esprimevano la posizione comune sancita da una delibera della Comunità del Parco e dalla avversione al progetto di tutte le amministrazioni delle località attraversate dal percorso del trekking, Soverato e Pizzo comprese. Francesco Bevilacqua e Alberto Ziparo hanno dato voce agli intellettuali non allineati, corroborando le ragioni della battaglia con profonde e sfaccettate riflessioni, e la migliore Calabria ha camminato, discusso, suonato, cantato e abbracciato la sua montagna ancestrale. Vadano incontro a gente così bella i politicanti calabresi, per ritornare politici degni di questo nome recuperando dignità e credibilità, invece di prostrarsi alla barbarie tecnologica della presunta economia verde. In ogni caso non finisce qui per il popolo dei boschi ( a proposito del quale ieri è stato citato Gioacchino Criaco, un altro artista/ intellettuale vicino ai manifestanti) : non vulimu chisti pali / e no' ndi movimu i cca, cantavano appunto i festosi, creativi e colorati cortei partiti dal Lago Acero e dalla faggeta Gigliara di Polia per congiungersi a Passo Napoli, dove sono programmate le Pale al posto di centinaia di alberi secolari.

Movimento Terra e Libertà-Calabria
Italia Nostra Soverato Guardavalle
Kalabria Eko Fest
Coordinamento regionale Controvento-per il paesaggio e il territorio calabrese

28/07/2026
22/07/2026
19/06/2026
15/06/2026

Sul caso intervengono il movimento Terra e Libertà e il coordinamento Controvento che sollecitano la Cittadella a proporre impugnazione a Palazzo Spada. Le pale sorgerebbero sul percorso del coast to coast tra Soverato e Pizzo

13/06/2026

Non aveva neanche trent’anni quando la sua vita ebbe fine. Furono i killer della mafia a metterci un punto. Andava dalla fidanzata, Mario D’Aleo, capitano dei carabinieri, quando lo freddarono. Gli scaricarono addosso un caricatore uccidendo lui e i due colleghi di scorta.

Per far ammazzare un ragazzo neanche trentenne si scomodarono i vertici della mafia. C’erano Riina, Provenzano, Greco, Calò, Brusca come mandanti. All’inizio infatti nessuno si preoccupò di lui, troppo giovane. Poi Mario D’Aleo si mise a lavorare con una caparbietà unica e nel giro di pochi anni mise a rischio i loro traffici di droga, le estorsioni, il riclcaggio. Di più: mise a rischio la stessa latitanza di Riina e Provenzano. Per questo decisero di ucciderlo.

D'Aleo doveva sposarsi da lì a poco. Uomo con un grande senso del dovere, ma anche un bravo, bravissimo ragazzo che sognava di fare il carabiniere sin da bambino. Quando la famiglia, facendo sacrifici, lo mandò infatti all’accademia di Modena lui si scusava per le spese che dovevano sostenere. “Chiedo scusa a papà se spendo un po' troppi soldi per telefonare, ma sentire la sua voce familiare è davvero bello”, diceva.

Era il 13 giugno quando venne ucciso.
Non arrivò ai trent’anni.

A lui, anche quest'anno, il ricordo di tutti noi.

09/04/2026

𝐈𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐢 𝐟𝐢𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐍𝐞𝐭𝐚𝐧𝐲𝐚𝐡𝐮

il buongiorno di Giulio Cavalli

Mentre scrivo non c’è una cifra considerata credibile dei morti e dei feriti che Israele ha provocato in Libano. Qualcuno dice che i feriti sarebbero almeno settecento, altri scrivono che sarebbero almeno trecento i morti mentre altri ancora sono sepolti sotto le macerie delle loro case da cui non sono riusciti a fuggire. Una notizia certa e verificata è che gli ospedali libanesi hanno terminato il sangue. Un Paese dissanguato mentre il funesto Donald Trump ballava per una tregua di carta che già gocciola sangue, appunto.

Attaccando obiettivi civili con la furia sterminatrice che abbiamo già visto a Gaza ancora oggi Israele dimostra, per l’ennesima volta**, di essere** uno Stato canaglia con un’irrefrenabile indole assassina. Netanyahu e il suo clan sono la perfetta incarnazione del terrorismo che mortificano addossandolo agli altri. Oggi Israele è la negazione del diritto internazionale, della libertà, del rispetto delle vite umane: è il nemico numero uno dell’Occidente.

La coalizione che si presenterà alle prossime elezioni per rappresentare l’elettorato del centrosinistra non può esimersi da una scelta netta. Qui non è questione di imbarcare o meno il leaderino narciso di qualche partituncolo in perenne decadenza. Scegliere inequivocabilmente di costruire una coalizione senza fiancheggiatori di questo Stato di Israele è il primo punto per provare ad essere credibili. Chiunque appoggi, anche di sponda, il governo israeliano ha le mani (e spesso la bocca) sporche di sangue.

Buon giovedì.

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Appuntamento da non perdere!Un film di Luca Calvetta con Ascanio Celestini Unica data in CALABRIA Dopo l’emozionante inc...
08/04/2026

Appuntamento da non perdere!

Un film di Luca Calvetta con Ascanio Celestini
Unica data in CALABRIA

Dopo l’emozionante incontro con Dacia Maraini, che lo ha definito “un poema”, dopo i sold out di Napoli e Roma, Il mare nascosto torna in Calabria, la terra dove è stato girato, nei luoghi e tra i volti che ha catturato, per un appuntamento unico.

Il film pluripremiato (al Magna Graecia Film Festival e al Tropea Film Festival, tra i tanti in tutta Italia) arriva a Catanzaro per una proiezione speciale. A seguire il regista Luca Calvetta dialogherà con

VITO TETI
10 aprile 2026, ore 20.30
Cineteatro Comunale, CATANZARO

Modera ROSITA MERCATANTE

Dialogo intorno al film Il mare nascosto e ai libri La Restanza(Einaudi) e Razza maledetta (Meltemi) di Vito Teti

In collaborazione con Libreria UBIK

ACQUISTA qui il BIGLIETTO:
https://www.comunalecatanzaro.18tickets.it/film/51682

IL MARE NASCOSTO
Un film di Luca Calvetta interpretato da Ascanio Celestini

Il mare nascosto è un’opera poetica e politica, un film corale che supera i confini tra cinema, teatro e documentario, tra realtà e immaginazione. Liberamente ispirato al Piccolo principe, la favola di Antoine de Saint-Exupéry, Il mare nascosto è un viaggio interiore e fisico attraverso luoghi misteriosi, personaggi inattesi, volti e lingue, è una ricerca sul potere salvifico dell’arte e sulla libertà di essere sé stessi. Un’ode al nostro Sud e a tutti i Sud del mondo.

Il mare nascosto è un film indipendente, libero, fuori dagli schemi. Una vera sfida produttiva e artistica, un’esperienza visiva inedita.

Presentato in anteprima nella serata di apertura dell’Ischia Film Festival 2024, ha ricevuto numerosi premi come miglior film, miglior documentario, miglior regia in diversi festival italiani.

Scritto e diretto da Luca Calvetta, il testo originale si intreccia alle parole di Antoine de Saint-Exupéry, Pier Paolo Pasolini, Romain Gary e ai versi del poeta palestinese Mahmoud Darwish.

Guarda il TRAILER: https://vimeo.com/954445660

Il mare nascosto unisce cinema, teatro e documentario. Liberamente ispirato alla favola di Saint-Exupéry, Il piccolo principe, questo film racconta il viaggio di un giovane immigrato attraverso i volti e le ferite del Sud Italia. Un tentativo di riappropriarsi della propria storia e forse del propr...

Indirizzo

Via Zumpano, 9
Soverato Marina
88068

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 20:00
Martedì 17:00 - 20:00
Mercoledì 17:00 - 20:00
Giovedì 17:00 - 20:00
Venerdì 17:00 - 20:00
Sabato 17:00 - 20:00
Domenica 17:00 - 20:00

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