Sinistra Per Sovicille

Sinistra Per Sovicille Lista politica di sinistra attiva nel Comune di Sovicille (Si) Per cambiare pagina rispetto al passato!

I valori civile dell'antifascismo e della Resistenza, i diritti sociali dei lavoratori e dei cittadini tutti, la democrazia partecipata sono per noi i fondamenti di un Comune solidale, rispettoso delle culture e delle differenze, che si propone la tutela dell'ambiente, la promozione della qualità della vita, valorizzando le risorse e le attività produttive, culturali, associative e di volontariato legate al territorio.

06/01/2025

...... LA CHIAVE DI TUTTO È L’AZERBAIGIAN Alla fine ci hanno guadagnato tutti tranne il popolo siriano che è finito sotto le grinfie del terrorismo islamico

18/10/2024

Importante giornata di approfondimento contro la militarizzazione di scuole e territorio.

29/09/2024

Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah è sotto le macerie dei sei palazzi bombardati da Israele a Beirut. Bombardamenti continui sul Libano, movimenti di truppe, la guerra totale forse è già iniziata, il mondo tace attonito. Tranne Joe Biden: «È stata una misura di giustizia»

DA LEGGERE!Biden ha un dovere: avviare i negoziatiCOME FINIRE LA GUERRA - Per la quinta volta la Russia propone una nuov...
22/06/2024

DA LEGGERE!

Biden ha un dovere: avviare i negoziati
COME FINIRE LA GUERRA - Per la quinta volta la Russia propone una nuova trattativa e le sue richieste sono discutibili, compresa la ridefinizione dei confini. Gli Stati Uniti devono dismettere la strategia neocon e sedersi al tavolo

DI JEFFREY SACHS
22 GIUGNO 2024

Per la quinta volta dal 2008, la Russia ha proposto di negoziare con gli Stati Uniti con le proposte fatte dal presidente Vladimir Putin il 14 giugno 2024.

Già quattro volte gli Stati Uniti hanno rifiutato l’offerta di negoziati preferendo la strategia neocon di indebolire o smembrare la Russia attraverso la guerra e operazioni segrete. Le tattiche neocon hanno fallito in modo disastroso, devastando l’Ucraina e mettendo in pericolo il mondo intero. Dopo la fase guerrafondaia, è ora che Biden apra a negoziati di pace. Dalla fine della Guerra fredda, la strategia degli Stati Uniti è stata quella di indebolire la Russia (…) Washington ha spinto in modo aggressivo l’allargamento della Nato, nonostante le promesse fatte a Mikhail Gorbaciov e Boris Eltsin che la Nato non si sarebbe allargata di un solo centimetro a Est della Germania (…) Già nel 2020, la Nato si era allargata a 14 Paesi dell’Europa centrale, orientale e dell’ex Unione Sovietica (…). È in questo cupo contesto che i leader russi hanno ripetutamente proposto di negoziare accordi di sicurezza per garantire la sicurezza di tutti i Paesi interessati, non solo del blocco Nato. Guidati dal piano neocon, gli Stati Uniti si sono ripetutamente rifiutati, cercando di addossare alla Russia la colpa dei mancati negoziati.

Nel giugno 2008, mentre gli Usa si preparavano a espandere la Nato all’Ucraina e alla Georgia, il presidente russo Dmitry Medvedev ha proposto un Trattato di Sicurezza Europeo, chiedendo la sicurezza collettiva e la fine dell’unilateralismo della Nato.(…) La seconda proposta russa di negoziati è arrivata da Putin dopo il violento rovesciamento del presidente ucraino Viktor Yanukovych nel febbraio 2014, con la complicità attiva, se non proprio la guida, del governo statunitense. Mi è capitato di vedere da vicino la complicità degli Stati Uniti, dato che il governo post-golpe mi ha invitato a discutere di questioni economiche urgenti. Quando sono arrivato a Kiev, sono stato portato in piazza Maidan, dove mi è stato detto direttamente del finanziamento statunitense della protesta (…) A mio avviso, si è trattato di una normale operazione segreta di “regime change” condotta dalla Cia (…) Nel corso del 2014, Putin ha chiesto ripetutamente una pace negoziata, che ha portato all’accordo di Minsk II nel febbraio 2015, basato sull’autonomia del Donbas e sulla fine della violenza da entrambe le parti. La Russia non ha rivendicato il Donbas come territorio russo, ma ha chiesto l’autonomia e la protezione dell’etnia russa all’interno dell’Ucraina. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvò l’accordo, ma i neoconservatori statunitensi lo hanno sovvertito privatamente. Anni dopo, la cancelliera Angela Merkel ha rivelato la verità. L’Occidente ha trattato l’accordo come una tattica dilatoria per “dare tempo” all’Ucraina di costruire la propria forza militare. Nel frattempo, circa 14.000 persone sono morte.

Dopo il definitivo fallimento dell’accordo di Minsk II (…) il 15 dicembre 2021 Putin ha messo sul tavolo una bozza di “Trattato tra gli Stati Uniti d’America e la Federazione Russa sulle garanzie di sicurezza”. La questione più immediata (articolo 4 della bozza di trattato) era la fine del tentativo statunitense di espandere la Nato all’Ucraina. Ho chiamato il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Jake Sullivan alla fine del 2021 per cercare di convincere la Casa Bianca a partecipare ai negoziati. Il mio consiglio principale fu di evitare una guerra in Ucraina accettandone la neutralità, piuttosto che l’adesione alla Nato, evidente linea rossa invalicabile per la Russia. La Casa Bianca rifiutò categoricamente il consiglio, sostenendo in modo straordinario (e ottuso) che l’allargamento della Nato all’Ucraina non fosse affare della Russia! (…)

La quarta offerta di negoziato da parte di Putin è arrivata nel marzo 2022, quando Russia e Ucraina hanno quasi concluso un accordo di pace poche settimane dopo l’inizio dell’operazione militare speciale russa, (…) ancora una volta, la Russia puntava a una cosa importante: la neutralità dell’Ucraina, vale a dire l’impossibilità di aderire alla Nato e di ospitare missili statunitensi al confine.

Il presidente Volodymyr Zelensky accettò rapidamente la neutralità dell’Ucraina e Ucraina e Russia si scambiarono i documenti, con l’abile mediazione del ministero degli Esteri della Turchia. Poi, improvvisamente, alla fine di marzo, l’Ucraina ha abbandonato i negoziati. Il primo ministro britannico Boris Johnson, seguendo la tradizione di guerra antirussa britannica che risale alla guerra di Crimea, è volato a Kiev per mettere in guardia Zelensky dalla neutralità e dall’importanza di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia. Da quella data, l’Ucraina ha avuto circa 500.000 morti ed è messa alle strette.

Ora abbiamo la quinta offerta negoziale della Russia, spiegata in modo chiaro e convincente dallo stesso Putin nel suo discorso ai diplomatici presso il ministero degli Esteri russo il 14 giugno. “L’Ucraina dovrebbe adottare uno status neutrale e non allineato, essere libera dal nucleare e subire la smilitarizzazione e la de-nazificazione”, ha detto Putin. “Questi parametri sono stati ampiamente concordati durante i negoziati di Istanbul nel 2022, compresi i dettagli specifici sulla smilitarizzazione, come il numero concordato di carri armati e altre attrezzature militari. Abbiamo raggiunto un consenso su tutti i punti”. “Certamente, i diritti, le libertà e gli interessi dei cittadini di lingua russa in Ucraina devono essere pienamente protetti”, ha proseguito. “Le nuove realtà territoriali, tra cui lo status della Crimea, di Sebastopoli, delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, di Kherson e di Zaporizhzhia come parti della Federazione Russa, devono essere riconosciute. Questi principi fondamentali devono essere formalizzati in futuro attraverso accordi internazionali fondamentali. Naturalmente, ciò comporta anche la rimozione di tutte le sanzioni occidentali contro la Russia”.

Le proposte della Russia dovrebbero essere soddisfatte al tavolo dei negoziati. La Casa Bianca ha torto marcio a sottrarsi solo perché non è d’accordo con le proposte. Dovrebbe presentare le proprie e mettersi al lavoro per negoziare la fine della guerra. Ci sono tre questioni fondamentali per la Russia: la neutralità dell’Ucraina, la Crimea in mano russa e i cambiamenti dei confini nell’Ucraina orientale e meridionale. Le prime due sono quasi sicuramente non negoziabili (…) La terza questione, i confini dell’Ucraina orientale e meridionale, sarà un punto chiave. Gli Stati Uniti non possono fingere che i confini siano sacrosanti dopo che la Nato ha bombardato la Serbia nel 1999 per farle cedere il Kosovo e dopo che gli Stati Uniti hanno fatto pressione sul Sudan per farle cedere il Sudan meridionale. Sì, i confini dell’Ucraina saranno ridisegnati come risultato di 10 anni di guerra, della situazione sul campo di battaglia, delle scelte delle popolazioni locali e dei compromessi fatti al tavolo dei negoziati. Biden deve accettare il fatto che i negoziati non sono un segno di debolezza. Come disse Kennedy: “Mai negoziare per paura, ma mai temere di negoziare”. Ronald Reagan descrisse notoriamente la propria strategia usando un proverbio russo: “Fidati ma verifica”.

L’approccio neocon alla Russia, delirante e arrogante, è in via di fallimento. La Nato non si allargherà mai all’Ucraina e alla Georgia. La Russia non sarà rovesciata da un’operazione segreta della Cia. L’Ucraina è stata orribilmente insanguinata sul campo di battaglia, spesso perdendo 1.000 o più morti e feriti in un solo giorno. Il fallito piano di gioco dei neocon ci avvicina all’Armageddon nucleare (…)

Per il bene della stessa sopravvivenza dell’Ucraina e per evitare una guerra nucleare, il presidente degli Stati Uniti ha oggi una responsabilità fondamentale: negoziare.

For goodness' sake, negotiate!

22/06/2024

Il nostro è un Paese particolare, dove leghisti calabresi siedono in parlamento e festeggiano l’approvazione dell’ “autonomia differenziata”, come agnelli che apparecchiano il pranzo pasquale.

Un Paese dove un partito come la Lega, con la quale si sono fatti governi d’unità nazionale, può ora sancire quella “secessione di fatto” che ha cercato da 30 anni, fra ampolle alla foce del Po, raduni con corna di bue in testa e ben più concreti calcoli sui denari da trattenere nelle regioni del nord (il cosiddetto “residuo fiscale”).

Un Paese dove la Lega può rompere ogni vincolo di solidarietà nazionale grazie alla strada che le è stata spianata dal centrosinistra nel 2001, con la pazzesca modifica del titolo V della Costituzione, una forzatura che ancora oggi sanguina.

Un Paese dove il divario nord/sud viene scolpito sulla pietra da una presidente del consiglio (che però si fa chiamare “il presidente”) che proviene da un partito il cui nome, “Fratelli d’Italia”, allude all’unità nazionale.

Un Paese dove le Regioni che hanno avviato il processo verso l’autonomia differenziata sono il Veneto e la Lombardia, immediatamente seguite dalle ex regioni rosse (dove è da sottolineare la parola ex), in primis l’Emilia Romagna di cui era presidente Bonaccini e vicepresidente Elly Schlein, attuale segretaria del PD.

Un Paese dove Elly Schlein, che allora aveva firmato tutto in qualità di vicepresidente della Regione, oggi fa un’inversione a U e si scaglia contro quell’autonomia differenziata che lei stessa aveva voluto (meglio tardi che mai, si dirà). Il costituzionalista Francesco Pallante (Spezzare l’Italia, Einaudi 2024) precisa che quel che ha chiesto “l’Emilia Romagna è a volte persino più incisivo rispetto a Veneto e Lombardia e, comunque, sempre relativo a materie di primario rilievo”. Ad esempio l’Emilia-Romagna di Bonaccini e Schlein aveva chiesto di dotarsi di “un proprio sistema scolastico regionale, in concorrenza con quello statale, in cui poter formare gli insegnanti e scrivere i programmi”. Pallante, nel suo libro, risponde indirettamente anche alle dichiarazioni di Bonaccini, il quale adesso sostiene di non volere l’autonomia differenziata di Calderoli e di averne in mente una declinazione differente: “in che cosa consisterebbe la contrapposizione tra le due autonomie non è, però, dato conoscere, dal momento che le bozze (…) sono in larga misura perfettamente sovrapponibili le une con le altre".

Un Paese dove anche la Regione Toscana dell’allora presidente della giunta Rossi e dell’allora presidente del consiglio regionale Giani (oggi divenuto a sua volta presidente della Regione) seguì Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Prima il gruppo del PD regionale della Toscana votò in consiglio regionale un atto della Lega a favore dell’autonomia differenziata; poi, per ribadire il concetto, ne approvò un secondo, stavolta proposto direttamente da Giani, per il quale l’autonomia differenziata viene pure condita e accompagnata da una sorta di provincialissimo culto della storia patria regionale. E tutto questo nel silenzio della stampa e dei media, che hanno una speciale capacità di non trattare le questioni rilevanti, o almeno di non farlo per tempo. Noi (come sinistra) ci trovammo da soli a battagliare contro l’autonomia differenziata, ottenendo sui nostri atti il voto a favore del M5S. Ed oggi eccoci qui.

Ma per fortuna questo nostro Paese è anche molto altro; è un Paese dove il popolo italiano ha bocciato le pessime riforme costituzionali di Berlusconi, Renzi e Boschi e farà lo stesso nei referendum contro “premierato” e “autonomia differenziata” di Meloni e Salvini. Rimbocchiamoci le maniche.

06/05/2024

La nostra lista Pace Terra Dignità è stata riammessa nella circoscrizione delle isole dall'Ufficio Centrale Elettorale. Rimane ora solo un timbro che impedisce all'unica lista che ha raccolto 100.000 firme di essere presente in tutto il territorio nazionale. La non ammissione della lista contro la guerra nella circoscrizione del nordovest pone un gravissimo problema di democrazia.

Maurizio Acerbo

CONFERENZA STAMPA - MARTEDÌ 7 MAGGIO 2024, ore 12
Redazione ‘Servizio Pubblico’,
in via Virginio Orsini, 27

con Maurizio Acerbo | Raniero La Valle | Marta Grande | Michele Santoro

C’è una congiura del silenzio sulla guerra, ma noi andremo avanti.
L’esclusione della lista Pace Terra Dignità a Nord Ovest è una grave lesione dei diritti costituzionali dei cittadini, alla quale ci opporremo con tutte le nostre energie.

Diretta su pagina di Michele Santoro

02/05/2024

Loretta Valenti è la candidata a sindaco di Sovicille per le prossime elezioni amministrative della lista "Svolta a Sinistra"

13/03/2024

VOCI DI PALESTINA

da "Diario di una ferita palestinese" di Mahmoud Darwi

O voi, viaggiatori tra parole fugaci
da voi la spada … e da noi il sangue
da voi l’acciaio, il fuoco … e da noi la carne
da voi un altro carro armato … e da noi un sasso
da voi una bomba lacrimogena … e da noi la pioggia.
E’ nostro ciò che avete di cielo ed aria.
Allora, prendete la vostra parte del nostro sangue,
ed andatevene.
Entrate ad una festa di cena e ballo,
ed andatevene.
Noi dobbiamo custodire i fiori dei martiri.
Noi dobbiamo vivere, come desideriamo.
O voi, viaggiatori tra parole fugaci.
Come la polvere amara, marciate dove volete
ma non fatelo tra di noi, come insetti volanti.
L’aceto è nella nostra terra finché lavoriamo,
mietiamo il nostro grano, lo annaffiamo
con le rugiade dei nostri corpi.
Abbiamo qui ciò che non vi accontenta:
un sasso … o una soggezione.
Prendete il passato, se volete, e portatelo
al mercato degli oggetti artistici.
Rinnovate lo scheletro all’ upupa, se volete,
su un vassoio di terracotta.
Abbiamo qui ciò che non vi accontenta:
abbiamo il futuro….e abbiamo
nella nostra terra, ciò che fare.
O voi, viaggiatori tra parole fugaci.
Ammassate le vostre fantasie in una
fossa abbandonata, ed andatevene.
E riportate le lancette del tempo
alla legittimità del vitello sacro
o al momento della musica di una pi***la!
Abbiamo qui ciò che non vi accontenta
abbiamo ciò che non c’è in voi:
una patria sanguinante
un popolo sanguinante, una patria
adatta all’oblio o alla memoria ….
O voi, viaggiatori tra parole fugaci.
E’ giunto il momento che ve ne andiate
e dimoriate dove volete, ma non tra noi.
E’ giunto il momento che vi ne andiate
e moriate dove volete, ma non tra noi.
Abbiamo nella nostra terra, ciò che fare
il passato qui è nostro.
E’ nostra la prima voce della vita,
nostro il presente … il presente e il futuro
nostra, qui, la vita …e nostra l’eternità.
Fuori dalla nostra patria …
dalla nostra terra … dal nostro mare
dal nostro grano … dal nostro sale
dalla nostra ferita …da ogni cosa.
Uscite dai ricordi della memoria
O voi, viaggiatori tra parole fugaci !….

24/02/2024

VOCI DI PALESTINA

“Fino a quando avrò” di Samih al-Qasim

Fino a quando avrò pochi palmi della mia terra!
Fino a quando avrò un ulivo…
un limone…
un pozzo…un alberello di cactus!
Fino a quando avrò un ricordo,
una piccola biblioteca,
la foto di un nonno defunto… un muro!
Fino a quando nel mio paese ci saranno parole arabe…
e canti popolari!
Fino a quando ci saranno un manoscritto di poesie,
racconti di ‘Antara al-’Absi
e di guerre in terra romana e persiana!
Fino a quando avrò i miei occhi,
le mie labbra,
le mie mani!
Fino a quando avrò… la mia anima!
La dichiarerò in faccia ai nemici!
La dichiarerò… una guerra terribile
in nome degli spiriti liberi
operai… studenti… poeti…
la dichiarerò… e che si sazino del pane della vergogna
i vili… e i nemici del sole.
Ho ancora la mia anima…
mi rimarrà… la mia anima!
Rimarranno le mie parole… pane e arma… nelle mani dei ribelli!

16/02/2024

Gugliotti verso il terzo mandato? Meglio di NO!

Forse la crisi della politica, la mancanza di nuove leve e/o consolidati interessi ha portato il governo nazionale ad adottare la sciagurata decisione di permettere il terzo mandato per i sindaci nei comuni tra i 5 e i 15mila abitanti. Non è un obbligo ma una scelta compiuta, anche a Sovicille, dal PD locale che spera di andare verso i 15 anni di mandato consecutivo con un sindaco che non ha un profilo condiviso, che non ha innovato, non ha guardato dalla parte dei bisognosi, non ha provveduto ad un piano casa o ad una revisione vera delle tariffe scolastiche, tra le più onerose d’Italia e che ha esternalizzato servizi pubblici facendo su molte cose il contrario di quanto promesso in campagna elettorale, ragione per cui ha perso per strada un pezzo della sua coalizione, mantenendosi al governo del Comune grazie al sostegno di qualche consigliere di opposizione.
Il PD ha così tanta paura di perdere da ripresentare un sindaco che ha promosso scelte indistinguibili dalla destra?
In dieci anni questo Sindaco ha fatto il deserto intorno a sé, questa paura di connotarsi a sinistra è la morte della bella politica. La paura di dichiararsi contro le guerre filooccidentali e l’accettazione dell’esistente disaffeziona tante persone , le distacca e distrae dal bene comune.
L’inazione nel governo del territorio verso una sua difesa, rilancio, protagonismo, porta all’abulia dei cittadini.
Occorre uno slancio per arrestare questo processo, occorre una lista che possa unire tutto ciò che è a sinistra del PD per portare nel Consiglio la voce di coloro che ora si sentono sfiduciati e non vogliono votare per il meno peggio. Noi siamo pronti/e a dare il nostro contributo.

15/01/2024

VOCI DI PALESTINA

“Un attimo” di Fdwa Tuqan

Desidero solo silenzio e quiete,
non parlarmi di cose del passato e del futuro
non parlarmi di ieri e non andare
all’indomani.
Questo attimo, per me,
non ha nè prima nè dopo
non ha più senso
ieri è scomparso quali echi e ombre
e l’ignoto domani si dilaga lontano
e non si vede più
sarà forse diverso di quanto han disegnato
le mani dai sogni tuoi e miei,
diverso di quanto desideriamo?
Questo attimo, e non altri tempi,
è un fiore che si apre nelle nostre mani:
senza frutti senza radici
ma è solo un fiore di spontanea bellezza,
teniamolo bene prima che si trappi,
amore mio!

22/12/2023

“L’UE decide di uccidere il diritto d’asilo e chi lo richiede”

Dopo 3 anni di negoziati la commissione europea presieduta dalla guerrafondaia Ursula Von der Leyen, compie un altro crimine con l’appoggio di noti complici. Il New pact on migration and asylum è stato approvato con le sole critiche, da destra, dell’Ungheria di Orban.

Di fatto le radici stesse dell’Unione vengono istituzionalmente recise decretando: controlli più severi all’ingresso, centri di detenzione, vicini alle frontiere per rimandare chi non è ritenuto come avente diritto a protezione, anche verso paesi “terzi sicuri”, esborso di soldi da parte dei Paesi che non accettano richiedenti asilo, verso quelli sottoposti a maggiore pressione migratoria.

Per capire la portata del disegno basti prendere le dichiarazioni di Marine Le Pen che parla apertamente di sua “vittoria ideologica” o quelle di Giorgia Meloni che vuole di assumere tali decisioni mediante un Pdl.

Ora il testo dovrà essere sottoposto al vaglio del Consiglio europeo e del Parlamento ma difficilmente incontrerà opposizioni tali da mutarne la natura. Sarà il terreno su cui si giocheranno le elezioni europee del 2024.

La prossima primavera vedrà insomma un intensificarsi di spese per muri, fili spinati, strumenti di repressione e di respingimento in mare o sulla rotta balcanica. Questa guerra mai percepita, iniziata decenni fa contro migranti e richiedenti asilo e fatta propria anche dal sedicente centro sinistra, subisce una brusca accelerazione.

Ragione in più per dire che, costruendo una lista unitaria per le elezioni europee, per la pace, ci si debba schierare in maniera netta e inflessibile anche contro chi sostiene, con il patto approvato oggi, la carneficina quotidiana che non fa rumore ma che uccide, violenta, tortura e opprime, lasciando spiragli di ingresso nell’opulenta Europa solo per chi serve a coprire nicchie di lavoro necessarie.

Per noi resta valida la lezione dell’art. 10 della Costituzione italiana, per dirlo con le parole del nostro compagno Mimmo Lucano “pace e accoglienza”.

Maurizio Acerbo , segretario nazionale
Stefano Galieni , responsabile immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Coordinamento Unione Popolare

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53018

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