03/05/2026
Al netto delle parole spese in Consiglio, resta una cosa evidente:
𝐋𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐃𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈.
Per mesi è stato detto che la scuola di via Montessori era 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚, 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚, 𝐢𝐝𝐨𝐧𝐞𝐚.
Poi, di fronte ai fatti, si dice che è “un cantiere” e che quella vista è solo una “fotografia momentanea”.
Allora la domanda è semplice:
𝐄𝐑𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐍𝐓𝐀 𝐎 𝐄𝐑𝐀 𝐔𝐍 𝐂𝐀𝐍𝐓𝐈𝐄𝐑𝐄?
Si dice che i problemi non sono di questa amministrazione.
Poi però si elencano interventi fatti (e ancora da fare) proprio su infiltrazioni, impianti, degrado, sicurezza.
Allora: 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐜’𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐨 𝐧𝐨?
Si parla di sicurezza come 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭à 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚.
Ma nello stesso tempo si definiscono “interventi ordinari” infiltrazioni, umidità, vetri rotti, battiscopa che cedono.
Davvero questa sarebbe 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢𝐭à 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢?
E poi si arriva persino a dare la colpa al meteo: piove, quindi è normale che l’edificio si degradi.
Ma proprio per questo gli interventi dovrebbero 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢.
Si accusa la minoranza di fare “allarmismo”.
Ma poi si ammette che serviranno nuovi interventi, ulteriori lavori, ulteriori risorse per rendere la struttura “sicura”.
Allora l’allarmismo dov’è?
𝐍𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞?
E infine:
non si mente, si dice. Ma se una struttura viene dichiarata pronta e poi si scopre che non lo è, non è una questione di opinioni. È una 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚.
La verità è che non servono ricostruzioni lunghe per spiegare ciò che è semplice:
𝐜’è 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐢ò 𝐜𝐡𝐞 è 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐢ò 𝐜𝐡𝐞 è.
E su una scuola, questa distanza non è accettabile.
Perché sulla sicurezza dei bambini 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐩𝐮ò 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐚𝐫𝐞.
E soprattutto, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐩𝐮ò 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à… 𝐧𝐞𝐦𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐦𝐞𝐭𝐞𝐨.