11/08/2026
«STRUMENTALIZZANO O NON SANNO»: NOI, INVECE, CHIEDIAMO RISPOSTE
Leggiamo con stupore le parole della sindaca Paoli sulla vicenda della revoca della procedura per il Dirigente Tecnico.
Ci viene detto che l'opposizione strumentalizza, che non conosce gli atti o, peggio ancora, che li racconta volutamente in maniera distorta.
Vorremmo allora partire proprio da qui.
Noi consiglieri di opposizione non facciamo questo per professione. Cerchiamo di svolgere nel modo più serio possibile un compito che oggi è tutt'altro che semplice: studiare gli atti, controllare l'operato dell'Amministrazione, porre domande e informare i cittadini.
Lo facciamo spesso nel tempo che riusciamo a sottrarre al lavoro e alla famiglia e senza le strutture, gli uffici e le risorse a disposizione di un'Amministrazione comunale.
E proprio per questo, nei mesi scorsi abbiamo cercato in tutti i modi di acquisire informazioni e documentazione, presentando accessi agli atti e interrogazioni a risposta scritta, proprio per poter esercitare fino in fondo il nostro ruolo di consiglieri comunali.
Il problema è che alcune di queste richieste non sono state evase dall'Amministrazione, oppure non hanno ricevuto risposta nei tempi e nei modi necessari.
E allora una domanda alla sindaca viene spontanea: come si può accusare l'opposizione di "non conoscere gli atti" quando siamo proprio noi ad averli chiesti, attraverso gli strumenti istituzionali a nostra disposizione, e quando in più occasioni le risposte non sono arrivate?
Perché se vogliamo parlare di fatti, dobbiamo parlare anche di questo.
IL PROBLEMA DELLA PROCEDURA LO AVEVAMO GIÀ SEGNALATO NOI
C'è poi un elemento che rende ancora più singolare l'accusa di "non conoscere gli atti".
La questione relativa al metodo di assunzione del dirigente e alle modalità con cui la procedura veniva portata avanti era stata da noi puntualmente segnalata all'Ispettorato della Funzione Pubblica, che è l’ente preposto a regolare questo tipo di questioni (non quello del Lavoro o INL, come citato forse in maniera frettolosa dalla Sindaca) già il 7 aprile 2026.
E lo possiamo dimostrare documentalmente attraverso il numero di protocollo della segnalazione presentata all'Ispettorato.
Quindi una cosa possiamo dirla con assoluta certezza: il tema era già ben conosciuto dall'opposizione mesi prima della revoca della procedura.
E questo rende quantomeno curioso sentirci accusare oggi di non conoscere gli atti o di aver inventato a posteriori una ricostruzione strumentale.
LA DOMANDA SULL'ISPETTORATO
La sindaca sostiene che l'Amministrazione si sia accorta autonomamente del vizio procedurale e che, una volta individuato dall'Ufficio Personale, la procedura sia stata revocata.
Prendiamo atto di questa ricostruzione.
Ma proprio per questo c'è una domanda alla quale vorremmo finalmente avere una risposta:
LA NOSTRA SEGNALAZIONE TRAMITE ISPETTORATO E’ PERVENUTA AL COMUNE?
Perché se l'Amministrazione si era già autonomamente accorta dell'errore, vorremmo sapere quando se ne è accorta, chi lo ha rilevato, attraverso quale atto, quando è stata interessata l'autorità esterna.
Perché noi una cosa la possiamo documentare: il 7 aprile 2026 una segnalazione puntuale sul metodo di assunzione era già stata presentata all'Ispettorato da parte nostra.
C'è un numero di protocollo.
C'è una data.
C'è un documento.
Non è una ricostruzione politica. È un fatto documentabile.
E allora la domanda diventa ancora più semplice:
QUANDO SOSTIENE DI ESSERSI ACCORTA AUTONOMAMENTE DEL PROBLEMA L'AMMINISTRAZIONE? PRIMA O DOPO LA NOSTRA SEGNALAZIONE DEL 7 APRILE?
Perché c'è una differenza sostanziale tra dire:
"Ci siamo accorti autonomamente di un vizio e abbiamo corretto la procedura"
e dire:
"È intervenuta una segnalazione o un rilievo esterno che ha portato l'Amministrazione a verificare la procedura e successivamente a revocarla".
Sono due ricostruzioni diverse.
E gli atti dovrebbero dirci quale delle due corrisponde alla realtà.
IL PUNTO CHE NON PUÒ ESSERE MINIMIZZATO
C'è poi una questione ancora più importante.
Se la procedura presentava effettivamente un vizio tale da richiedere la revoca, significa che quel vizio avrebbe potuto produrre conseguenze molto rilevanti per il Comune.
Se il problema non fosse stato individuato e la procedura fosse arrivata alla sua conclusione, oggi avremmo potuto avere un dirigente nominato attraverso una procedura viziata, con tutti i possibili rischi amministrativi, giuridici ed economici che una situazione del genere avrebbe potuto comportare per l'Ente.
E questo non è un dettaglio.
È esattamente il motivo per cui esiste il controllo dell'opposizione.
Noi non siamo chiamati a fare il tifo perché l'Amministrazione sbagli. Siamo chiamati a controllare che l'Amministrazione non sbagli.
E se è vero che l'Amministrazione si è accorta autonomamente del problema, saremo i primi a riconoscerlo.
Ma proprio per questo chiediamo che venga chiarito chi ha rilevato il vizio, quando è stato rilevato, chi ha interessato l'Ispettorato e quale ruolo abbia avuto la segnalazione nella successiva revoca della procedura.
E POI C'È UN'ALTRA DOMANDA: QUANDO AVETE DECISO DI DIRLO?
C'è un ulteriore elemento che riteniamo meriti una risposta.
Se, come sostiene la sindaca, l'Amministrazione si era accorta autonomamente del problema, perché questa vicenda non è stata portata tempestivamente all'attenzione del Consiglio comunale?
Perché il 31 luglio, in occasione del Consiglio comunale, non è stata fornita ai consiglieri e alla cittadinanza un'informazione chiara e completa su una procedura che oggi ci viene descritta come interessata da un vizio procedurale così rilevante?
E perché gli atti relativi alla vicenda sono arrivati alla pubblicazione a ridosso di Ferragosto?
Sia chiaro: non stiamo dicendo che la pubblicazione di un atto in agosto sia, di per sé, irregolare.
Stiamo ponendo una questione diversa: perché una vicenda tanto importante non è stata comunicata tempestivamente e in maniera trasparente al Consiglio comunale?
Perché se davvero si trattava semplicemente di un errore procedurale individuato autonomamente dagli uffici e prontamente corretto, non comprendiamo quale ragione ci fosse per non informare immediatamente il Consiglio e i consiglieri.
E ancora una volta torniamo alla stessa domanda:
COME POSSIAMO ESSERE ACCUSATI DI NON CONOSCERE GLI ATTI SE, DA UNA PARTE, ABBIAMO PRESENTATO ACCESSI AGLI ATTI E INTERROGAZIONI A RISPOSTA SCRITTA PER ACQUISIRE INFORMAZIONI E, DALL'ALTRA, ALCUNE DI QUESTE RICHIESTE NON SONO STATE EVASE?
E ARRIVIAMO ALLA DOMANDA POLITICA PIÙ IMPORTANTE
A questo punto una domanda politica è inevitabile.
QUAL È L'OBIETTIVO DELL'AMMINISTRAZIONE?
Per mesi ci è stato detto che l'introduzione della dirigenza rappresentava un obiettivo strategico per il Comune.
Oggi una procedura viene revocata e viene avviata una nuova procedura per un Dirigente Tecnico.
Ed è proprio per questo che vogliamo porre una domanda, senza fare illazioni e senza attribuire intenzioni che non siamo in grado di dimostrare:
L'OBIETTIVO DELL'AMMINISTRAZIONE È AVERE UN DIRIGENTE TECNICO OPPURE AVERE UN DETERMINATO DIRIGENTE TECNICO?
Sono due cose profondamente diverse.
Se l'obiettivo è semplicemente quello di dotare il Comune di una struttura dirigenziale più efficiente, allora dovrebbe essere interesse di tutti avere una procedura trasparente, corretta, imparziale e soprattutto inattaccabile sotto il profilo giuridico.
Se invece l'obiettivo fosse arrivare a una determinata soluzione organizzativa o a una determinata persona, allora sarebbe legittimo chiedersi perché si sia scelto questo percorso, perché si sia arrivati alla revoca e perché oggi si proceda nuovamente.
Non stiamo accusando nessuno di voler favorire qualcuno.
STIAMO CHIEDENDO DI POTER ESCLUDERE CHE SIA COSÌ.
E l'unico modo per farlo è la trasparenza.
ALLA FINE, LE DOMANDE SONO MOLTO SEMPLICI
Chi ha segnalato il problema all'Ispettorato?
Perché noi sappiamo di averlo fatto il 7 aprile 2026 e possiamo dimostrarlo con un numero di protocollo.
Quando è stata fatta la segnalazione?
Quando l'Amministrazione ha saputo del problema?
Quando è stato rilevato il vizio procedurale?
Quando è stata assunta la decisione di revocare la procedura?
Perché il Consiglio comunale non è stato informato tempestivamente?
Perché gli atti sono stati resi disponibili soltanto successivamente?
Perché alcune delle nostre richieste di accesso agli atti e interrogazioni a risposta scritta non hanno ricevuto risposta?
E soprattutto:
L'AMMINISTRAZIONE VUOLE SEMPLICEMENTE UN DIRIGENTE TECNICO OPPURE VUOLE QUEL DIRIGENTE TECNICO?
Sono domande legittime.
E non rappresentano una strumentalizzazione.
Rappresentano esattamente il lavoro che un'opposizione deve fare.
Perché noi non vogliamo raccontare i fatti in maniera distorta.
VOGLIAMO SEMPLICEMENTE POTERLI CONOSCERE.
E per conoscerli servono gli atti, le risposte e la trasparenza.
NON ACCUSE RECIPROCHE.
Fabio Bernardini - Capogruppo in Consiglio Comunale per Cittadini in Comune per Collesalvetti