29/09/2026
Nel consiglio comunale di ieri è stata approvata, con i soli voti della maggioranza, la mozione che tutti i consiglieri di maggioranza hanno presentato relativamente a "Indirizzi per lo sviluppo del fotovoltaico, la tutela del paesaggio, della biodiversità, del suolo agricolo e delle aree produttive". Pubblichiamo l'intervento della nostra capogruppo Antonella Bolletti.
"Con questa mozione i gruppi di maggioranza, dopo lunga e attenta riflessione sull’argomento e privi di posizioni preconcette a favore o contro, propongono quale indirizzo all’Amministrazione quello di sostenere concretamente le fonti rinnovabili, ma conciliandole con la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del suolo agricolo.
La priorità deve essere data agli impianti installati sui tetti, sulle coperture dei parcheggi e nelle aree già edificate, impermeabilizzate o compromesse e gli impianti devono avere dimensioni proporzionate ai consumi degli edifici e delle attività che li ospitano.
La criticità nasce con i grandi impianti a terra, soprattutto quando occupano aree agricole o interessano zone di particolare valore ambientale e paesaggistico, come il territorio a sud del Brancolo e le aree prossime alla Riserva naturale della Foce dell’Isonzo.
Non va infatti dimenticato che il progetto di impianto agrivoltaico recentemente proposto, depositato in Regione per l’istanza di rilascio dell’Autorizzazione unica energetica e di cui tutti abbiamo ampiamente letto sulla stampa - che ha sicuramente dato il via a tutte le riflessioni del caso - sarebbe ubicato in prossimità dell’Isola della C**a. Tale intervento andrebbe a snaturare del tutto una parte di territorio che la stessa Regione, con la Legge 42/96, ha individuato come di pregio ambientale e preminente interesse regionale, inserendola tra le Riserve naturali ex lege. L’impatto che un impianto del genere – per estensione e potenza – produrrebbe su un’area da metà degli anni ’90 nella Riserva “Foce dell’Isonzo”, zona inserita nella rete europea di “Natura 2000”, non può che far auspicare un intervento regionale, anche legislativo - su cui ci auguriamo anche i Consiglieri comunali di minoranza possano convenire - per evitare possibili interventi impiantistici di tale portata in aree a forte valenza ambientale. Del resto la Riserva era nata proprio per rispondere all’esigenza di invertire il processo di trasformazione e distruzione delle aree umide, ambienti primari per la vita degli uccelli acquatici e - purtroppo – oggi fondamentale per tutti visti gli impatti del cambiamento climatico in corso. Ci si chiede inoltre quali possano essere le conseguenze di un impianto di tale portata anche sulla fauna terrestre, visto che l’impianto dovrebbe essere protetto con reti di recinzione che restringerebbero in maniera considerevole gli spazi a disposizione di lepri, caprioli, tassi e cinghiali, spingendoli anche verso zone residenziali dove già sono segnalati incidenti stradali a causa della fauna selvatica.
Non si è quindi contrari all’agrivoltaico tout court; la questione è che vanno attentamente valutate le dimensioni e gli impatti sul territorio e la comunità, considerando favorevolmente solo gli impianti di dimensioni contenute, indicativamente inferiori a un megawatt o a un ettaro, realmente integrati con un’agricoltura di qualità e sostenuti da un piano agronomico concreto e verificabile: l’agricoltura non può essere solo una presenza formale utilizzata per eludere il divieto di impianti a terra!
Molte decisioni e procedure autorizzative non sono di competenza comunale; il gruppo del Partito Democratico ritiene tuttavia fondamentale rimarcare che si adopererà in ogni forma e a tutti i livelli possibili perché la Regione tenga in debita considerazione il confronto con il Comune di Staranzano (e la mozione va intesa proprio in questa direzione) nonché le espressioni della comunità interessata.
Comunità di Staranzano che - numeri alla mano per quanto risulta pubblicato sulla stampa - dovrebbe far valere che, considerato che l’obiettivo regionale da raggiungere entro il 2030 quale potenza complessiva in produzione di energia da fonti rinnovabili è di 1.960 MWP e considerato che a la potenza prodotta dall’ipotizzato Parco Solare Friulano 7 sarebbe di 100,84 MW, la potenza prodotta con il fotovoltaico per Fincantieri sarà di 12,00 MW, la potenza prodotta dall’impianto fotovoltaico per l’idrovora del Consorzio di Bonifica già approvato dal Consiglio Comunale è di 1,00 MW, risulta che la sola Staranzano contribuirebbe per 113,84 MW. Con questi numeri, cioè, Staranzano che ha lo 0,25% della superficie regionale e lo 0,6% degli abitanti della Regione, dovrebbe produrre il 5,8% della potenza totale richiesta per il FVG! Secondo noi si tratta di una sproporzione enorme, di cui speriamo anche il gruppi di minoranza del Consiglio Comunale di Staranzano vogliano tener conto nell’ambito delle proprie riflessioni, auspicando una battaglia unita per il rispetto e la tutela del nostro territorio, come già fatto nel 2022 allorquando tutti i gruppi del Consiglio Comunale di Staranzano, unitariamente, presentarono una mozione sulla “Regolamentazione degli insediamenti di parchi fotovoltaici sui terreni agricoli della regione”, avente fondamentalmente gli stessi indirizzi di cui discutiamo più approfonditamente oggi."