Cinquepani

Cinquepani Fraternità Gesù Risorto, Casa di Preghiera di Tavodo, Trento Italy Riuniti nel mio nome).

Siamo in tutto sei fratelli, di cui due sacerdoti diocesani, e quattro sorelle; viviamo in una Casa di Preghiera diocesana, vicino a Trento, a Tavodo, paese che conta circa cento abitanti. Qui cerchiamo di vivere la nostra sequela a Gesù e il servizio che il Padre Vescovo ci ha affidato: “Procurare alla Chiesa un luogo di silenzio, preghiera e carità, un luogo dove si possa contemplare e condivide

re la vita della prima Chiesa di Gerusalemme” (cf. Nella Casa accogliamo le persone, non solo della nostra diocesi, che desiderano trascorrere un tempo di intimità col Signore Gesù: può trattarsi di un’ora come di un giorno o di una settimana, secondo le esigenze delle singole persone; cerchiamo di offrire loro il servizio della nostra preghiera comunitaria, cui possono partecipare, il nostro silenzio, perché Gesù possa parlare loro, la guida spirituale e l’introduzione all’ascolto della Parola, ed anche dei corsi di Esercizi Spirituali, un servizio semplice per la cucina in un ambiente povero ed essenziale.

29/05/2026

65 Anche abba Dario intervenne. “Aver bisogno di salvezza significa aver bisogno di Gesù, salvezza di Dio. Se il ringraziare mi avvicina a lui, posso cantare: alleluia! Quando ringrazio qualcuno, riconosco che quella persona è più importante di me, è un dono di Dio. Quando ringrazio divento semplice, e anche umile”. Abba Damiano godeva di tutto questo colloquio. Aggiunse: “Ringraziare il Padre, e con lui Gesù, è semplicemente ciò che lo Spirito Santo continua a suggerire al nostro cuore e alla nostra mente. In tal modo riesce a cambiare i nostri desideri, e così ci converte”.

27/05/2026

64 “Ringraziando scopro che spariscono le eventuali invidie del cuore, si attenuano le gelosie, divento incapace di criticare e di condannare! È davvero fonte di salvezza ogni grazie che penso e che pronuncio. E non solo spariscono i sentimenti negativi, ne arrivano di buoni e costruttivi. Mi ritrovo desideroso di amare chi non amavo, semplice nel pensare le situazioni, libero e forte. «È fonte di salvezza rendere grazie sempre e dovunque a te…»: me lo ripeto anche dopo la celebrazione in cui queste parole sono state proclamate!”.

25/05/2026

63 Damiano completò: “Hai avuto una soddisfazione? Ringrazierai. Sei riuscito a completare il tuo lavoro? Ringrazierai il Padre. Qualcuno ti ha fatto dei complimenti? Ringrazierai. I tuoi figli e il tuo coniuge ti ammirano e sono fieni di te? Ringrazierai Gesù. È riuscita un’iniziativa parrocchiale proposta da te o da te completata? Ringrazierai il Signore. Come il ringraziare attenua le sofferenze, così aggiusta pure le gioie, affinché non siano l’occasione per compiacerci di noi stessi. Il pericolo della vanagloria è sempre presente, ed è facilissimo assecondarlo. Rovinerebbe non solo il nostro cuore, ma anche le relazioni con chi ci ama e ci stima”.

24/05/2026

Hai ricevuto Spirito Santo?
Se rispondo sì, ti sto mentendo.



Lo Spirito «è come il vento»:

posso solo continuare a riceverlo,

e mai posso dire di possederlo.

Gesù lo soffia sui Dodici.

Io starò davanti a Gesù

per accogliere in ogni istante

il suo soffio.

23/05/2026

62 Abba Damiano ascoltava. E poi disse: “Grazie. Così faceva anche il re Davide, quando cantava i Salmi. Ringraziare non è solo buono e giusto perché nostro dovere, ma è davvero «fonte di salvezza». Ti senti triste? Ringrazierai. Ti dà fastidio la tal persona? Ringrazierai. Hai ricevuto un dispiacere? Ringrazierai. È avvenuto un contrattempo che rovina i tuoi programmi? Ringrazierai: Dio sa il perché. Ti sei ammalato? Ringrazierai. Ti senti inutile? Ringrazierai ancora. Hai rotto qualcosa di prezioso? Il ringraziare attenua i dispiaceri. In ogni momento abbiamo bisogno di salvezza, perciò in ogni occasione ringraziamo!».

21/05/2026

61 “Non mi preoccupo più di chiedere a Dio salute e benessere per me o per altri: questo lo faccio saltuariamente. Sto imparando a rendere grazie. E imparo non tanto a ringraziare per quanto il Signore ha dato a me o a noi: lo sguardo sarebbe ancora rivolto a me stesso o alle cose di cui io penso di aver bisogno. Cerco di imparare a ringraziarlo perché lui c’è, perché ci ama tutti, perché è santo, buono e fedele, perché è misericordioso e perdona, perché ci aspetta, perché tiene nelle sue mani la mia vita e la storia del mio popolo. Lo ringrazio perché ha mandato Gesù, e ringrazio Gesù perché ha ubbidito al Padre ed è venuto. Mi accorgo che così arrivo ad apprezzare anch’io l’ubbidienza”.

19/05/2026

60 Abba Davide, contento, aggiunse: “Nella Liturgia preghiamo: «È cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza rendere grazie a te». Fino a qualche tempo fa non badavo a questa frase. Adesso mi risuona spesso. Se rendere grazie è fonte di salvezza, perché mi preoccupo di altre preghiere? Non è la salvezza che cerco? Non è la salvezza la grazia che il Signore mi vuol donare? Non è la salvezza il regalo più bello che tutti possono ricevere? Non è la salvezza ciò di cui tutto il mondo ha bisogno? Renderò grazie sempre e in ogni luogo: è fonte di salvezza!”.

17/05/2026

59 “Maria «meditava»: non significa che vagava nel vuoto, come qualche insegnante di pratiche esotiche intende per meditazione, ma confrontava ciò che vedeva e udiva attorno a Gesù con le profezie e le parole ascoltate, con i fatti successi. Potresti ‘ruminare’ una frase del vangelo, cioè ripeterla lentamente molte volte. Il recitare lunghe preghiere, invece, moltiplicando le parole, può soddisfare una tua suggestione o superstizione, con il pericolo di diventare scrupoloso o compulsivo o peggio. Ti ammaleresti, e non permetteresti allo Spirito Santo di agire in te, di riempirti della gioia di Gesù, della sua sapienza, della sua pace e della comunione con i fratelli”.

15/05/2026

58 L’altro giovane, taciturno, manifestò un’altra preoccupazione: “A me è stato suggerito di pregare novene, rosari, coroncine. Ne ho imparato una decina. Mi occupano tanto tempo ogni giorno, e fin che non le ho dette tutte, non sono in pace”. Abba Dario era tranquillo nel dirgli: “Io piuttosto leggerei mezza pagina del Vangelo, o anche meno, e la rileggerei, poi rimarrei in silenzio un quarto d’ora o più, quanto ti permettono gli impegni di famiglia o di lavoro. Imparo da Maria, che «da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19)”.

13/05/2026

57 “Le pratiche cui hai accennato, e molte altre simili, non hanno origine dal Vangelo, né dalle Sacre Scritture, anzi, queste ci mettono in guardia con severità dal praticare cose simili. Esse provengono o da spiritismo, e quindi da invocazione di demoni, oppure da religioni che con i demoni hanno familiarità. Se t’avvicini al fuoco puoi esserne incendiata. È ovvio che è necessario l’intervento di chi può spegnere quel fuoco!”. L’amma ringraziò, e chiese all’abba il nome di uno che sia incaricato a praticare l’esorcismo. Lo chiese per un’amica caduta in quelle trappole, che ora la fanno soffrire di giorno e di notte.

11/05/2026

56 “Per frequentare intendo che va a interrogarli, o a farsi mettere le mani sul proprio corpo, oppure a farsi leggere le carte o a ricevere amuleti da portare addosso o da mettere sotto il cuscino, o farsi praticare massaggi cosiddetti energetici, o estetici, o farsi insegnare ginnastiche o meditazioni, o pronunciare mantra, o ascoltare suoni cinesi o tibetani che siano”, così rispose l’amma. Damiano riprese: “Queste persone ritengono sia tutto lecito e utile, ma è tutto veleno, e grave offesa alla bontà e alla misericordia del Padre nostro”.

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