26/07/2026
Oggi ho trasmesso al coordinamento di Futuro Nazionale e all’attenzione del Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale Luca Sforzini una proposta di attuazione politica nazionale e territoriale.
Nel documento ho affrontato temi nazionali che si ripercuotono direttamente sulla vita dei piccoli e grandi territori: la sicurezza, la tutela delle Forze dell’ordine, il diritto alla difesa della propria abitazione, le case popolari e i criteri con cui devono essere assegnate. Ritengo che debbano avere priorità le famiglie Italiane in difficoltà, soprattutto quando vi siano figli minori, valorizzando anche l’anzianità contributiva e il radicamento effettivo nella comunità.
Ho proposto inoltre la cessazione dell’invio di armi, fondi e sovvenzioni all’Ucraina. L’Italia appartiene al mondo occidentale e deve conservare un rapporto fondamentale con i propri alleati, ma questo non significa rinunciare a perseguire i propri interessi. Dobbiamo poter acquistare energia e materie prime alle condizioni più convenienti per le nostre imprese e le nostre famiglie, rivolgendoci a tutti i Paesi disponibili, Russia compresa. Una politica estera adulta non si misura dalla disponibilità a pagare le scelte altrui, ma dalla capacità di proteggere il lavoro, i risparmi e la vita quotidiana dei propri cittadini. Se determinate relazioni commerciali consentono di ridurre il costo della benzina, delle bollette, del grano, del latte e delle materie prime, l’Italia ha il dovere di valutarle senza subordinazioni ideologiche.
Una parte particolarmente importante della proposta riguarda però la scuola e l’istruzione.
Non possiamo continuare ad accettare che, nelle classi in cui molti nuovi studenti non conoscono adeguatamente la lingua italiana, il programma venga rallentato a danno dei ragazzi che sono già in grado di seguirlo. Chi arriva deve poter frequentare corsi intensivi di italiano, moduli preparatori e percorsi affidati a insegnanti dedicati. L’inserimento non può avvenire sacrificando il livello dell’intera classe. E non dovrebbe neppure essere un onere degli italiani provvedere al costo di tale mantenimento.
Occorre poi restituire centralità all’educazione civica, alla storia, alla letteratura, all’arte, alla cultura italiana e allo sport. Bisogna intervenire anche sulle mense scolastiche, introducendo controlli più rigorosi, criteri nutrizionali seri e una maggiore presenza di prodotti italiani e del territorio. L’alimentazione dei nostri figli non può dipendere soltanto da chi presenta l’offerta economicamente più bassa.
Per il nostro territorio voglio proporre la creazione di un istituto scolastico di eccellenza a partecipazione pubblico-privata, capace di coinvolgere Stradella, Broni, Casteggio, Rovescala, Montù Beccaria, Santa Maria della Versa e gli altri comuni dell’Oltrepò Pavese. Questo aiuterà anche l’eventuale riqualificazione di uno dei tanti edifici in disuso nel territorio.
Una scuola autonoma, rigorosa e accessibile, con docenti selezionati per competenza, classi equilibrate e un insegnamento che unisca preparazione umanistica, scientifica, linguistica, artistica e sportiva. Non un istituto riservato alle famiglie più ricche, ma una scuola con rette graduate secondo il reddito, borse di studio per gli studenti meritevoli e sostegni per le famiglie italiane che non potrebbero affrontarne interamente il costo.
Un progetto simile dovrebbe essere sostenuto dai comuni aderenti in proporzione al numero degli studenti, dalle rette differenziate, da fondi regionali ed europei per l’istruzione e lo sviluppo territoriale, da fondazioni bancarie e culturali, dalle imprese locali, da donazioni e sponsorizzazioni trasparenti. Una fondazione culturale potrebbe assumerne il patrocinio e contribuire alla qualità e alla continuità del progetto.
Anche le proposte nazionali devono indicare con chiarezza dove trovare il denaro. Le possibili fonti comprendono la revisione della spesa pubblica improduttiva, una tassazione più efficace del valore prodotto in Italia dalle grandi piattaforme digitali, il recupero dell’evasione effettivamente accertata, la razionalizzazione degli enti inutili e la riallocazione delle risorse oggi destinate all’estero.
Ogni intervento dovrà naturalmente essere quantificato e verificato tecnicamente. Ma la politica deve tornare ad assumersi la responsabilità di stabilire delle priorità. E prima di finanziare altri Paesi, deve ricordarsi delle famiglie, delle scuole, degli ospedali e dei territori italiani.
Futuro Nazionale Voghera Vannacci