30/05/2025
Resoconto del Consiglio Comunale del 28 maggio 2025
Il Consiglio Comunale del 28 maggio si è svolto in condizioni quantomeno discutibili. La convocazione è avvenuta senza che venisse concordata una data e un orario compatibile con gli impegni dei consiglieri di minoranza, compromettendo di fatto la possibilità di una partecipazione piena e consapevole. A questo si è aggiunta l’assenza del verbale della seduta precedente, pubblicato solo due giorni prima, rendendo difficile la preparazione da parte dei consiglieri. Il tutto si è svolto senza motivi di urgenza evidenti. Un quadro che denuncia gravi mancanze di rispetto istituzionale e partecipativo.
Politiche sociali: tante promesse, pochi impegni concreti
L’Assessore Moneti ha risposto all’interrogazione, in assenza del Sindaco, limitandosi a elencare iniziative generiche come gruppi di supporto alla genitorialità, campi estivi gratuiti e cicli di incontri con associazioni. Il Consigliere Ricci ha sottolineato come molte di queste azioni non siano effettivamente gestite dal Comune, ma piuttosto da soggetti esterni. Per quanto riguarda i servizi agli anziani, la risposta dell’Amministrazione è stata che verranno attivati solo "in presenza di fondi disponibili", una formula che equivale a un sostanziale abbandono delle politiche in favore della terza età. Non a caso, il bilancio comunale non prevede risorse dedicate, e la progettualità per la zona aretina continua a concentrarsi sul capoluogo. Questo è anche il motivo che ha portato alla chiusura del centro diurno a Subbiano.
Tecnologia, trasparenza e partecipazione: promesse non mantenute
Sul fronte della trasparenza e dell’innovazione, si registrano altri passi falsi. La questione dello streaming delle sedute del Consiglio è stata nuovamente rimandata in commissione. Anche l’interrogazione sull’uso dell’intelligenza artificiale per la redazione dei verbali ha ricevuto una risposta vaga: "ci stiamo lavorando". È stato detto che sono stati richiesti dei preventivi, nonostante piattaforme come Zoom offrano già gratuitamente la trascrizione automatica nelle versioni a pagamento base, normalmente utilizzate per le sedute online. Anche sull’interrogazione riguardante la fruibilità del sito comunale, la risposta è stata parziale: i documenti risultano pubblicati in sezioni secondarie e non sempre appaiono nelle pagine dei singoli consiglieri. Questo conferma l’approccio minimalista della giunta, che si limita sempre allo stretto indispensabile.
Servizi funebri: disinformazione e scaricabarile
Sulla gestione dei servizi funebri, è stato riferito che sono stati richiesti preventivi per una possibile esternalizzazione del servizio. L’Amministrazione sostiene che l’attuale modalità di gestione sia “rispettosa”, ma nega erroneamente la possibilità di una reperibilità. In realtà, basterebbe un accordo sindacale per ristabilire una prassi che in passato era attiva e utile per i cittadini. Ancora una volta, si cerca di giustificare l’inerzia con il paragone con il Comune di Arezzo: “loro non lo fanno”. Ma Subbiano non è obbligata a inseguire modelli al ribasso.
Raccolta differenziata, TARI e bidoni: aumenti senza miglioramenti
Durante la discussione sulla gestione dei rifiuti è emerso che la TARI continuerà ad aumentare, nonostante l’incremento della raccolta differenziata. Il Comune ha dichiarato che non esiste una relazione diretta tra la raccolta differenziata dei rifiuti e i costi sostenuti, e quindi la tassa non potrà diminuire. Sul fronte dei bidoni, la loro sostituzione è stata rinviata alla fine del 2026, lasciando Subbiano tra gli ultimi comuni della zona a ricevere nuovi bidoni.
Area 3 e fuga di personale: normalizzare l’abbandono
L’Assessore Sandroni, in risposta a un’interrogazione, ha dichiarato che "Il posto fisso non esiste più". L’interrogazione è stata definita "fuori luogo", mentre l’Amministrazione ha accolto come un’opportunità il fatto che sempre più dipendenti scelgano di lasciare Subbiano. Alcuni lavoratori dell’ufficio tecnico hanno già colto occasioni in altri enti, forse spaventati da questo “nuovo modo di pensare”, secondo l'Assessore.
Vandalismo: minimizzare per non intervenire
Sull’aumento degli atti vandalici, l’Amministrazione ha dichiarato di non aver ricevuto denunce, solo segnalazioni. La giunta invita la cittadinanza a fornire informazioni e sporgere denuncia, ma continua a trattare questi episodi come casi isolati, nonostante la loro frequenza. Le registrazioni delle telecamere andrebbero sbobinate per raccogliere prove, e andrebbe considerata una recinzione delle aree più a rischio. Ma anche qui si resta fermi, fingendo che il problema non esista.
Mozione sui cartelli turistici: caos in maggioranza
Una mozione presentata dalla minoranza riguardante l’installazione di cartelli turistici è stata inizialmente dichiarata irricevibile dal capogruppo di maggioranza, Consigliere Rizzo, con la motivazione che avrebbe dovuto essere presentata da un’associazione. Una giustificazione pretestuosa, dato che la mozione era una legittima proposta consiliare, e prevedeva una spesa irrisoria. Nonostante l’opposizione iniziale, la mozione è stata poi approvata all’unanimità, a dimostrazione dell’assenza di una linea condivisa nella maggioranza, che fin da subito ha mostrato evidenti segni di spaccatura.
Consulta dello Sport: esclusione punitiva della minoranza
Nel corso della seduta si è svolta anche la votazione per nominare un consigliere all’interno della Consulta dello Sport. L’Assessore Moneti ha assunto un atteggiamento chiaramente ritorsivo nei confronti della minoranza, escludendola dalla nomina solo perché non aveva votato a favore del regolamento della Consulta (pur avendo sostenuto la sua istituzione). È stato così nominato un consigliere di maggioranza (Consigliere Dei), benché nella Consulta siano già presenti il Sindaco o l’Assessore Moneti, garantendo così alla maggioranza una rappresentanza schiacciante e riducendo a zero la partecipazione dell’opposizione. Anche in questo caso, la maggioranza si è trovata profondamente divisa: i lavori del Consiglio sono stati sospesi per permettere ai consiglieri di maggioranza di riunirsi e trovare una linea comune. Va infine sottolineato che la votazione si è svolta in modo irregolare, poiché il regolamento della Consulta – approvato forzatamente proprio dalla maggioranza – non disciplina affatto le modalità per l’elezione del consigliere.