Convento di San Francesco - Subiaco

Convento di San Francesco - Subiaco Sante Messe:
Mar, gio, sab: ❄️ 16.00 🌞 17.00
Domenica: ore 9.30 - ore 11.00

Pace e bene!Oggi, 6 di settembre, nel Vangelo secondo San Matteo (18,15-20), Gesù insegna ai suoi discepoli come affront...
06/09/2026

Pace e bene!
Oggi, 6 di settembre, nel Vangelo secondo San Matteo (18,15-20), Gesù insegna ai suoi discepoli come affrontare i conflitti interni, affinché possano essere veri segni profetici di Dio nel mondo. L'approccio del Maestro si fonda sull'ascolto e sulla capacità di correggere il fratello che sbaglia con prudenza e umiltà. Questa pedagogia di Gesù si articola in tre tappe chiare: in privato – "Ammoniscilo in privato; se ti ascolta, avrai salvato tuo fratello"; con dei testimoni – "Se non ti ascolta, prendi con te una o due persone, affinché ogni questione sia confermata dalla testimonianza di due o tre testimoni"; e davanti alla comunità – "Se rifiuta ancora di ascoltare, dillo alla comunità; e se rifiuta di ascoltare anche la comunità, trattalo come un pagano o un pubblicano".
Il Maestro propone, innanzitutto, la correzione privata; poi, la presenza di testimoni; e infine, il ricorso alla comunità. Il suo unico desiderio è che il peccatore riconosca la propria colpa, si penta e si converta, ritrovando così la serenità e l'armonia che gli consentono di vivere accanto agli altri in spirito di umiltà e di amore gratuito. Gesù incoraggia i discepoli a non aver paura e a non restare semplici spettatori di fronte al peccato di un fratello; ci invita ad ammonirlo con amore, per aiutare a risvegliare la sua coscienza, spesso intorpidita dall'individualismo. Accompagnalo anche con una preghiera profonda e silenziosa, affinché possa lasciarsi toccare dalla grazia di Dio. Il desiderio di Dio, quando ci chiede di correggere il nostro fratello, è che egli riscopra la bellezza spirituale e umana che è in lui. Come scrisse efficacemente Sant'Ireneo: "Gloria di Dio è l'uomo vivente", ovvero la persona che cerca di crescere costantemente nella virtù, nella santità e nell'umiltà.
Buona domenica!

Pace e Bene!Oggi, 30 agosto, l'evangelista Matteo (Mt 16,21-27) ci presenta le esigenze che Gesù Maestro pone a quanti d...
30/08/2026

Pace e Bene!
Oggi, 30 agosto, l'evangelista Matteo (Mt 16,21-27) ci presenta le esigenze che Gesù Maestro pone a quanti desiderano seguire le sue orme: "Chi vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua". Per camminare sulle orme del Maestro e progredire nella vita spirituale, Gesù traccia per noi un percorso fondamentale: rinnegare se stessi significa morire al proprio egoismo, per aprirci pienamente al disegno di Dio. Prendere la croce implica accogliere la nostra storia personale e la nostra dignità mentre ci incamminiamo sulle sue orme. L'invito a rinnegare se stessi genera spesso resistenza, poiché la natura umana tende all'egocentrismo: il mettere il proprio "io" al centro di interessi, emozioni e desideri. Eppure, Gesù ci invita a spostarci dal centro di noi stessi per fare spazio alla novità di un amore che ci conquista e ci spinge a lasciare tutto per Lui. Rinnegare se stessi non è una perdita, ma il raggiungimento della vera libertà; è un atto che disarma il cuore, ci apre ai fratelli e alle sorelle e ci permette di riconoscere il Creatore sia nel profondo del nostro essere sia in tutto il creato. In definitiva, ci prepara alla novità di un Dio che risana e guarisce un'umanità frammentata dalle strutture di peccato e dall'arroganza della tecnologia — forze che dividono la società e creano abissi tra gli esseri umani. "Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà". Perdere la propria vita per ritrovarla significa integrare la nostra storia personale e rimanere ancorati alla mano del Maestro. Come affermava il teologo Karl Rahner: "Dio è l'Incomprensibile, il Silenzioso, il mistero assoluto che ci avvolge". È proprio questo mistero assoluto a darci la forza di mettere da parte i nostri progetti egoistici e le false sicurezze; aprendoci ad accogliere la volontà di Dio, ci lasciamo conquistare pienamente dal Maestro.
Buona e buona domenica!

Pace e bene!Oggi, 23 di agosto, approfondiamo il Vangelo di San Matteo (Mt 16,13-20), in cui Gesù pone ai suoi discepoli...
23/08/2026

Pace e bene!
Oggi, 23 di agosto, approfondiamo il Vangelo di San Matteo (Mt 16,13-20), in cui Gesù pone ai suoi discepoli una domanda fondamentale: "Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?". Gesù desidera conoscere come la gente lo percepisca: una percezione che riflette compassione e vicinanza, riconoscendo in Lui Colui che risana cuori e coscienze spezzati dal peccato. I discepoli sapevano che, per la folla, Egli era una figura straordinaria: una presenza capace di affascinare, di trasmettere qualcosa di unico e di suscitare il desiderio di restare al suo fianco. Per questo rispondono: "Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri ancora Geremia o uno dei profeti". Questo era il sentimento della gente, per la quale la vera identità di Gesù non era ancora chiara. Tuttavia, Gesù non si accontenta dell'opinione della massa. Rivolge lo sguardo ai suoi discepoli — coloro con cui condivide l'intimità, coloro che ha invitato a lasciare tutto per intraprendere un cammino di conversione e di ascolto — e chiede loro: "E voi, chi dite che io sia?". È una domanda impegnativa che tocca il cuore: chi sono io nella vostra vita? Essi possedevano una comprensione più profonda per rispondere: avevano spezzato il pane con il Maestro, camminato al suo fianco, condiviso momenti di preghiera e ascoltato i suoi insegnamenti e le sue parabole. Così, Simon Pietro prende la parola e dichiara: "Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente". La risposta di Pietro è frutto di un ascolto attento, di una relazione profonda, dell'esperienza dell'amore compassionevole di Dio e di una totale apertura allo Spirito Santo. Gesù risponde: "Beato te, Simone figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli". Dio ispira la mente umana a intuire la Sua grandezza e a proclamare l'amore che irrompe nel cuore, a condizione che quel cuore si apra liberamente alla novità divina. Come scrisse Santa Teresa d'Avila: "Non abbiamo bisogno di ali per andare a cercarLo; ...ci basta guardarLo presente dentro di noi". Presente nei nostri cuori, Egli ci invita a rispondere oggi alla Sua domanda: "Chi sono io per te?".
Buona domenica!

Pace e Bene!Oggi, 16 de agosto,  il vangelo secondo San Matteo (15,21-28) ci presenta il grido – al contempo disperato e...
16/08/2026

Pace e Bene!
Oggi, 16 de agosto, il vangelo secondo San Matteo (15,21-28) ci presenta il grido – al contempo disperato e pieno di speranza – di una donna cananea rivolto a Gesù. Ella implora la guarigione della figlia, il cui cuore ha perso la capacità di sperare, amare, sorridere e credere dopo essere caduta sotto il dominio di un tormento spirituale. Nell'angoscia, la madre grida: "Abbi pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio": un male che le impedisce di cercare il Regno di Dio e di sperimentare la vera pace dell'anima. Di fronte a questa supplica, il Maestro ascolta ma rimane in silenzio. Tuttavia, il silenzio di Dio non riflette insensibilità; è un silenzio redentore che ama, perdona e conduce a una consapevolezza interiore. Quando le dice: "Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini", Gesù non la sta rifiutando, bensì invitando ad approfondire il suo cammino di fede. La donna non contesta la risposta del Maestro né cerca scuse; accetta la propria realtà con umiltà. Ella rappresenta quell'umanità lontana da Dio che, pur immersa in un ambiente iperconnesso dominato dall'intelligenza artificiale, non trova vero conforto nell'effimero e torna a gridare verso il Cielo. Riconosce la propria fragilità, rimanendo però aperta alla grazia. La sua risposta scaturisce dal profondo del suo essere: "È vero, Signore; eppure anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni". Questa dichiarazione disarma ogni obiezione e commuove Gesù, il quale risponde: "Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri". In quello stesso istante, sua figlia fu guarita. La perseveranza di questa madre toccò direttamente il Cuore del Maestro, restituendo pace a entrambe: una pace capace di vincere ogni tentazione e disperazione. Come scrisse efficacemente Sant'Agostino nelle sue Confessioni: "Tutta la mia speranza riposa unicamente nella Tua grande misericordia".
Buona domenica!

Pace e Bene!.Oggi, 26 luglio, il Vangelo secondo San Matteo ci propone la parabola del tesoro nascosto nel campo e della...
26/07/2026

Pace e Bene!.
Oggi, 26 luglio, il Vangelo secondo San Matteo ci propone la parabola del tesoro nascosto nel campo e della perla preziosa trovata dal mercante, il quale vendette tutto ciò che possedeva per acquistarla. Quel "campo" rappresenta l'immensità del creato, che custodisce l'impronta del suo Creatore, autore di meraviglie. Trovare il tesoro della fede in Gesù Cristo in questo campo della vita — e seguirLo — è la decisione migliore che un uomo o una donna possano prendere, poiché con Lui il cammino dell'esistenza diventa più leggero e ricco di significato. Come ha ricordato Papa Benedetto XVI ai giovani: "Non abbiate paura di Cristo! Egli è la perla preziosa. Egli non ci toglie nulla; Egli ci dona tutto". Per custodire questo tesoro della fede, dobbiamo chiedere al Signore — proprio come fece il re Salomone — il dono della sapienza per discernere tra il bene e il male. Solo allora saremo in grado di riconoscere il valore inestimabile della conoscenza di Cristo e la bellezza del seguirLo. Chi incontra Gesù possiede il vero tesoro dell'amore e della verità e scopre — come affermava Santa Teresa di Gesù — che Dio solo basta. Buona Domenica!

Pace e bene, dal 31 luglio al 2 agosto ritagliatevi un momento per lo spirito: vi aspettiamo tutti il Perdono di Assisi!
24/07/2026

Pace e bene,
dal 31 luglio al 2 agosto ritagliatevi un momento per lo spirito: vi aspettiamo tutti il Perdono di Assisi!

Pace e bene!Oggi, 19 luglio, il Vangelo di San Matteo (13,24-43) ci presenta Gesù Maestro mentre spiega la parabola del ...
19/07/2026

Pace e bene!
Oggi, 19 luglio, il Vangelo di San Matteo (13,24-43) ci presenta Gesù Maestro mentre spiega la parabola del Regno dei Cieli. Egli ci dice: «Il Regno dei Cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo». Dio è il Seminatore che sparge il suo buon seme nell'immenso campo del cuore umano. Questo seme divino racchiude un potenziale infinito per rendere bello il mondo e portare felicità a chi ci circonda. «Ma mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò». Seminare zizzania accanto al buon seme è l'atto più ostile del nemico, poiché mira ad allontanare la creatura da Dio, a indebolire la capacità di fare il bene e a ostacolare la crescita spirituale. Di fronte a ciò, i servi chiesero: «Vuoi che andiamo a strapparla via?». Ma Egli rispose: «No, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura». I tempi di Dio sono perfetti. Egli sa attendere il momento giusto per separare la zizzania dal buon grano; attende pazientemente che il grano giunga a maturazione. Dio non ha fretta: non arriva mai in anticipo né in ritardo. Attende con amore la mietitura e i frutti del suo buon seme, per poterli infine raccogliere nel granaio del suo Regno.
Buona domenica!

Pace e bene!Oggi, il Vangelo di San Matteo (Mt 13,1-23) ci dice che Gesù "uscì di casa e si sedette in riva al mare". Il...
12/07/2026

Pace e bene!
Oggi, il Vangelo di San Matteo (Mt 13,1-23) ci dice che Gesù "uscì di casa e si sedette in riva al mare". Il Maestro siede davanti alla vastità dell'oceano, che rappresenta anche l'immensità dell'umanità e la profondità del cuore umano, custode di una bellezza sorprendente. Egli siede accanto a noi per contemplare la nostra capacità di far germogliare e crescere il seme che ha piantato in noi. Per questo Gesù parlava loro in parabole, dicendo: "Il seminatore uscì a seminare. Mentre spargeva il seme, alcuni chicchi caddero lungo il cammino; vennero gli uccelli e li mangiarono. Altri caddero su terreno roccioso, dove c'era poca terra; germogliarono subito, ma quando sorse il sole, i germogli appassirono e, non avendo radici, si seccarono. Altri caddero tra le spine e, mentre le spine crescevano, soffocarono le piante. Altri chicchi caddero su terreno buono e diedero frutto: alcuni il cento per uno, altri il sessanta, altri il trenta. Chi ha orecchi, ascolti". Dio è il Buon Seminatore. Ha posto i semi della Sua grazia in ciascuno di noi, invitandoci a essere discepoli capaci di creare legami e spazi di fraternità, e a diffondere un amore che faccia sbocciare nei cuori il desiderio del Regno dei Cieli. Tuttavia, tra quei semi, Dio ha sparso anche il seme del libero arbitrio, che conferisce alla condizione umana il potere di compiere scelte consapevoli, volte a rendere più bella la creazione e a dare gloria al Creatore. Purtroppo, alcuni uomini e donne usano questo dono per i propri interessi egoistici, provocando violenza, discriminazione e oppressione, e isolandosi in un circolo vizioso di potere e schiavitù. Tali comportamenti impediscono al buon seme di crescere e dare frutto, poiché i vizi e il peccato finiscono per soffocare la bellezza della loro libertà. Alla fine, ogni creatura decide se lasciare germogliare il buon seme o permettere che venga soffocato. Come ha giustamente affermato il filosofo Søren Kierkegaard: "L'uomo è una sintesi dell'infinito e del finito, del temporale e dell'eterno, della libertà e della necessità". In breve, siamo una sintesi di eternità e libertà, e spetta a ciascuno di noi trasformare lo spazio che abitiamo in un paradiso o in un inferno. Essere al contempo infiniti e finiti significa sapere che portiamo in noi qualcosa di divino: una scintilla chiamata a risplendere luminosa nel cuore della nostra stessa finitezza.
Buona domenica.

Pace e Bene!Oggi, 5 luglio, Gesù Maestro rivolge un invito che consola il cuore e rafforza la volontà di proseguire il c...
05/07/2026

Pace e Bene!
Oggi, 5 luglio, Gesù Maestro rivolge un invito che consola il cuore e rafforza la volontà di proseguire il cammino verso la santità. Sapere di non essere soli lungo il percorso infonde nel discepolo la forza di continuare il pellegrinaggio verso ciò a cui il cuore anela profondamente. Nel Vangelo leggiamo le parole di Gesù ai suoi discepoli: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». Venite a me, perché in me troverete la vita vera, così come l'armonia e la pace che tanto desiderate. La stanchezza e il senso di oppressione portano spesso allo scoraggiamento, all'isolamento e persino alla disperazione, facendo perdere di vista il senso della vita. Spesso, tali sentimenti insorgono quando il discepolo si allontana dalla via del Vangelo e trascura la preghiera. Di conseguenza, nel cuore si crea un vuoto che ostacola il raggiungimento della pienezza e della realizzazione nella vita spirituale. A volte, i discepoli si sentono stanchi per aver resistito al disegno di Dio, specialmente quando questo non coincide con i propri progetti personali. Eppure, il Maestro promette: «Io vi darò ristoro». Ciò significa che Egli alleggerirà il nostro carico, affinché possiamo procedere con maggiore facilità e accogliere la Sua volontà. Gesù non offre di rimuovere completamente il peso, ma piuttosto di alleggerire il fardello di coloro
che confidano nel Suo Amore e si abbandonano nelle mani del Padre. Questo invito ad andare a Lui accende la luce della speranza, dando al discepolo la forza di affrontare le avversità e di camminare con uno spirito missionario, aperto verso gli altri. A questo proposito, sant'Ambrogio scrisse parole bellissime: «Quando Egli verrà, trovi aperta la tua porta; apri a Lui la tua anima. Allarga il tuo cuore; esci incontro al sole della luce eterna, che illumina ogni uomo», e che rende dolce il tuo giogo e leggero il tuo peso. La nostra società ha urgente bisogno di abbandonarsi nelle mani di Dio per sentire alleggeriti i propri fardelli; infatti, il peso più gravoso da portare è quello che si avverte quando non si è in stato di grazia. Buona domenica!

Pace e Bene!Oggi, 28 giugno nel Vangelo secondo San Matteo, Gesù Maestro dice ai suoi apostoli: "Chi ama padre o madre p...
28/06/2026

Pace e Bene!
Oggi, 28 giugno nel Vangelo secondo San Matteo, Gesù Maestro dice ai suoi apostoli: "Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me". Con queste parole, Gesù esorta i suoi discepoli sull'importanza fondamentale di porre Dio al vertice della propria capacità di amare. Solo così la creatura può rendersi degna di Lui e acquisire la vera libertà del cuore per amare. L'amore di Dio è così grande e profondo da spingere l'apostolo a essere disposto a perdere la propria vita e a non risparmiarsi alcun sacrificio per amore di Lui. Amare padre, madre o figli più di Dio porta il cuore fuori strada e lo rende ripiegato su se stesso. Pertanto, Gesù chiede ai suoi ascoltatori di distogliere il cuore dagli attaccamenti puramente terreni; solo in questo modo si può sperimentare quell'amore sovrabbondante che ci permette di amare liberamente coloro che Dio ha posto sul nostro cammino. Vivere questo amore nella libertà è ciò che consente al credente di diventare gloria vivente dell'amore di Dio. Quando l'apostolo sperimenta realmente l'amore divino nella propria vita, è capace di farsi carico e di accettare la croce a lui affidata per giungere alla santità. Viceversa, se l'essere umano si rende indegno di tale amore a causa dell'egocentrismo e dell'arroganza, rifiuterà la propria croce e perderà la grazia di riflettere la gloria di Dio durante il suo pellegrinaggio in questo mondo. Come scrisse efficacemente Sant'Ireneo: "Gloria di Dio è l'uomo vivente, e la vita dell'uomo è la visione di Dio". In conclusione, affinché l'essere umano sia degno dell'amore di Dio e capace di accogliere la propria croce, deve innanzitutto imparare a sperimentare l'amore del suo Creatore e a rispondere a tale amore con l'amore. Solo attraverso quell'amore divino imparerà ad amare padre, madre, fratelli e figli con autentica libertà.
Buona domenica!

Indirizzo

Via S. Francesco
Subiaco
00028

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