07/01/2026
Come Giovani Democratici abbiamo scelto di aderire senza ambiguità al presidio organizzato a Siracusa per affermare una posizione politica chiara su quanto sta accadendo in Venezuela.
La responsabilità di Maduro nella repressione, nella crisi umanitaria e nella fuga di milioni di persone è fuori discussione. Essere dalla parte della libertà significa stare dalla parte delle vittime, non dei carnefici. Un Venezuela senza Maduro può essere un Paese migliore.
Ma questo non implica accettare qualsiasi modalità. Non condividiamo l’idea che l’uso unilaterale della forza possa sostituire il diritto, la politica e la diplomazia. Un’azione militare fuori dal perimetro della Carta ONU resta una grave violazione del diritto internazionale, anche quando colpisce un regime brutale.
Il diritto internazionale non è un lusso: è una garanzia per tutti, soprattutto per i più deboli.
In un mondo segnato da guerre, crisi del multilateralismo e da un’Europa troppo spesso assente, la scorciatoia militare rischia di diventare la nuova normalità. È esattamente questo che non va bene.
Si può e si deve essere per la libertà, senza indulgenze verso i dittatori, ma anche senza accettare che la legge del più forte sostituisca le regole comuni.
Servono più politica, più Europa, più multilateralismo, non nuove bombe.