24/12/2025
Lu cuntu dâ tavula ca resta
La nonna diceva che questa notte non ha un nome… O meglio: il nome ce l’ha, ma non è quello sul calendario.
«Ci sunnu notti», diceva, «ca ‘a casa respira diversu».
In quella casa di pietra, stretta tra gli ulivi e il vento, la Vigilia finiva tardi. Succedeva quando l’anno girava piano: tra i Santi e i Morti, e poi ancora a Natale, quando il freddo entra nelle ossa e il silenzio si fa spesso.
In quelle sere, dopo cena, nessuno si alzava subito. La tavola restava com’era: un tozzo di pane che era stato spezzato a mano, senza coltello, come si faceva per rispetto; una scodella di minestra, un po’ d’acqua, a volte un dito di vino.
Poca cosa. Ma lasciata apposta.
Sparecchiare, diceva, è come dire abbiamo finito. E in quelle notti non si deve finire nulla.
«Non è ca n’avemu scurdatu», diceva la nonna. «È ca stasira aspittamu».
Da piccoli pensavamo fosse una strana storia per farci stare buoni. Poi abbiamo capito che era il contrario: era un modo per tenerci leggeri, per non fare troppo rumore.
Perché in quelle notti, diceva, i nostri cari che non ci sono più, non sono morti come pensiamo noi. Tornano a vedere se la casa è ancora casa. Se la tavola è ancora tavola. Se c’è posto pure per loro.
Camminano piano, senza fare rumore, entrano nelle case dove sono stati amati.
Non mangiano davvero. Non parlano. Ma sentono.
E la tavola lasciata è una porta lasciata aperta, che non sbatte.
La nonna non faceva differenza tra novembre e Natale. «È u stissu filu», diceva.
Perché il Natale, diceva, non è solo nascita.
È passaggio.
È un punto sottile dove il tempo si piega e i fili si toccano:
chi c’era, chi c’è e chi verrà…
Nessuno toccava niente, neanche il gatto, neanche il vento.
La mattina, quello che restava si dava alla terra o agli animali.
«Nenti si scippa», diceva. «Nenti si spreca». Perché il cibo che ha fatto memoria non è mai scarto.
Ora la nonna non c’è più. Ma questa sera, anche senza pensarci, lasciamo ancora un piatto sul tavolo.
Non sappiamo per chi. O forse sì.
Perché finché una casa lascia posto a chi non si vede, finché una tavola resta apparecchiata un po’ più a lungo, nessuno se ne va davvero.
E il cuntu continua..
(Fabio Milton D'Ambrosio)
A voi tutti, Amici carissimi, auguri di Buone Feste🎄📚🎄📚🎄📚