14/04/2026
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"STOP THE WAR! Più cannoli meno cannoni"
di Vincenzo Sparagna, direttore di FRIGIDAIRE e IL NUOVO MALE
Puntuali come la primavera anche quest’anno sono arrivate a FRIGOLANDIA tre buonissime colombe pasquali spedite in affettuoso dono dal caro amico e cittadino frigolandese Franco Neri, che da anni governa l’antica e prestigiosa pasticceria di Siracusa fondata dall’avo Alfio Neri. Questa volta, oltre la bontà e dolcezza del regalo, Franco ci ha inviato anche una delle sue geniali cartoline il cui slogan è “Più cannoli meno cannoni”, che pone in giusta opposizione il piacere delle cose buone, come i celebri cannoli siciliani per i quali Franco si è inventato addirittura la “cannoloterapia”, all’orrore dei tempi bui che stiamo vivendo, con un intero popolo che subisce le terribili conseguenze, stragi, esodo, città distrutte, della feroce guerra d’invasione scatenata dal regime di Putin contro l’Ucraina.
Questo accostamento/opposizione tra cannoli e cannoni, ovvero tra la gioia del mangiare e del vivere e il lugubre scenario della strage in atto, è a suo modo un originale grido di protesta che prende figura satirica, che sbeffeggia e insieme denuncia. Perché il paradosso della contemporaneità è che potremmo tutti vivere in pace e in abbondanza e invece continuiamo a produrre veleni e guerre che distruggono la vita e creano enormi sacche di angoscia, di miseria e di fame. Così, mentre in Italia ci si balocca sui disagi più o meno gravi che provocherebbe il blocco delle importazioni di gas dalla Russia, in altre parti del mondo il vertiginoso aumento del prezzo delle derrate alimentari produrrà carestie e nuovi esodi biblici verso l’Europa. Né sembra che la gravità dei conflitti in corso spinga i cosiddetti “grandi” a una convergenza pacifica su come salvare la vita umana sulla terra, minacciata da nient’altro che dall’umanità stessa. Al contrario le maggiori potenze, con il loro corteo di multinazionali globalizzate, si scannano per strapparsi mercati, materie prime, posizioni di potere. Tutto ciò stride con l’ammissione unanime dell’emergenza climatica e ambientale, per la quale si fanno periodicamente piani di conversione ecologica puntualmente smentiti da nuove impennate di avvelenamenti e guerre. Possiamo dire che il genere umano si è messo in croce da solo e per risorgere, visto che s’avvicina la Pasqua, non ha molto più dei tre giorni che servirono a Gesù Cristo per uscire dal sepolcro.
Nella foto: Vincenzo Sparagna, Elisa Volpi e Alen Galante con le colombe pasquali donate a Frigolandia da Franco Neri.
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