26/11/2024
23 novembre a Roma "Disarmiamo il patriarcato" - Manifestazione nazionale di NON UNA DI MENO 🌊
Ciao a tuttu, sono una compagna de Le mele di Artemisia, collettiva transfemminista, terrona e mista di Taranto, una città che è tanto il cuore pulsante di un Sud maltrattato quanto la culla di una lotta quotidiana e costante che parte dal margine.
Siamo sorelle e compagne che si sono riconosciute nella necessità di costruire spazi sicuri di cura e autodeterminazione, rivendicando un posizionamento contro un sistema che affonda le sue radici nel patriarcato e nel capitalismo, e rivendicando il diritto di essere marce, non conformi, non valide, in un sistema basato sul valore estetico, moralista e abilista!
Siamo poche e spesso le energie non sono al massimo... Fare attivismo a Taranto non è affatto facile! Essere transfemministe a Taranto, ragà, è tosta! Sentirsi ed essere non conformi, donne* e froci3 a Taranto non è affatto semplice, come in ogni margine incarnato dal potere patriarcale rappresentato dallo Stato, quello Stato che attraversa la nostra esistenza e i nostri corpi solo per sacrificarli e colonizzarli!
Ci hanno fatto interiorizzare infatti che per un salario da fame possiamo sopportare il dolore provocato da malattie visibili e invisibili, e che quindi possiamo accettare di sopravvivere in un territorio in cui, per esempio, vulvodinia, endometriosi o depressione ed ansia sono sistemici!
Vogliamo abitare una Taranto diversa, in cui l’orizzonte di vita non sia ridotto alla sopravvivenza, e dove la sofferenza strutturale e la violenza sistemica non vengano invisibilizzate e normalizzate! Vogliamo abitare una città in cui il ricatto salute-lavoro-ambiente non costringa i nostri corpi a fumi e dolori che le fonti inquinanti colonizzanti producono ogni giorno e notte! Ed è proprio a partire dai nostri corpi, che hanno interiorizzato questo ricatto, che vogliamo capovolgere le solite retoriche che hanno determinato il dibattito politico su Taranto!
La lotta per il lavoro, l’ambiente e la salute non può essere separata dalla lotta contro la violenza di genere. Le donne*, le persone trans* e non binary sono le prime vittime di un sistema che sfrutta i corpi e li distrugge, sia nel contesto lavorativo che ambientale. Difendere la monocultura dell'acciaio, come quella dell'ex Ilva, significa ignorare il ruolo fondamentale di cura che svolgiamo quotidianamente e l’impatto devastante che l'inquinamento ha sulla nostra salute. È necessario interrompere questo ciclo di oppressione, che si traduce in malattie croniche e sofferenze invisibili e in un sistema sanitario che non ci tutela. La nostra lotta di classe deve essere anti-patriarcale, anti-capitalista e anti-coloniale, riconoscendo le specificità di chi vive l'incrocio di più forme di sfruttamento. Non accettiamo più salari da fame, la divisione sessuale del lavoro e la normalizzazione della sofferenza. Vogliamo un cambiamento radicale che ci liberi dalla violenza fisica, psicologica e ambientale, e che riconosca la nostra dignità e il nostro diritto a una vita felice e libera.
La nostra esistenza è RESISTENZA. Noi siamo il presente e siamo il futuro, noi siamo il cambiamento. E oggi, come ogni giorno, siamo qui per dire che la violenza non ci ferma, che la paura non ci paralizza. Siamo qui per ricordare che in ogni angolo di questa terra, nel Sud come nel Nord, in città come Taranto, in periferie come quelle delle nostre vite, c’è una forza che si alza. E non ci fermeremo finché ogni persona, ogni corpo, ogni identità avrà il diritto di vivere e di vivere senza paura.
Noi lottiamo ESISTENDO! Per una rivoluzione terrona e transfemminista… non una di meno, non una di più!