30/07/2026
La Commissione europea conferma quanto abbiamo denunciato: il riconoscimento facciale negli spazi pubblici è vietato dall’AI Act, salvo eccezioni rigorosamente delimitate.
Il via libera in Commissione al Senato allo schema di decreto legislativo sull’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia, che prevede anche il ricorso al riconoscimento facciale, apre questioni gravissime per la tutela delle libertà fondamentali. Il governo non può utilizzare un decreto legislativo per aprire la strada a sistemi di sorveglianza e schedatura di massa dei cittadini.
L’intelligenza artificiale può e deve essere utilizzata per individuare e fermare i criminali, migliorando gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine, ma non può diventare un mezzo per controllare indiscriminatamente gli spostamenti delle persone, identificare chi partecipa a manifestazioni, eventi politici o iniziative sindacali, né per realizzare forme di profilazione di massa della popolazione.
Chiediamo al governo di ritirare questa impostazione e di riscrivere il decreto nel pieno rispetto delle regole europee, della tutela della privacy e delle libertà costituzionali. La sicurezza non può trasformarsi nel pretesto per costruire un sistema di sorveglianza di massa: il progresso tecnologico deve essere al servizio dei cittadini e dei loro diritti, non uno strumento di controllo indiscriminato.