02/07/2026
🔵🔵🔵 LA TUA FIRMA E' IMPORTANTE!! FALLO ORA NON RIMANDARE.
FERMIAMO LA VIOLENZA FAMILIARE !!!
Riforma dell'articolo 649 del codice penale: petizione alla Camera per superare l'impunità sui reati patrimoniali in famiglia
Il contrasto alla violenza economica all'interno delle mura domestiche richiede un adeguamento strutturale del nostro ordinamento penale, storicamente ancorato a una concezione patriarcale e gerarchica dei rapporti familiari.
Per sollecitare il Parlamento a colmare questo grave vuoto normativo, è attualmente possibile sottoscrivere una petizione ufficiale sul portale della Camera dei deputati, a sostegno della proposta di legge C. 1991.
Per aderire all'iniziativa, i cittadini possono accedere con SPID o CIE al link https://petizionionline.camera.it/petizioni ; una volta effettuata la registrazione al portale, è necessario recarsi nel menu alla voce "Consultazione e sottoscrizione petizioni", cercare il documento proposto da Francesco Alberto Comellini, identificato dal numero di registro 1408 del 20/6/2026, e procedere con la sottoscrizione.
Il quadro normativo e le ragioni dell'intervento
L'iniziativa popolare mira a superare l'anacronismo dell'articolo 649 del codice penale, una norma che attualmente garantisce l'immunità per i delitti contro il patrimonio commessi in danno dei congiunti, a meno che non vi sia violenza fisica. Questa causa di non punibilità affonda le sue radici in una torsione autoritaria impressa dal codice Rocco del 1930, il quale, stravolgendo la precedente logica liberale del codice Zanardelli, ha trasformato la famiglia in un'istituzione corporativa da tutelare nella sua fissità patrimoniale, sacrificando i diritti inviolabili del singolo componente. Oggi, tale impianto risulta del tutto incompatibile sia con i principi di uguaglianza sanciti dall'articolo 3 della Costituzione, sia con il diritto sovranazionale. In particolare, la Direttiva (UE) 2024/1385 impone agli Stati membri di contrastare efficacemente la violenza domestica, riconoscendo la deprivazione economica come una condotta prioritaria da perseguire, poiché annienta l'autonomia della vittima e le impedisce di sottrarsi al domicilio abusante.
L'impatto sui soggetti vulnerabili e le lacune della proposta in discussione
La deprivazione patrimoniale assume connotati di estrema gravità quando colpisce persone in condizione di disabilità o soggetti legati da una dipendenza funzionale. In questi casi, la violenza economica opera come un reato spia che genera isolamento materiale e psicologico, vanificando l'accesso alla giustizia. L'ordinamento finisce per tollerare il paradosso per cui lo stato di minorata difesa, normalmente considerato un'aggravante, si converte all'interno della famiglia in un fattore di impunità, coprendo persino gli abusi fiduciari commessi da chi è investito di formali doveri di cura, ivi compresa la figura del .
Sebbene la proposta di legge C. 1991 intervenga opportunamente per abolire l'esimente e introdurre la procedibilità a querela, i promotori della petizione evidenziano come tale regime si traduca in una tutela apparente per le vittime gravemente isolate, le quali si trovano nell'impossibilità materiale e psicologica di denunciare il proprio abusante.
Gli emendamenti strutturali richiesti dalla petizione
Per garantire l'effettività della riforma, il testo depositato chiede al Parlamento l'integrazione della proposta di legge con specifiche garanzie processuali e sostanziali. In primo luogo, si richiede il mantenimento della procedibilità d'ufficio per i reati commessi contro minori, persone in condizione di e soggetti vulnerabili. In secondo luogo, risulta necessaria la sospensione dei termini di prescrizione e di decadenza per la querela per tutto il periodo in cui perdura lo stato di convivenza o di soggezione della vittima. Il documento chiede inoltre l'introduzione di una specifica aggravante per lo sfruttamento della vulnerabilità e l'abuso dello status di cura, unitamente all'istituzionalizzazione di un raccordo informativo obbligatorio tra l'autorità giudiziaria penale e il Giudice Tutelare, essenziale per bloccare tempestivamente le spoliazioni e revocare gli incarichi fiduciari abusivi. Infine, si sollecita l'estensione dell'eccezione all'immunità anche ai casi di coazione psicologica, circonvenzione di incapace e ai reati plurioffensivi che ledono l'ordine economico generale, come l'indebito utilizzo di carte di pagamento e l'autoriciclaggio di capitali sottratti in famiglia.
I firmatari dell'iniziativa
La petizione, espressione di una rete trasversale di professionisti, giuristi e rappresentanti del terzo settore, è stata originariamente sottoscritta da Francesco Alberto Comellini (Vicepresidente dell'Osservatorio Permanente sulla Disabilità), dall'Avv. Domenica Leone (Presidente dell'Osservatorio Permanente sulla Disabilità), dall'Avv. Alberto Rocchi (Presidente AIGA Modena), dalla Prof.ssa Alessandra Servidori (Presidente Associazione TutteperItalia), dall'Avv. Francesco Cavazzuti (Consigliere AIGA Modena), dall'Avv. Sara Tarantini, dal Dr. Francesco Pulvirenti, dalla Dr.ssa Paola Morandi (Presidente IMP - International Mito Patients), dal Dr. Vincenzo Pirillo (Presidente Circolo culturale "G Saragat - G. Matteotti"), dalla Prof.ssa Barbara Carmela Pulvirenti e dal Prof. Giancarlo Tanucci (Ordinario presso l'Università Europea di Roma).
L'abrogazione del regime di immunità per i reati economici endofamiliari costituisce il presupposto sistemico indispensabile per allineare la legislazione penale nazionale ai presidi di protezione civile ed eurounitaria.
L'efficacia delle misure a tutela dell'incolumità e del patrimonio dei soggetti vulnerabili dipende direttamente dalla rimozione di uno scudo normativo che, ostando all'azione giudiziaria, converte la condizione di dipendenza assistenziale in una preclusione sostanziale all'esercizio dei diritti fondamentali.
La Tua firma è fondamentale
Grazie
Francesco Alberto Comellini
Vicepresidente Osservatorio Permanente sulla Disabilità