10/08/2021
Non c'è più molto tempo
Uno scatto devastante, che viene dalla Grecia. Uno scatto che ritrae la sofferenza di una donna mentre le fiamme circondano la sua abitazione nel villaggio di Gouves, sull'isola di Evia.
Proprio nel giorno in cui l'Onu, in un rapporto altrettanto devastante, certifica quello che diciamo da tempo. Quello che è evidente da tempo: abbiamo poco, pochissimo tempo per invertire la rotta e per salvare il pianeta. Per scongiurare che le temperature aumentino fino al punto di non ritorno: 1,5°.
Gli effetti, in caso contrario, sarebbero devastanti: un miliardo di persone rimarrebbe coinvolto in ondate di calore; centinaia di milioni resterebbero privi o totalmente privi d'acqua; 143 milioni di cittadini lascerebbero i propri Paesi per spostarsi altrove; intere specie animali e vegetali scomparirebbero, comprese le barriere coralline.
E questo senza contare lo scioglimento dei ghiacciai e l'innalzamento dei livelli del mare, che è già in atto da tempo.
Le conseguenze le vediamo già oggi, di mese in mese. In una sola settimana, in Canada, 719 persone sono morte a causa del caldo. In Germania, interi paesi sono stati spazzati via dalle alluvioni. In Grecia e in Turchia, gli incendi hanno perso il controllo.
Per questo non è più il momento dei tentennamenti e delle mezze misure. Serve una risposta che sia radicale e globale.
Occorre bloccare gli allevamenti intensivi, fermare l'uso delle fonti fossili, favorire l'economia circolare, decarbonizzare l'ex Ilva di Taranto, azzerare i contributi statali a chi inquina, finanziare pesantemente la mobilità sostenibile e la raccolta differenziata e imporre a quei Paesi restii di fare la loro parte, riducendo drasticamente le emissioni inquinanti.
Solo così sarà possibile raggiungere l'obiettivo europeo della neutralità climatica.
Solo così sarà possibile fermare la catastrofe.
Massimo Moretti
(foto a cura di Konstantinos Tsakalidis)