08/08/2026
EX-ILVA: chiudere subito l'area a caldo. Taranto merita un futuro di vera riconversione e rispetto del diritto.
TARANTO – Il Circolo PD "Fratelli Cervi" rivolge un appello accorato e perentorio alle Istituzioni tutte, alle organizzazioni sindacali e all'intera comunità politica, a partire dal nostro stesso Partito Democratico: è il momento di prendere atto della realtà e dichiarare definitivamente chiusa l'era della produzione integrale a caldo degli impianti ex ILVA.
Non ci sono più i margini per rinvii o compromessi al ribasso: l'area a caldo va fermata ora, senza se e senza ma.
Questa presa di posizione nasce da tre ragioni irrinunciabili:
- il ripristino della legalità e del diritto: è doveroso rispettare le numerose sentenze che si sono succedute nel tempo, a partire dall'ultima e chiarificatrice pronuncia dei giudici del Tribunale di Milano che impone lo stop all'area a caldo per i gravissimi rischi sanitari e ambientali correlati. Dal 2012 assistiamo al calpestamento continuativo di un principio di diritto fondamentale: impianti non a norma, pericolosi e inquinanti – per questo motivo sottoposti a sequestro da parte della Magistratura – devono essere fermati.
- l'insostenibilità ambientale e sanitaria: l'impatto della produzione industriale sull'ecosistema e sulla salute dei cittadini ha raggiunto un livello di insostenibilità non più tollerabile. A questo drammatico costo umano e ambientale si aggiunge un dato economico ormai evidente: il modello attuale non produce più né ricchezza né occupazione stabile per il territorio tarantino. Va ricordato, inoltre, come proprio la monocoltura dell'acciaio sia stata il principale freno e ostacolo allo sviluppo e alla crescita delle nostre enormi risorse ed economie alternative.
- il diritto di Taranto a un nuovo modello di sviluppo: è giunto il momento che la nostra città si affranchi dall'egemonia industriale e guardi al domani. È tempo di "abbracciare il futuro", per riprendere lo slogan che campeggia sul nostro Ponte Girevole in vista dei Giochi del Mediterraneo. Taranto deve essere risarcita con progetti, investimenti veri e interventi mirati, capaci di riconvertire l'economia locale e di valorizzare le straordinarie potenzialità della nostra terra: patrimonio culturale, storico, archeologico e paesaggistico, turismo compreso quello sportivo, economia green, sviluppo portuale, miticoltura, polo universitario, polo ospedaliero, ricerca e bonifiche del territorio.
Al contempo, intendiamo esprimere la nostra totale e incondizionata vicinanza a tutti i lavoratori dello stabilimento e del suo indotto. La transizione non deve essere pagata da chi lavora!
Chiediamo perentoriamente al Governo nazionale di mettere in campo strumenti straordinari e garanzie immediate per la piena salvaguardia reddituale, piani di prepensionamento e percorsi concreti di riqualificazione e riconversione lavorativa nelle opere di bonifica e nei nuovi settori produttivi.
È il momento del coraggio per tutti.
Serve la forza politica di dichiarare conclusa l'era del carbone e della produzione integrata, nonché la responsabilità di mettere a terra soluzioni e investimenti reali orientati al futuro del nostro territorio. Decisioni che devono essere unicamente indirizzate alla salvaguardia del reddito dei lavoratori e della salute di tutti i cittadini, e non più alla prosecuzione di una produzione oramai insostenibile e inquinante.
Circolo Partito Democratico "Fratelli Cervi" – Taranto