28/07/2026
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La Regione Puglia, governata da quest'uomo qui, Antonio Decaro, si è schierata ufficialmente al fianco di cittadini e associazioni ambientaliste e ha detto no al resort extra-lusso a Mogale, Ostuni.
Lo ha fatto costituendosi in giudizio al Tar contro il governo Meloni che ne aveva autorizzato la realizzazione attraverso la Zes, esattamente come a Tavolara.
E anche questa volta ha trovato sulla propria strada non solo cittadini, attivisti, Legambiente, Italia Nostra e molti altri, ma anche un Presidente di Regione che ha scelto di stare dalla parte della difesa dell’ambiente da una cementificazione oscena e selvaggia che produrrebbe - secondo la Soprintendenza - “un'alterazione irreversibile del carattere morfologico e funzionale del sistema rurale".
Decaro contesta in modo particolare quella che la Regione definisce una “erronea utilizzazione abusiva dello strumento eccezionale della Zes per autorizzare un intervento che non rispetta i criteri del Decreto Legge n. 124/2023”.
Dietro il resort ci sono il colosso “Four Seasons”, da cui prenderebbe il nome, la Merletto Srl, in partnership con il gruppo israeliano Omnam di David Zisser.
C’è chi a quei colossi si piega e stende il tappeto rosso e chi difende nove ettari incontaminati di costa pugliese, uno dei patrimoni naturalistici più preziosi della regione.
Questione di priorità.
Questo è quello che succede quando si votano rappresentanti che difendono il territorio dalle speculazioni invece di quelli che speculano sul territorio.
Decaro ha scelto di stare dalla parte giusta, non è la prima volta. Non sarà l’ultima.